Roma, 26 mag. (askanews) – Jonas Vingegaard conquista anche la sedicesima tappa del Giro d’Italia e si prende definitivamente la corsa rosa. Il danese della Visma | Lease a Bike trionfa sul traguardo di Carì dopo 157 chilometri da Bellinzona, firmando il quarto successo personale in questa edizione e la prima vittoria con la maglia rosa sulle spalle. Un dominio netto, costruito con l’ennesimo scatto devastante a sette chilometri dall’arrivo, quando nessuno riesce più a resistere al ritmo imposto dal due volte vincitore del Tour de France.
Vingegaard chiude in 2h57’40”, staccando di 1’09” l’austriaco Felix Gall e di 1’11” Jai Hindley, con Thymen Arensman quarto a 1’14”. Alle spalle dei migliori brilla la prova di Davide Piganzoli, splendido sesto a 1’34”, protagonista di un lavoro prezioso proprio al servizio del leader della Visma prima di trovare la forza per restare con i grandi fino alle battute decisive della salita finale.
L’attacco decisivo arriva sui durissimi chilometri conclusivi verso Carì. Dopo il lavoro di Kuss e Campenaerts, Vingegaard cambia passo con naturalezza impressionante, staccando Gall e facendo immediatamente il vuoto. Nel giro di pochi chilometri il vantaggio supera il minuto, mentre alle sue spalle si riorganizza il gruppetto degli inseguitori con Hindley, Arensman, Bernal, Gee e Piganzoli.
La tappa svizzera aveva vissuto a lungo sulla fuga di giornata con Giulio Ciccone, Einer Rubio, Chris Harper, Jhonatan Narváez e Diego Ulissi protagonisti nella valle di Blenio. Ciccone aveva raccolto punti preziosi per la maglia azzurra sugli sprint in salita, ma il forcing della Visma sull’ultima ascesa aveva progressivamente annullato ogni tentativo.
In classifica generale il danese rafforza ulteriormente il primato: Gall è secondo a 4’03”, Arensman terzo a 4’27”, mentre Hindley sale al quarto posto a 5′. Piganzoli entra nella top ten ed è ora ottavo a 7’57”, risultato che conferma la crescita del giovane italiano in uno dei grandi appuntamenti della stagione.
Giornata invece da dimenticare per Giulio Pellizzari. Il talento azzurro va in crisi sull’ultima salita e perde oltre diciotto minuti dal vincitore, arrivando al traguardo insieme a Ciccone dopo una lunga sofferenza. Un passaggio a vuoto pesante in una tappa che rischia di ridimensionare definitivamente le sue ambizioni di classifica.

