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Ciliegie, in Puglia persi 2 frutti su 3 per nubifragi e grandinate

Ciliegie, in Puglia persi 2 frutti su 3 per nubifragi e grandinate

Danni fino 70% su produzioni, Coldiretti: più controlli a origine

Roma, 15 mag. (askanews) – Grandine e nubifragi imperversano sulle ciliegie Bigarreau, con la perdita di 2 frutti su 3 e un danno stimato fino al 70% sulle produzioni in questa instabile primavera. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, con il maltempo che ha colpito duramente le ciliegie in provincia di Bari e nella BAT, con i nubifragi a Conversano, Rutigliano, Turi, Castellana Grotte, Casamassima, la grandinata a Triggianello e tra Andria e Bisceglie.

Secondo i dati ufficiali Istat e del comparto agricolo nazionale, la provincia di Bari è il principale distretto cerasicolo d’Italia, con circa 47mila tonnellate di ciliegie prodotte ogni anno e una quota pari a circa il 34% dell’intera produzione nazionale. La sola provincia barese concentra oltre il 96% della produzione regionale pugliese di ciliegie. La Puglia è inoltre la prima regione italiana per superficie coltivata a ciliegio, con quasi 20mila ettari investiti, di cui oltre 17mila ettari concentrati nel territorio della provincia di Bari. Le varietà più diffuse e pregiate restano le Bigarreau e le Ferrovia, simbolo della cerasicoltura barese e pugliese.

Dopo un anno di lavoro, nubifragi e grandinate distruggono i frutti e compromettono le produzioni, con pesanti conseguenze economiche sulle imprese agricole e sull’intera filiera cerasicola pugliese. La tropicalizzazione del clima continua infatti a colpire duramente le campagne pugliesi, con fenomeni estremi sempre più frequenti e violenti che causano perdite produttive e un forte aumento dei costi aziendali. Oltre ai danni diretti alle colture, le aziende devono affrontare ulteriori spese per interventi straordinari, manutenzioni e ripristini, mentre i raccolti vengono drasticamente ridotti.

Di fronte al brusco calo produttivo, gli agricoltori si trovano a sostenere costi di produzione sempre più elevati, mentre i prezzi riconosciuti nelle campagne non riescono a compensare le spese affrontate. Sui banchi al consumo, invece, si registrano quotazioni altissime, con ciliegie vendute anche a 20 euro al chilogrammo a Milano, mentre aumenta il rischio dell’ingresso di prodotto estero privo di adeguate indicazioni sull’origine.

Da qui la necessità, ribadita da Coldiretti Puglia, di intensificare i controlli sull’origine dei prodotti ortofrutticoli commercializzati nei mercati e nella grande distribuzione, soprattutto per quanto riguarda gli arrivi dai Paesi del Nord Africa come Egitto, Tunisia e Marocco, oltre alla richiesta di interventi urgenti a sostegno dei produttori colpiti dal maltempo.