I cinque progetti del Fondo di Perequazione 2019/2020 - QdS

I cinque progetti del Fondo di Perequazione 2019/2020

redazione

I cinque progetti del Fondo di Perequazione 2019/2020

martedì 28 Dicembre 2021 - 01:35

Comunicazione aziendale

SOSTEGNO DEL TURISMO

Obiettivo generale del progetto è, da un lato, quello di assistere le imprese nella gestione della crisi e della ripartenza, rafforzando il ruolo del Sistema camerale nel fornire analisi dei territori e dell’economia del turismo e, dall’altro lato, quello di qualificare l’offerta turistica attraverso la certificazione di un numero di imprese a livello regionale con il “Marchio Ospitalità Italiana”, sviluppando e differenziando i prodotti offerti sul mercato, promuovendo le destinazioni turistiche e potenziando i canali di vendita attraverso gli strumenti digitali e la promozione del Made in Sicily. Si tratta di linee di attività che riguardano: la valorizzazione delle identità turistiche dei diversi ambiti territoriali e, soprattutto, per stare vicino alle imprese in questo momento di forte crisi economica e sociale. La finalità ulteriore è quella di arricchire il patrimonio informativo dell’Osservatorio sul turismo, da mettere a disposizione delle Camere e dei sistemi di impresa, per analisi di crescita e di sviluppo competitivo (cruscotti di simulazione predittiva) anche a beneficio dei singoli territori; la qualificazione e il rilancio delle attività turistiche, coinvolgendo le imprese nelle iniziative di assistenza sui temi della qualità e della sicurezza, della sostenibilità, dell’accessibilità, della comunicazione digitale, dell’organizzazione aziendale sulla base della destinazione turistica di appartenenza. Ed ancora, l’animazione, a livello nazionale, della rete dei ristoranti italiani nel mondo al fine di potenziare il ruolo di questo strumento per la valorizzazione del “Made in Italy” e il rilancio dell’immagine dell’Italia all’estero. Sono 2.205 i ristoranti certificati in 59 Paesi del mondo che garantiscono il rispetto degli standard del “Marchio Ospitalità Italiana”, della gastronomia e delle produzioni enogastronomiche di qualità italiane. Una rete importante, sulla quale puntare per promuovere le produzioni e i territori locali nei diversi Paesi del mondo attraverso la valorizzazione del marchio Ospitalità italiana nel mondo.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Nell’attuale momento di grave emergenza sanitaria ed economica, il sistema camerale in Italia e nel mondo è più che mai impegnato a sostenere le imprese e i territori per fronteggiare questa difficilissima fase per gli scambi internazionali ed esser pronti a ripartire quando l’emergenza sarà passata. Una delle sfide principali riguarda la necessità sia di definire una nuova offerta di servizi in risposta ai mutati fabbisogni delle nostre PMI, sia di utilizzare in maniera più diffusa le tecnologie digitali per continuare a erogare i servizi di accompagnamento e orientamento all’export, adattandoli alle nuove esigenze delle imprese e dei mercati internazionali. In quest’ottica, Unioncamere Sicilia ha già favorito l’avvio di un profondo processo di digitalizzazione di tutte le attività di profilazione, diagnostica e affiancamento alla definizione di piani di pre-fattibilità per l’estero.
Le iniziative previste per questa nuova edizione del progetto rispondono a due obiettivi centrali:
1. aumentare il numero delle imprese esportatrici e far crescere il volume dell’export italiano, specie nel comparto dei servizi (al di fuori del commercio e del turismo). A tal riguardo, si intende investire nel rafforzamento della rete di presidio attivo rivolti alle PMI potenziali ed occasionali esportatrici, sia quelle già individuate e profilate, sia quelle che, anche a seguito di precedenti iniziative camerali hanno avviato un percorso di presenza all’estero; 2. accompagnare le nostre imprese a vendere all’estero anche attraverso le piattaforme digitali. Oltre alla formazione e all’assistenza al corretto posizionamento sulle piattaforme digitali, gli interventi punteranno – più in generale – ad aumentare la consapevolezza delle imprese sui vantaggi del digitale e a innalzare le loro competenze.

