Un uomo di 73 anni, Giuseppe Campagna originario di Messina ma residente a Coassolo, è l’automobilista che nella giornata di sabato ha travolto due volte un gruppo di ciclisti a Lanzo Torinese (in provincia di Torino).
L’automobilista si è costituito
Dopo l’accaduto era fuggito, ma successivamente si è consegnato ai carabinieri che hanno provveduto a sottoporlo agli arresti domiciliari. L’accusa nei suoi confronti è di tentato omicidio stradale: l’anziano è risultato negativo ai test dell’alcol mentre si attendono i risultati degli esami tossicologici.
Ciclisti investiti due volte, cosa è accaduto
Secondo una prima ricostruzione, l’artigiano in pensione avrebbe superato la comitiva suonando il clacson con una certa insistenza. Dopo il gesto di disappunto di un ciclista, avrebbe fermato l’auto, ingranato la retromarcia e travolto il gruppo di ciclisti. Quando una parte della comitiva ha tentato un inseguimento, l’automobilista ha fatto inversione per andare nuovamente contro i ciclisti.
Quattro feriti, le loro condizioni
Sono quattro in totale i feriti. Due sono in condizioni serie, ma non in pericolo di vita: un uomo di circa 60 anni avrebbe un femore fratturato, una frattura esposta alla gamba sinistra da operare, traumi al viso e al torace; un altro ciclista 68enne avrebbe riportato un grave trauma alla spalla sinistra e un trauma al bacino. Per i due la prognosi è rispettivamente di 90 e 60 giorni.
Il racconto dell’accaduto
“È accaduto tutto in una frazione di secondo” racconta al Corriere.it uno dei componenti della comitiva di ciclisti. “Stavamo pedalando – ricorda -, eravamo partiti da poco. Eravamo in gruppo, stavamo chiacchierando, andavamo piano, forse ai 20 all’ora non di più. A un certo punto quell’auto ci ha passato suonando il clacson. Poi non contento ha iniziato a fare i fari. Voleva passare. Uno di noi a quel punto ha alzato il braccio in segno di disappunto. Nulla di che, un modo per dirgli di stare calmo che ci saremmo spostati. Quando siamo arrivati all’altezza della rotonda ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire, invece ci ha puntato contro all’improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia”.
Le conseguenze potevano essere più gravi: “Il primo di noi – continua il ciclista – che ha colpito ha fatto un volo di 30 metri. Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito, ingranando la prima. D’istinto l’ho rincorso, dopo aver lasciato la bici, e ho preso la targa. A quel punto è venuto addosso anche a me: mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada e l’ho schivato. Ma è tornato sul gruppo degli altri ciclisti, che nel frattempo erano in mezzo alla strada perché stavano soccorrendo il primo di noi che era stato colpito e non poteva alzarsi. Non ho avuto tempo di avvertirli. Li ha falciati in pieno. Uno di loro è stato buttato contro l’inferriata e non è messo per niente bene”.
“Vederci arrivare quell’automobile addosso, in quel modo, è stata una scena da film horror – confessa l’uomo -, Non c’è stato il tempo di schivarla. Poteva diventare davvero una tragedia”.
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