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“Né in guerra, né in pace”: tra attacchi hacker e crisi, l’Europa in “zona grigia” si attrezza per le emergenze

“Né in guerra, né in pace”: tra attacchi hacker e crisi, l’Europa in “zona grigia” si attrezza per le emergenze
Hadja Lahbib, commissario europeo per l’uguaglianza e per la preparazione e la gestione delle crisi. Foto da Imagoeconomica, di Aurore Martignoni

La commissaria europea per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib sottolinea l’importanza della cultura della prevenzione a tutti i livelli

Prima l’attacco hacker che prende di mira il cuore dell’economia – i supermercati, italiani (anche siciliani) ed europei -, poi l’allarme bomba, fortunatamente rientrato. Per l’Europa sono momenti carichi di tensione, che arrivano al culmine di settimane di proteste e relativi disagi – dalla Francia alla Spagna, alla protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori del Sud Italia -, a loro volta frutto di un contesto internazionale infuocato. Tra guerre, rincari e nuove tecnologie che sempre più si trasformano in uno strumento conflittuale, gli scenari di crisi e rischio si moltiplicano giorno dopo giorno e l’Europa si prepara ad affrontare anche le possibilità apparentemente più remote: proprio nelle scorse ore, la Commissione Ue ha presentato nuovi orientamenti per la gestione delle emergenze.

A illustrarli è la commissaria per l’Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib, che sulla situazione attuale non usa mezzi termini: “Gli hacker prendono di mira ospedali, sistemi di comunicazione o processi elettorali, e proprio ieri hanno colpito i nostri supermercati. Ciò che un tempo appariva come fantascienza, è oggi parte della nostra realtà quotidiana in termini di sicurezza. Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa ‘zona grigia’”. E proprio quella zona grigia, spiega Lahbib, può trasformarsi in rossa e l’Ue non può rischiare di farsi cogliere impreparata.

Scenari di crisi e l’Europa che si prepara alle emergenze

L’atteggiamento può sembrare pessimista, ma nelle parole di Hadja Lahbib c’è il timore che uno scenario globale già compromesso possa trasformarsi in qualcosa di peggio. E la sicurezza è primaria. Non si parla, attenzione, solo di guerre. Il riferimento è anche ai silenti ma impattanti cambiamenti climatici, al caldo che scatena incendi devastanti e al maltempo che in pochi minuti spazza via le auto. E si parla, come nel caso odierno, degli utilizzi della tecnologia che possono danneggiare in modo diretto la società.

La situazione è preoccupante e gli scenari emergenziali cambiano sempre più spesso forma. Non c’è più solo l’attacco militare diretto. Adesso l’emergenza può presentarsi sotto forma di drone, di attacco ai sistemi informatici, di catastrofi naturali… E le forme cambieranno ancora e alle parole “crisi” e “rischi” i cittadini dovranno purtroppo abituarsi.

“Le crisi ci hanno impartito una dura lezione: dobbiamo essere pronti al peggio, incluso un conflitto armato qui in Europa”, dice Hadja Lahbib. Di esempi ne abbiamo tanti, dal Covid alle guerre che hanno messo a dura prova gli equilibri mondiali e i rifornimenti energetici.

Il kit di emergenza

La Commissione Europea ha presentato al Forum europeo della protezione civile una sorta di “kit di emergenza”. Uno strumento di prevenzione e di formazione soprattutto, di preparazione a ogni possibile scenario. Quattro i settori chiave d’intervento del documento:

  • la comunicazione del rischio e delle minacce, prima, durante e dopo le emergenze;
  • la gestione delle prime 72 ore di un’emergenza, dalla mobilitazione dell’assistenza pubblica alle forniture di kit emergenziali;
  • l’educazione alla preparazione, con programmi di studio per i cittadini fin dalla tenera età e una giornata annuale dedicata a livello europeo (il 23 ottobre);
  • la preparazione inclusiva per le persone con disabilità.

“La strategia dell’UE per l’Unione della preparazione, adottata nel marzo 2025, definisce un approccio globale per rafforzare la capacità dell’Europa di anticipare, prevenire e rispondere alle crisi e alle minacce”, si legge in una nota di presentazione delle linee guida.

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