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Commercialisti come ponte tra istituzioni e imprese. Privitera: “Traduciamo le norme in opportunità”

Commercialisti come ponte tra istituzioni e imprese. Privitera: “Traduciamo le norme in opportunità”
Giovanni Privitera, presidente Ordine commercialisti Catania

Intervista al presidente dell’Ordine dei commercialisti di Catania che traccia le priorità del suo mandato. “Il Pil siciliano cresce in percentuale maggiore del resto d’Italia, dobbiamo fare in modo che i nostri talenti restino”

Una professione fondamentale per l’economia del Paese. Una categoria che rappresenta il cardine del tessuto economico italiano, agendo come intermediaria fondamentale tra imprese, fisco e istituzioni. I commercialisti ricoprono un ruolo sempre più importante, configurandosi come un vero e proprio supporto strategico per la crescita e la sostenibilità delle attività produttive. Lo conferma al Quotidiano di Sicilia Giovanni Privitera, neo eletto presidente dell’Ordine dei commercialisti di Catania, affrontando alcuni punti programmatici della categoria.

A pochi mesi dall’insediamento, qual è la priorità concreta su cui sta concentrando il mandato per rafforzare il ruolo dei commercialisti nel tessuto economico catanese?
“In questi mesi di mandato, ho lavorato fondamentalmente al rafforzamento dei rapporti con gli enti e le istituzioni del territorio. L’obiettivo è quello di consolidare ulteriormente quello che è il ruolo dei commercialisti non soltanto sotto il profilo professionale, ma anche come figura centrale, cruciale e strategica per il tessuto economico catanese. Una figura che deve essere capace di dialogare con imprese, cittadini e con la pubblica amministrazione nei processi di crescita”.

Cosa pensa rispetto al ruolo dei commercialisti?
“Dobbiamo essere sempre più presenti nei processi decisionali. Dobbiamo arrivare a sederci nei tavoli istituzionali e dobbiamo farci riconoscere ulteriormente, così come già ci riconoscono. la funzione di interlocutori qualificati su temi fiscali ed economici nonché sulla sostenibilità delle imprese”.

Un settore che può rappresentare, dunque, una guida nei processi decisionali? Quanti sono i commercialisti a Catania?
“In questo momento, siamo 1.910 circa e abbiamo un centinaio di tirocinanti che saranno i nostri futuri colleghi e con i quali condivideremo tutte le attività. Come ho detto di recente in occasione di un incontro su tematiche europee, noi siamo il ponte tra le istituzioni e le imprese. Siamo noi che, sostanzialmente, traduciamo la norma in opportunità per le imprese e quindi rappresentiamo uno strumento fondamentale di crescita del tessuto produttivo tutto”.

L’accordo con i costruttori è uno dei primi atti della sua presidenza: quali iniziative congiunte state già mettendo in campo?
“Dal recente incontro con Ance Catania, sono emersi alcuni temi prioritari anche perché i costruttori rappresentano un settore molto attivo nel tessuto locale e nazionale. Abbiamo affrontato con loro i temi dei rimborsi Iva e della Zes, così come gli incentivi in edilizia e il Project financing ma abbiamo in mente di creare un tavolo di lavoro permanente per poter comprendere meglio come possiamo essere di ausilio e di supporto per tutte quelle problematiche legate alle imprese che appartengono all’edilizia”.

Quali altre associazioni di categoria avete incontrato?
“In questi mesi, abbiamo incontrato non solo associazioni, ma anche istituzioni: l’Agenzia delle entrate, il comandante provinciale della guardia di finanza di Catania, Sua eccellenza il prefetto, la Camera di commercio, l’Inps, la Corte di giustizia tributaria, la Corte di Appello di Catania, il magnifico Rettore, il direttore del Dipartimento economia e impresa dell’Università, il sindaco Trantino, gli ordini locali e siamo in attesa di coordinare gli appuntamenti con il Presidente del tribunale di Catania, il neoeletto dottor Mariano Sciacca, con il quale ho già avuto delle interlocuzioni. Aspettiamo di fissare un ulteriore appuntamento, perché per noi, metterci a disposizione delle istituzioni, è un ruolo che ci riconosciamo e al quale non ci possiamo sottrarre. Anche con la presidente di Confindustria, Maria Cristina Busi, abbiamo ribadito il ruolo fondamentale che ricopriamo noi commercialisti che siamo i primi interlocutori di tutte le imprese. Di fronte a questioni fiscali o problematiche di natura fiscale, contabile o amministrativa, chiedono sempre a noi come agire. Rappresentiamo davvero per le imprese il cuore pulsante del tessuto produttivo così come noi riconosciamo il ruolo alle imprese, senza le quali non saremmo nulla o quantomeno molto meno rispetto a quello che facciamo e che abbiamo fatto fino a oggi”.

Rispetto a questa serie di incontri, avete potuto comprendere le esigenze del tessuto produttivo? Cosa manca in Sicilia, a Catania?
“Devo dire che, come tessuto produttivo, noi siamo fondamentalmente in crescita. Viene riconosciuto ormai da tutte le parti che il Pil in Sicilia aumenta in misura maggiore rispetto al resto d’Italia, per cui stiamo diventando, e speriamo di continuare su questo passo, una sorta di motore trainante dell’intera economia nazionale. Questo ci gratifica perché abbiamo grandi competenze e grandi professionalità che si sviluppano nella nostra terra. Purtroppo, tante di queste professionalità, tanti giovani neo laureati, vanno via attratti da altre realtà imprenditoriali del nord. Immaginiamo cosa potrebbe succedere qui se tutte queste menti tornassero o restassero. Probabilmente, saremmo ancora più in grado di sostenere l’economia. Uno dei nostri obiettivi è proprio questo. C’è un grande fermento nel mondo imprenditoriale a Catania, ci sono fondi che potrebbero permetterci grandi investimenti e abbiamo aziende che sono fiori all’occhiello dell’economia nazionale”.

Le istituzioni e gli enti riconoscono il vostro ruolo?
“Per quello che noi abbiamo percepito, sì. Siamo invitati sempre più spesso dalle istituzioni che intendono sentire il parere di chi ha il polso della situazione economica del territorio. Stiamo cercando di entrare nei processi decisionali in punta di piedi, perché siamo attori importanti e protagonisti del nostro sistema economico”.