Concessioni balneari, appello di Taormina alla Regione - QdS

Concessioni balneari, appello di Taormina alla Regione

Massimo Mobilia

Concessioni balneari, appello di Taormina alla Regione

mercoledì 02 Marzo 2022 - 10:30

Il sindaco Bolognari si rivolge a Palazzo d’Orleans in attesa che la riforma del settore diventi legge. Condurre la fase di transizione salvaguardando il lavoro svolto dagli attuali concessionari

TAORMINA (ME) – “Le nuove concessioni demaniali siano ragionevoli ed equilibrate”. È la sintesi dell’appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Taormina, Mario Bolognari, alla Regione siciliana, dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato l’emendamento che contiene la riforma del settore balneare, basata sul principio di rilasciare le nuove concessioni tramite procedura a bando pubblico.

Nonostante la legge non sia stata ancora approvata, e la premessa che comunque le nuove regole troveranno applicazione non prima del 2024, è bastata la bozza del Governo a far agitare le principali città costiere italiane, con Taormina in testa anche nelle vesti di membro della cabina di regia del G20s, l’associazione che mette insieme le 26 più importanti città balneari italiane. In Sicilia, in particolare, le concessioni demaniali sono di competenza regionale con i Comuni che possono esprimere solo pareri non vincolanti. Ecco perché l’appello del sindaco ai vertici di Palazzo d’Orleans, in attesa che la riforma diventi legge e che la Regione sia chiamata a produrre le relative ordinanze che riguarderanno le concessioni dell’Isola.

Il turismo di Taormina è strettamente legato alla sua vocazione balneare, ormai da almeno trent’anni, perdendo il suo vecchio appeal invernale e dovendo così fare i conti con una stagionalità troppo ridotta, tutt’ora irrisolta. Con ben cinque spiagge inoltre – Mazzeo, Spisone, Mazzarò, Isola Bella e Villagonia – la Perla dello Ionio ospita decine di stabilimenti balneari, per la maggior parte a condizione familiare e frutto del lavoro di almeno tre generazioni. Per queste ragioni il tema di come gestire le spiagge, da queste parti è particolarmente sentito, tanto da spingere l’amministrazione comunale al tavolo dei principali interlocutori.

La richiesta è di condurre la fase di transizione salvaguardando il lavoro svolto dagli attuali concessionari, che con la loro esperienza hanno permesso di “garantire alti livelli occupazionali e qualità dei servizi”. Si vuole evitare insomma che l’apertura al libero mercato possa, non solo determinare la crisi di tante piccole imprese locali, ma anche attirare grandi investitori che mettano l’aspetto economico davanti alla qualità dell’offerta.

Pensiero che accomuna tutte le 26 località del G20 spiagge, da nord a sud, che rappresentano quasi il 30% delle presenze turistiche del Paese. “Bisogna salvaguardare il nostro know how – ha dichiarato la coordinatrice, Roberta Nesto – l’Italia deve adeguarsi alle regole europee, ma va difesa anche la tradizione di ospitalità turistica che è unica e trasmessa da generazioni”. All’ultimo vertice di Jesolo, tenutosi a settembre, Taormina aveva anche posto il problema di come il pesante squilibrio tra la popolazione residente e le milioni di presenze nei mesi estivi, possa causare notevoli problematiche dal punto di vista della sicurezza del territorio e della qualità dei servizi erogati.

Con oltre 1 milione di presenze l’anno, di cui almeno l’85% di provenienza straniera – fatta eccezione per gli ultimi due anni sotto pandemia – la capitale del turismo siciliano si è infatti trovata a non riuscire a garantire standard di qualità, anche perché al turismo residenziale si sommano centinaia di visitatori giornalieri che provengono dal resto della Sicilia o dalla Calabria.

Problemi in termini di raccolta dei rifiuti, di trasporto urbano, ma soprattutto di viabilità e sicurezza nelle strade – più volte denunciati – anche a causa del drammatico livello di sotto organico della Polizia Locale. Anche su questo fronte, Taormina è stata affiancata in un documento comune del G20s, con la coordinatrice Nesto che proprio nei giorni scorsi ha scritto al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, affinché le carenze locali possano essere compensate con un’adeguata rappresentanza delle Forze dell’Ordine, a partire proprio dalle spiagge.

Twitter: @MassimoMobilia

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