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Centrosinistra, in vista del tavolo Pd-M5s-Avs cresce spinta ad accelerare

Centrosinistra, in vista del tavolo Pd-M5s-Avs cresce spinta ad accelerare

I centristi non gradiscono la formula ‘a tre’, Magi: “Sta sotto al 40%”

Roma, 27 ott. (askanews) – L’appuntamento pare confermato per venerdì, ma al tavolo anche stavolta ci saranno solo Pd, M5s e Avs, perché la galassia centrista assomiglia ancora più che altro ad una nebulosa. Si vedranno di nuovo Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con M5s e Verdi-Sinistra che spingono per accelerare il lavoro sul programma e le primarie e la segretaria Elly Schlein che sembra ancora convinta che sia meglio prendere un po’ di tempo in più.

Igor Taruffi, responsabile organizzazione e ‘voce’ ufficiale del partito quando non parla la segretaria, sabato scorso a Montepulciano aveva parlato di chiudere il programma “entro la fine dell’anno” e di andare poi alle primarie per “l’inizio dell’anno prossimo”. L’idea è di tenere i gazebo a febbraio, magari a marzo, il più possibile a ridosso dell’apertura ufficiale della campagna elettorale.

Bonelli oggi ha però nuovamente chiesto di fare prima: “Le primarie prima si fanno è meglio, penso che non sia possibile farle entro dicembre quindi credo non si debba andare oltre la data del primo febbraio”. Conte, è sulla stessa linea, quando in Tv gli viene chiesto se non sia troppo tardi febbraio risponde: “Non lo dica a meà”. Quindi aggiunge: “confido che ci si metta intorno al tavolo, si scriva un programma e poi se dobbiamo trovare il candidato che possa rappresentare la coalizione si faccia anche questo presto”.

Anche nel Pd, in realtà, più di qualcuno dei sostenitori della segretaria pensa che a questo punto sarebbe meglio fare in fretta. Lo stesso Nicola Zingaretti afferma: “Credo che a questo punto un coinvolgimento del popolo, dell’elettorato che in massa decida la leadership sia la cosa migliore, piuttosto che stare altre settimane sui ‘se’, i ‘ni’, i ‘ma’. Andiamo votare e andiamo a vincere”.

Difficile però che venerdì si esca dall’incontro con una decisione su questo punto. Anche perché c’è sempre da affrontare il nodo della politica estera, prima di avviare ufficialmente la corsa ai gazebo. E bisogna anche aspettare che l’area di centro si strutturi. Il tavolo ‘a tre’ (intesi come partiti) viene criticato per esempio da Riccardo Magi: “La formula ‘a tre’? E’ quella che sta sotto al 40%”, dice per far risaltare che l’area centrista è fondamentale per la vittoria. E contesta anche l’argomento della frammentazione del centro: “Non ci chiamano perché siamo troppi? E Avs che ha due rappresentanti al tavolo va bene?”.

Restano diversi nodi da sciogliere, insomma. Ma si moltiplicano gli appelli a non ripetere l’errore del 2022. Lo dice Zingaretti, lo dice Silvia Salis: “Io credo che di fronte a una sfida epocale il campo progressista debba puntare a essere il più ampio possibile per andare a vincere”, avverte la sindaca di Genova.