Cig Covid per gli artigiani, aspettando Godot... - QdS

Cig Covid per gli artigiani, aspettando Godot…

Pietro Vultaggio

Cig Covid per gli artigiani, aspettando Godot…

mercoledì 23 Settembre 2020 - 00:00
Cig Covid per gli artigiani, aspettando Godot…

ll fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato resta in attesa dei fondi: niente cassa integrazione per quasi 30.000 lavoratori. Da saldare ancora i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto. “Ritardo ingiustificabile” dicono da Ebas Sicilia

PALERMO – Il Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato resta in attesa dei fondi: niente cassa integrazione per quasi trentamila lavoratori. Fsba rappresenta il forziere del mondo dell’artigianato e, ad oggi, non ha ancora ricevuto nulla.

Un bel problema per i lavoratori del settore impegnati nell’Isola e le loro famiglie, a cui adesso non resta che aggrapparsi alla speranza e credere fermamente che, come “promesso” nel decreto di Agosto, il governo abbia trovato le coperture. “Ritardi inaccettabili e ingiustificabili: da effettuare ancora i pagamenti di maggio. Ritardi su ritardi. Tempi lunghissimi ormai inaccettabili. Migliaia e migliaia di famiglie siciliane in ginocchio in attesa di ricevere gli assegni. Da saldare ancora la cassa integrazione di maggio, giugno, luglio e agosto. Con risorse stanziate dal Governo che basteranno, a mala pena, a coprire maggio e solo gran parte di giugno – questo quanto si legge nel comunicato stampa dell’Ente bilaterale artigianato Sicilia e che gestisce Fsba (il fondo istituito da Cgil, Cisl e Uil e Cna Confartigianato, Casartigiani e Claai)”.

Da mesi e mesi il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato sollecita il trasferimento delle somme nelle casse di Fsba, al fine di consentire l’erogazione degli assegni a quasi trentamila famiglie del mondo artigiano siciliano.

“È un ritardo ingiustificabile – denunciano i vertici della Ebas Sicilia. Noi siamo rapidi ed efficienti. Pronti già dai primi di luglio a inviare gli assegni di maggio e giugno. Ma se non arrivano le risorse, abbiamo le mani legate. La nostra macchina funziona rapidamente, ma poi è costretta a fermarsi per la mancanza dei fondi”.

Ebas è in attesa di trecentosettantacinque milioni per dare un aiuto concreto a chi ha sempre pagato le tasse ed, adesso, si trova in difficoltà. Una pandemia inaspettata, ma bisogna farsi trovare pronti. Inaccettabile che le imprese, vero motore d’Italia, siano abbandonate a loro stesse o aiutate da sussidi aleatori.

Vero è che basteranno a coprire solo i mesi di maggio e solo parte di giugno – continua l’Ente bilaterale artigianato Sicilia -, ma saranno comunque una piccola boccata di ossigeno per tutti quei lavoratori e quelle imprese siciliane in difficoltà”.

L’Ebas esprime anche un’altra preoccupazione per le nuove 18 settimane di cassa integrazione che il Governo ha deciso di concedere. Come noto, con il Decreto Agosto, sono state aggiunte altre 18 settimane di cassa integrazione, suddivise in due tranche ciascuna, di cui usufruire nel periodo che va dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. Per avere diritto alle 9 settimane aggiuntive, però, i datori di lavoro dovranno aver ottenuto l’autorizzazione per le nove precedenti.

“È paradossale che vengano concesse altre settimane di cassa integrazione se poi non ci mettono in condizione di pagare gli assegni – conclude Ebas Sicilia. Ben vengano gli ammortizzatori sociali, ma servono tempi rapidi per garantire una dignità a tutti i lavoratori messi in difficoltà dall’emergenza Covid. Abbiamo il brutto sospetto che questi ritardi siano dovuti a un atteggiamento ostile nei confronti di Fsba, per la nostra efficienza e la qualità dei servizi da noi offerti”.

Quello che sembra essere evidente è che, qualora dovesse esserci un ritorno dell’epidemia come molti esperti dicono, le risorse, fino adesso stanziate, non sono e non saranno più sufficienti ed un crollo dell’economia potrebbe farsi sempre più strada.

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