GIOVANI E MONDO DEL LAVORO

Negli ultimi anni, il ruolo delle Camere di commercio sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro si è progressivamente ampliato e rafforzato per effetto dei provvedimenti normativi che hanno riconosciuto al Sistema Camerale specifiche competenze e funzioni, anche in materia di orientamento al lavoro e alle professioni, certificazione delle competenze e ‘placement’. Ora, rafforzato il quadro di riferimento normativo, è necessario parallelamente rendere il ruolo delle Camere di commercio più attivo per un più stretto collegamento tra orientamento-formazione-lavoro-impresa, sviluppando nuovi servizi in favore dell’occupazione dei giovani e del loro orientamento formativo, intensificando la loro conoscenza e la frequenza degli Istituti Tecnici Superiori, promuovendo la diffusione della certificazione delle competenze acquisite nei contesti lavorativi, supportando il ‘matching’ tra domanda e offerta di lavoro, rilanciando il network nazionale dei servizi per fare impresa.

In questa prospettiva, l’azione necessariamente si concentra su cinque elementi chiave:
1. valorizzazione della conoscenza dei fabbisogni formativi e professionali delle imprese, espressa dal sistema informativo Excelsior;
2. individuazione del target primario di riferimento nei giovani;
3. adozione di tipologie di azioni condivise nell’ambito delle funzioni camerali, con particolare attenzione alla valorizzazione dei temi del fare impresa;
4. utilizzo di piattaforme digitali come strumenti organizzativi e di condivisione (tavoli digitali nazionale/territoriali, portale per l’orientamento, social media);
5. condivisione di uno standard di servizio assicurato su tutto il territorio.

INFRASTRUTTURE

Un sistema infrastrutturale esteso e sicuro, assieme ad una mobilità dei passeggeri e delle merci efficiente e fluida, rappresenta un elemento prioritario per lo sviluppo economico dei territori e per la competitività delle imprese. L’obiettivo del programma ‘Infrastrutture’ è mettere le Camere di commercio e le Unioni regionali nelle condizioni di partecipare attivamente alla ripresa del Paese – nel post-Pandemia – fornendo analisi, ipotesi di intervento e contributi operativi allo sviluppo delle reti materiali ed immateriali: dai collegamenti viari alle reti di connessione a banda larga, dalle azioni finalizzate a rimuovere le restrizioni ai traffici internazionali a quelle per la ripartenza di importanti opere pubbliche. In tale contesto, il sistema camerale può svolgere un ruolo di stimolo e raccordo, fornendo ai Governi centrali e locali un contributo per una migliore strategia sulle infrastrutture. Oltre ad attivare azioni di monitoraggio sui territori, si propone di introdurre competenze che, a tutti i livelli, possono contribuire a disegnare una strategia di medio lungo periodo sullo sviluppo della logistica in Italia, per supportare una più efficace pianificazione ed una veloce realizzazione degli interventi infrastrutturali e manutentivi su strade, ferrovie, porti, aeroporti, città, fiere, interporti e connessioni digitali.

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Il programma è finalizzato a promuovere un ulteriore crescita e posizionamento del Sistema camerale in materia ambientale con la messa in campo di servizi innovativi e tecnologicamente avanzati a supporto delle imprese e della Pubblica Amministrazione per la nascita di un mercato circolare. La questione ambientale è diventata prioritaria anche sul piano imprenditoriale ed in Italia molte PMI hanno già intrapreso la strada della sostenibilità. Come tracciato dal Nuovo Piano d’Azione per l’Economia circolare della UE sull’applicazione dei principi dell’economia circolare potrebbe aumentarne il PIL di un ulteriore 0,5% entro il 2030, creando circa 700.000 nuovi posti di lavoro. Il modello di economia circolare rappresenta, quindi, un’opportunità per le PMI in quanto nasce dall’esigenza di affrontare contemporaneamente delle situazioni di criticità di natura economica, ambientale e sociale. Per accompagnare questo processo di transizione la Pubblica Amministrazione è chiamata ad uno sforzo di modernizzazione dei servizi offerti alle imprese utilizzando al meglio le tecnologie disponibili e creando un ambiente favorevole all’innovazione. Il sistema camerale è chiamato a partecipare a questo ampio processo di modernizzazione accompagnando il processo di trasformazione del sistema produttivo.

