Roma, 4 mag. (askanews) – È in corso una nuova campagna di geologia marina della Nave da ricerca Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), volta a indagare in profondità il fondale e il sottofondo marino dell’Adriatico centro-meridionale tramite tecnologie di avanguardia e metodologie geofisiche innovative, con l’obiettivo, riferisce una nota, di individuare e caratterizzare strutture tettoniche attive e potenzialmente sismogeniche. In questo progetto, denominato SAFE (Seismotectonics of the Adriatic Foreland), l’acquisizione dei dati oceanografici avverrà fino all’8 Maggio 2026, con rientro al porto di Bari.
Il progetto vede il Dr. Luca Gasperini come Chief Scientist – Co-P.I. (Istituto di scienze marine del Cnr di Bologna), il Prof. Vincenzo Festa in qualità di Principal Investigator (Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali-DiSTeGeo, Università degli Studi di Bari Aldo Moro) e il Dott. Francesco De Giosa come Project Manager (Environmental Surveys-ENSU, spin-off dell’ Università degli Studi di Bari). Oltre a docenti/ricercatori e tecnici del DiSTeGeo-UNIBA e del Cnr-Ismar di Bologna, nonchè al personale tecnico di ENSU, il progetto coinvolge giovani ricercatori e dottorandi, promuovendo attività di formazione avanzata e iniziative di divulgazione scientifica rivolte al pubblico.
L’identificazione di faglie attive in domini di avampaese, tradizionalmente considerati tettonicamente stabili, rappresenta ancora oggi una delle principali sfide per la valutazione della pericolosità sismica. I recenti eventi sismici registrati tra il 2024 e il 2025 nell’area di Lesina Marina, nel settore settentrionale dell’Avampaese Apulo, hanno riportato con forza l’attenzione su questa problematica, evidenziando la presenza di un cluster sismico offshore la cui struttura responsabile rimane tuttora sconosciuta.
Questo progetto nasce proprio per colmare tale lacuna conoscitiva, attraverso l’acquisizione e l’interpretazione di dati sismici a riflessione multicanale ad alta risoluzione e ad elevata profondità di indagine (oltre 1 km). I dati saranno integrati con tecniche di imaging pseudo-3D e con informazioni stratigrafiche e geofisiche pregresse. Gli obiettivi principali della campagna sono: identificare e mappare le strutture tettoniche attive offshore; valutare la loro connessione con sistemi di faglia noti a terra; ricostruire l’evoluzione strutturale dell’Appennino centro-meridionale e dell’Avampaese Apulo; stimare il potenziale sismogenico delle strutture individuate, alla luce degli eventi recenti e storici. Elemento distintivo del progetto è l’impiego di una sorgente sismica elettroacustica innovativa, appena acquisita nell’ambito del PNRR GeoSciences IR, infrastruttura di ricerca di cui UNIBA è partner. Questa tecnologia consente di ottenere immagini del sottosuolo ad alta risoluzione, comparabili a quelle dei sistemi pneumatici tradizionali, ma con un impatto ambientale significativamente ridotto e pienamente conforme alle normative vigenti.
L’integrazione tra tecniche geofisiche di ultima generazione e pratiche operative sostenibili in ambiente marino permetterà di migliorare sensibilmente la capacità di imaging del sottosuolo e di acquisire dati cruciali finora mancanti nell’area adriatica. I risultati attesi contribuiranno in modo sostanziale alla comprensione della tettonica dell’Avampaese Apulo e delle sue relazioni con la sismicità regionale, fornendo al contempo strumenti concreti per il miglioramento delle strategie di mitigazione del rischio sismico e per la gestione del rischio costiero. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso una conoscenza più approfondita e responsabile del territorio marino e delle sue dinamiche, con ricadute dirette sulla sicurezza delle comunità costiere.

