CATANIA – La previsione dell’ex presidente – facenti funzioni – della Corte d’appello di Catania Giovanni Dipietro, sui tempi di conclusione dei lavori per la cittadella giudiziaria di viale Africa a Catania, rientra ancora nel campo della verosimiglianza. Il lungo e tortuoso cantiere per la costruzione del palazzone che ospiterà, con vista mare, gli uffici dove si trasferirà parte del sistema giustizia che opera nel capoluogo etneo non è ancora giunto all’ultimo chilometro. Ma questo era già noto. Nella relazione sull’ultimo anno giudiziario, Dipietro, che di lì a poco ha ceduto il testimone ad Antonino Porracciolo, aveva chiarito come “il termine per l’ultimazione, attualmente differito al maggio del corrente anno (2026, ndr), difficilmente potrà essere rispettato, pur nutrendosi fiducia che l’opera possa essere completata entro i primissimi mesi del successivo anno 2027”.
Obiettivo fine anno per il cantiere della cittadella giudiziaria
Stando a quanto appreso dal Quotidiano di Sicilia, l’orizzonte simbolico della prossima notte di San Silvestro sarà più o meno prossimo al momento in cui le macchine dell’impresa Ingegneria Costruzioni Colombrita si fermeranno perché la cittadella giudiziaria sarà pronta per essere sottoposta alle verifiche amministrative del caso per poi essere inaugurata. Resta però ancora tutto da capire se il nuovo anno verrà festeggiato con l’opera già conclusa o se invece gli operai saranno chiamati ad andare avanti. Comunque andrà, quando si sarà superato il traguardo, l’orologio dirà che i tempi previsti nell’originario cronoprogramma di quello che è probabilmente l’appalto più contestato a Catania degli ultimi anni saranno stati abbondantemente superati. Chi si muove giornalmente lungo la parte est della città, viaggiando nel trafficato viale Africa che in futuro sarà destinato a ricevere anche i flussi di quanti, nella veste di professionisti o utenti, si rivolgeranno agli uffici giudiziari, si accorge come la costruzione si stia sviluppando. La sensazione è che la cittadella – che costerà una trentina di milioni di euro, alcuni in più del previsto – stia concretamente prendendo forma.
Quanto manca al completamento della cittadella giudiziaria
Ma quanto resta da fare? In questi giorni è iniziata la fase di decostruzione dell’ultima parte di un ponteggio di forza che, per sua natura, aveva carattere provvisionale. L’attenzione però è rivolta a se e cosa il ministero della Giustizia dirà del progetto aggiudicato, a valle di un concorso di progettazione, e finora seguito dall’impresa sotto la visione del Genio civile di Catania. Già l’anno scorso, infatti, era emersa la possibilità che la struttura prevista da progetto potesse avere delle criticità in materia di controlli degli accessi e dei varchi.
Le possibili varianti e il ruolo del Ministero della Giustizia
Ciò ha portato a ritenere verosimile il coinvolgimento del ministero guidato da Carlo Nordio, con la possibilità che da Roma arrivassero prescrizioni che avrebbero potuto comportare una nuova modifica al progetto, già oggetto di due varianti che hanno inevitabilmente comportato un aumento dei costi della cittadella giudiziaria. Nella relazione sull’anno giudiziario, l’allora presidente della Corte d’appello Dipietro rendeva nota la costituzione, poco prima dello scorso Natale, di “un tavolo tecnico di confronto (tra i vari soggetti coinvolti o comunque interessati all’opera pubblica in questione), al fine di vigilare sul rispetto dei previsti tempi di ultimazione dei lavori e di consegna della stessa opera (completa in ogni suo aspetto) all’amministrazione giudiziaria”.
Le previsioni sui tempi di consegna della cittadella giudiziaria
Successivamente nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dalle istituzioni che seguono l’appalto. Per questo, non resta che provare a rimanere nel campo delle previsioni, pur nella consapevolezza di come esse siano state in questi anni disattese in più di un caso. Stando a fonti del Quotidiano di Sicilia, nell’eventualità il progetto non dovesse essere ulteriormente ritoccato il cantiere potrebbe proseguire in via spedita fino a dicembre, con i lavori che verrebbero concludersi entro la fine dell’anno.
Nuove varianti potrebbero rinviare la conclusione al 2027
Se invece servirà adottare nuove varianti suppletive, allora sarà inevitabile dotarsi di una dose supplementare di pazienza, in quanto il cantiere sarebbe destinato ad andare avanti per mesi, con la possibilità di vedere rimandata la conclusione all’estate – magari l’inizio – del 2027.