Nel III TRimestre 2021 Export siciliano vola: +26,2% rispetto al 2020
Il presidente Pace: “Numeri importanti, superiamo anche la media italiana”

La Sicilia chiude il III trimestre di quest’anno con un +26,2% di export rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che significa 7miliardi 295milioni 745mila 333 euro rispetto ai circa 5miliardi 780milioni 983mila euro. Undicesima regione italiana per dati positivi sulle esportazioni. Dati molto incoraggianti, che seguono i numeri positivi del II trimestre di quest’anno che si era chiuso con un +16,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Segnali più che positivi se si guarda indietro ai dati del I trimestre (gennaio, febbraio e marzo 2021), periodo in cui si era registrato un taglio della vendita di merci e prodotti siciliani all’estero del -10,21% (nel 2020 si era già avuta una flessione del -24,25% e nel 2019 la riduzione era stata già allarmante con -14%). L’analisi di Unioncamere Sicilia fa emergere una confortante ripresa, considerata anche l’emergenza sanitaria legata alla pandemia, scoppiata i primi di marzo del 2020 e non ancora terminata.

Tutti i prodotti merceologici vanno in terreno positivo. Di seguito le percentuali relative ai dati riferiti ai settori merceologici: coke e prodotti petroliferi raffinati 3 miliardi 931milioni 352mila euro (53,89% dell’export Sicilia), ed ancora sostanze e prodotti chimici 648milioni 848 mila euro (8,89), alimentari, bevande e tabacco 598milioni 630mila euro (8,21%), prodotti agricoli, animali e della caccia 448milioni 298mila euro (6,14%), computer e apparecchi elettronici e ottici 473milioni 338mila euro (6,49), ma anche metalli base, prodotti in metallo 222milioni 831mila euro (3,05%), articoli in gomma e materie plastiche 218.765mila euro (3%). Ed ancora, apparecchi elettrici 187milioni 754mila (2,57%), e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici 177.829 (2,44%).

“I numeri ci dicono che la Sicilia con il +26,2% supera anche la media italiana che si attesta sul +20,1% e questa è una ulteriore conferma di quanto le nostre esportazioni siano sempre fondamentali per l’economia dell’Isola siciliana – spiega Pino Pace, presidente di Uniocamere Sicilia -. Oltre un miliardo e mezzo in più rispetto allo stesso periodo 2020, numeri importanti dopo quasi due anni di pandemia da Covid che ha cambiato le nostre vite e il mondo. Tutto è stato condizionato dall’emergenza sanitaria. I prodotti delle imprese siciliane hanno un’attrattiva unica a livello mondiale, pertanto, questo importante balzo in avanti ci lascia tanta fiducia per il prossimo futuro”.

Guardando alle esportazioni per ciascuna provincia tutti i dati sono positivi ad eccezione di Caltanissetta -32,28% e Messina -4%; Siracusa +43,66%, Enna +30%, Ragusa +29,27%, Catania 14,67%, Trapani +17,81%, Palermo +11,35, Agrigento +1,61%. Con riferimento all’export della Sicilia per area geografica la Francia è il primo paese, poi Spagna, Paesi Bassi, Gibilterra, Germania, Turchia, Belgio, Egitto, Regno Unito e Croazia.

“Sul fronte dei Paesi in cui di più la Sicilia ha esportato le proprie merci notiamo dall’analisi – dice Santa Vaccaro, segretario generale di Unioncamere Sicilia – che Gibilterra, Turchia, Belgio, Egitto, Malta, Regno Unito, Marocco, Slovenia e Libia fanno registrare i numeri più alti a confronto con il III trimestre dell’anno scorso. In calo Tunisia, Algeria e Albania. Tra i Paesi in cui la Sicilia esporta di più storicamente ci sono anche gli Stati Uniti d’America”.

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