Home » Editoriale » Centrosinistra, piano e governo ombra

Centrosinistra, piano e governo ombra

Centrosinistra, piano e governo ombra
Immagine di repertorio, Imagoeconomica

Primarie riservate agli iscritti

Si è ormai aperta la campagna elettorale per le elezioni del 2027, che dovrebbero svolgersi secondo la naturale scadenza in ottobre; una lunghissima campagna elettorale di oltre un anno se all’attuale Maggioranza non venisse il ghiribizzo di anticiparla ad aprile, non prima.

Perché non prima? Perché ai parlamentari scatta il “diritto alla pensione” quando si supera il periodo di quattro anni, sei mesi e un giorno. Quindi non una scelta di interesse generale, bensì particolare e cioé dei seicento parlamentari, che ci tengono al loro “vitalizio“. Figuriamoci! Solo Carlo Cottarelli si è dimesso da senatore; un caso quasi mai imitato finora.

Vannacci al 7% e Lega al 5%: la mina sotto la sedia dei conservatori

In questo quadro, il raggruppamento dei Conservatori ha sotto la sedia una mina che si chiama Vannacci. L’ex generale ha fondato il partito, che secondo i sondaggi è accreditato di circa il sette per cento del favore dei potenziali votanti, superando così la Lega, accreditata intorno al cinque per cento.

Col rispetto dei sondaggisti, noi riteniamo poco attendibili questi dati.

Il piano strategico dei Progressisti: cinque punti per vincere le elezioni 2027

Sull’altro versante, quello dei Progressisti (o Rinnovatori) – odioso è chiamarli Sinistra perché ricorda i sinistri – vi è un’enorme confusione perché ognuno tira il lenzuolo dal proprio lato, col risultato che perderanno tutti. Un comportamento suicida e da stupidi in quanto esso consente agli avversari un gioco facile.

Il raggruppamento dei Progressisti dovrebbe immediatamente redigere un piano di obiettivi strategici da sottoporre alla valutazione del Popolo. Il primo di essi è l’incremento del Pil non inferiore al tre per cento l’anno per tutto il quinquennio. Il secondo riguarda l’energia, procedendo allo sblocco di migliaia e migliaia di istanze che chiedono le autorizzazioni a nuovi impianti eolici e solari.

In questo quadro, il programma dovrebbe comprendere la costruzione immediata di quattro o sei centrali nucleari di ultima generazione, criticando coloro che approvarono il referendum del 1987 che vietò la produzione di energia nucleare e fece smantellare le quattro centrali che esistevano allora.

Continuiamo i punti nodali del programma dei Progressisti.

Il terzo punto, non inferiore per importanza ai due precedenti, riguarda il capovolgimento del funzionamento della Pubblica amministrazione, passando dalla cultura del favore alla cultura del merito. Ma di questo ne abbiamo scritto tante altre volte.

Il quarto punto riguarda un programma anticorruzione semplice e snello. In questo quadro, una componente importante è la lotta all’evasione fiscale. Non si capisce perché il nostro Paese – uno dei pochissimi in Europa – debba avere tale evasione a un livello così elevato che priva le casse dello Stato di somme rilevanti (forse cento miliardi) e, non meno importante, crea uno squilibrio fra cittadini onesti e cittadini disonesti.

Un quinto punto – e qui ci fermiamo – riguarda la destinazione della spesa pubblica in quantità cospicua agli investimenti, potando la spesa corrente, detta cattiva perché alimenta in buona misura quella cultura del favore che si dovrebbe invece cancellare.

Il governo ombra alla Veltroni: premier e ministri da sottoporre al voto degli elettori

Un programma così fatto avrebbe bisogno di una seconda configurazione e cioè rappresentare il cosiddetto “Governo ombra”. Ciò significa che gli elettori dovrebbero sapere che, in caso di vittoria, tutto il raggruppamento realizzerebbe i macro-obiettivi prima descritti con quelle persone prima indicate. Il Governo ombra dovrebbe avere un premier, indicato nella compagine.

Ci vorrebbe un altro Walter Veltroni, che fu l’unico a fare quanto precede, per quanto non avesse utilizzato la tecnica del programma e del governo ombra, la cui compagine dovrebbe essere soggetta alle determinazioni del voto degli elettori, i quali dovrebbero esprimere le preferenze per il primo ministro e i ministri ombra.

Il progetto indicato potrebbe ottenere un vasto consenso popolare e, perché no, vincere le elezioni, approfittando, appunto, della mina che Vannacci ha messo a tutto il comparto dei Conservatori.

Ma l’attuale composizione dei Progressisti non sembra idonea a tale progetto.