Roma, 6 nov. (askanews) – Il Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP interviene nuovamente, a distanza di poco più di un mese dalla prima segnalazione, sul problema relativo alle arance importate e commercializzate in Italia. Con una missiva indirizzata al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il presidente Gerardo Diana chiede a nome degli associati un intervento coordinato e controlli urgenti sui trattamenti dichiarati in etichetta, sulla conformità dei prodotti, in particolare che sia rispettato il limite massimo di residuo dei fitofarmaci utilizzati a tutela dei consumatori.
La richiesta nasce dalle segnalazioni di arance pigmentate provenienti dall’emisfero sud, in particolare dal Sudafrica, presenti in diversi supermercati italiani, e di prodotto australiano nei mercati all’ingrosso. Secondo quanto riportato nella lettera, su confezioni in rete con l’indicazione della varietà Tarocco risultano dichiarati la non edibilità della buccia e trattamenti post-raccolta con fludioxonil, azoxystrobin e pyrimethanil.
“Il Consorzio che rappresento non contesta il commercio internazionale, ma rivendica regole chiare, controlli rigorosi e condizioni competitive eque – scrive Gerardo Diana nella lettera – la difesa delle produzioni italiane e della loro identità deve procedere insieme alla tutela della sicurezza alimentare: le garanzie per i cittadini non possono essere subordinate a logiche commerciali”.
Il Consorzio chiede ai ministri di attivare controlli per verificare l’ammissibilità delle sostanze e dei relativi impieghi rispetto alle disposizioni vigenti in Italia e nell’Unione Europea, oltre a controlli fitosanitari sul prodotto a tutela della salute del consumatore. Nella lettera si precisa infatti che la sola indicazione di un trattamento in etichetta non permette di concludere che un prodotto sia irregolare o pericoloso: sono necessari accertamenti sulle condizioni applicabili, analisi dei residui consentiti e una valutazione sanitaria dei lotti interessati. Viene richiesto anche un controllo fitosanitario sul prodotto.

