Milano, 20 apr. (askanews) – Il Consorzio Tutela Lambrusco lavora alla creazione della sottozona “Scandiano” all’interno della Doc Colli di Scandiano e di Canossa per dare maggiore riconoscibilità alla Spergola, uva bianca autoctona delle colline reggiane oggi al centro di un nuovo percorso di valorizzazione. L’obiettivo è rafforzare il legame tra vitigno, territorio e Metodo Classico, in una produzione ancora limitata nei numeri ma considerata adatta alla spumantizzazione per freschezza, tensione acida e profilo aromatico.
“La Spergola è un piccolo gioiello che, sulle colline che abbracciano Reggio Emilia, ha trovato il suo habitat perfetto” ha dichiarato Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco, sottolineando che “è dunque parte integrante della viticoltura in un territorio storicamente vocato, con Cantine attive dai primi anni del ‘900 e una tradizione di Metodo Classico presente già dagli anni ’80, che si propone oggi con maggiore consapevolezza e visione”.
Il nome della futura sottozona richiama Scandiano, cuore della coltivazione della Spergola. L’areale è caratterizzato anche dalla presenza della vena del gesso, formazione geologica che contribuisce a delineare vini di finezza, verticalità e impronta minerale. La definizione della nuova sottozona passerà anche da criteri produttivi specifici: il percorso prevede indicazioni su selezione delle uve, raccolta manuale e tempi di affinamento, passaggi considerati necessari per dare coerenza allo stile degli spumanti e rendere più chiaro il rapporto tra origine e risultato nel calice.
“Da queste premesse nasce il progetto di valorizzazione che intendiamo portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di valorizzare un’eccellenza del nostro territorio e rafforzare un’identità produttiva distintiva e riconoscibile” ha aggiunto Biondi. Il lavoro del Consorzio tiene conto anche del cambiamento climatico. La Doc Colli di Scandiano e di Canossa guarda a un progressivo sviluppo verso Sud, lungo le colline fino al crinale appenninico, per cercare altitudini ed escursioni termiche più adatte alla produzione di basi spumante di qualità.
Nel percorso di approfondimento tecnico è coinvolto anche Ruben Larentis, enologo per 37 anni in Ferrari TrentoDoc e oggi attivo in progetti legati al territorio. Il confronto con i produttori punta a mettere a fuoco le diverse interpretazioni della Spergola e il potenziale ancora non pienamente espresso di questa varietà nel panorama delle bollicine italiane. Tra le realtà coinvolte figurano Aljano, Azienda Agricola Fantesini, Azienda Agricola Reggiana, Bertolani Alfredo, Cantina Puianello, Casali Viticultori ed Emilia Wine. Le loro esperienze compongono il quadro di una filiera che il Consorzio intende accompagnare verso una maggiore definizione territoriale e stilistica.

