Roma, 13 mag. (askanews) – Dal primo al 7 giugno torna il Festival Internazionale del Cinema di Pompei, giunto alla sua seconda edizione, sotto la presidenza di Annarita Borelli e la direzione artistica di Enrico Vanzina. Il Festival conferma la sua vocazione: partire da Pompei, dalla sua identità e dalla sua forza simbolica, per aprirsi al cinema contemporaneo internazionale.
Il programma attraversa linguaggi, generi e visioni diverse, con 15 cortometraggi italiani in concorso, che raccontano il Paese attraverso lo sguardo di giovani emergenti, 6 lungometraggi internazionali, proiezioni serali, panel di approfondimento e una sezione pensata per il pubblico più giovane, con l’obiettivo di avvicinare ragazze e ragazzi al linguaggio del cinema. Proiezioni e incontri si terranno al Nexus MaxiMall Entertainment di Pompei.
Per l’edizione 2026, il Festival presenta il proprio manifesto visivo: il cortometraggio “Il tempo ritrovato”, diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina; una riflessione poetica sulla natura viva di Pompei e, al tempo stesso, una meditazione sulla funzione più profonda del cinema: non soltanto conservare il tempo perduto, ma riattivarlo attraverso lo sguardo. Ad accompagnare il racconto, la voce di Luca Ward, insieme a un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. La fotografia è firmata da Claudio Zamairon.
Dall’Italia alla Germania, dal Giappone alla Cina, fino all’Albania, il Festival propone sei opere che esplorano identità, memoria, legami familiari, arte e ricerca di sé, offrendo al pubblico un viaggio tra culture, epoche e sensibilità diverse: “Le sorelle” (Italia) su due gemelli che mettono in scena un gioco di ruoli che rivela gelosie e segreti. “Munter and Kandinsky” (Germania) sull’amore tormentato tra i due artisti sullo sfondo della nascita del movimento Der Blaue Reiter. “Hakkenden”(Giappone) – Bakin Takizawa, con il sostegno di Hokusai, dà vita alla leggenda degli otto guerrieri destinati a spezzare una maledizione. “Home Away, Home Close” (Cina) su un fotografo di Hong Kong che cerca identità e appartenenza tra la sua città e le montagne tibetane. “Broken” (Albania, Italia, Macedonia) sul reduce dal carcere Jani, che torna in Albania e si scontra con un Paese cambiato e un figlio diventato politico corrotto. “E se mio padre” (Italia) su una dodicenne che indaga sui segreti del padre tra immaginazione e realtà, nell’Italia degli anni ’70 e ’80.
In programma anche un ciclo di incontri dedicati al rapporto tra cinema, letteratura, giornalismo, lingua e narrazione contemporanea. Martedì 2 giugno, “Dalla cronaca all’immagine: il fatto che diventa cinema” esplorerà la trasformazione dei fatti di cronaca in narrazione audiovisiva, con Federico Ruffo e Ottavio Lucarelli. Il 3 giugno, “Scrivere immagini: la letteratura che diventa cinema con Maurizio De Giovanni” indagherà il rapporto tra scrittura narrativa e linguaggio audiovisivo a partire dalle opere dello scrittore napoletano. Giovedì 4 giugno, “Le finte bionde: dal romanzo al film. Incontro con Enrico Vanzina” che racconterà il processo di adattamento dalla pagina allo schermo attraverso il caso de Le finte bionde. Il 5 giugno, “Dalle parole al cinema”, metterà a confronto editoria, linguistica e cinema sul processo che trasforma la parola in immagine, con Adriano Monti Buzzetti Colella e Rosario Coluccia.
Quest’anno il Festival ospita una sezione interamente dedicata ai giovani. Saranno proiettati i cortometraggi realizzati dagli studenti nell’ambito del progetto educativo promosso dal Festival e dalla Fondazione Cultura&Innovazione. L’iniziativa ha coinvolto gli istituti d’istruzione superiore della Campania in un percorso formativo pensato per avvicinare i ragazzi al linguaggio cinematografico e offrire loro l’opportunità di vedere il risultato del proprio lavoro sul grande schermo.
Accanto ai premi del concorso, saranno conferiti i Premi alla Carriera a Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini. La serata, condotta dalla presidente del Festival Annarita Borelli, con la partecipazione del Direttore Artistico Enrico Vanzina, intreccerà cinema, musica e racconto. La dimensione internazionale dell’evento troverà voce nella partecipazione dei tenori Zhu Jianwei, Ren Zixuan e Zheng Zhongxiang, protagonisti di un momento artistico che unisce culture e tradizioni diverse attraverso la forza universale del canto lirico. Nel corso della serata, il direttore artistico Enrico Vanzina terrà un intervento sulla storia del cinema italiano. A chiudere la serata e il Festival sarà la proiezione de “Il tempo ritrovato”.
“Un anno fa il Festival Internazionale del Cinema di Pompei nasceva da una necessità; oggi quella necessità ha preso forma. Con Enrico Vanzina abbiamo costruito un percorso fondato su coerenza e visione, con una domanda al centro: quale ruolo deve avere oggi la cultura? Il Tempo Ritrovato, manifesto visivo di questo Festival, nasce da questa esigenza: restituire al cinema la sua forza più profonda, quella di interrogare il tempo e trasformarlo in esperienza” ha detto Annarita Borelli, presidente dl Festival.
Il direttore artistico Enrico Vanzina ha aggiunto: “Pompei ci ricorda che il passato non muore mai. Da questa consapevolezza nasce il Festival, con l’obiettivo di riflettere sull’identità culturale in un mondo a rischio omologazione. Il cinema, con le sue peculiarità nazionali e antropologiche, resta una straordinaria democrazia delle idee. In questa edizione vogliamo approfondire il legame tra cinema e scrittura, per esplorare i processi creativi che trasformano le storie in visione”.

