Altro caso di malasanità per l’Ospedale Civico di Palermo, già da tempo sotto il mirino mediatico per le denunce del dirigente medico Francesco Paolo Caronia verso gli alti vertici della struttura, nonché da parte del deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera. Questa volta si tratta di una tac acquistata un anno fa per 1 milione e 300 mila euro, ma inutilizzata.
La segnalazione dello spreco sanitario al Civico di Palermo
La Vardera spiega che dopo una visita ispettiva all’ospedale non è riuscito a contenere lo stupore: “Sono andato a verificare con i miei occhi perché quando è arrivata questa segnalazione non potevo crederci, ma purtroppo era proprio così. Chiaramente qui il problema non è la gestione dell’azienda, ma una carenza di organico. La politica non può rimanere a guardare”.
La tac sotto esame è posta in un punto strategico e permetterebbe di avere risultati rapidi e veloci nella gestione delle emergenze. “Dopo il blitz – conclude –, ho subito preparato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità, e una richiesta di convocazione urgente dei vertici della azienda, in commissione sanità. Ringrazio il Codacons che ha richiesto invece invio degli ispettori ministeriali”.
Le precedenti denunce da parte di La Vardera e Caronia
Non è la prima volta che l’ospedale Civico di Palermo è sottoposto a denuncia per malasanità. La più esplosiva riguarda il gesto coraggioso di Francesco Paolo Caronia, dirigente medico dell’U.O. di Chirurgia Toracica del medesimo ospedale, che ha scelto di raccontare ciò che avviene quotidianamente all’interno del proprio reparto: operazioni chirurgiche falsificate per gonfiare rimborsi, accessi privilegiati che aggirerebbero le liste d’attesa e pazienti deceduti a causa di interventi evitabili o di gravi ritardi nella gestione terapeutica.
Il caso è esploso l’anno scorso, quando La Vardera ha pubblicato un video sui suoi canali social in cui il medico denunciava la situazione come qualcosa di raccapricciante all’interno del proprio reparto. “Ho deciso di parlare perché non posso più convivere con questo silenzio. Ho consegnato documenti, prove audio e fatto nomi e cognomi in Procura”, dichiarava durante il video col volto camuffato.
Ma il disagio lavorativo segnalato da Francesco Paolo Caronia è solo la superficie: alla denuncia infatti seguiva la dichiarazione di fatti gravi in cui ci sarebbero state “persone decedute perché operate senza motivo o in ritardo”.
La sospensione di Caronia
Il ministero della Salute ha affidato poi ai carabinieri del Nas il caso sulle presunte irregolarità emerse nel reparto di chirurgia toracica dell’ospedale Civico di Palermo. A darne notizia è l’Ansa, che riferisce di una delega formale disposta dal dicastero per fare luce sulle denunce presentate dal medico Francesco Paolo Caronia. A novembre 2025 il medico fu ammonito dalla Commissione disciplinare con una sospensione dell’esercizio secondo La Vardera una punizione che “usa metodi paramafiosi”.
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