Milano, 20 apr. (askanews) – Zorzettig rinnova la linea Myò e rafforza il progetto Tenaci, aggiornando l’identità visiva della Cantina e il racconto dei Colli Orientali del Friuli. L’azienda di Spessa di Cividale (Udine), guidata da Annalisa Zorzettig, riparte dalla propria storia, iniziata nel 1874, per dare una forma più precisa al rapporto tra vino, territorio e sensibilità produttiva.
Il lavoro riguarda due percorsi con funzioni diverse. Tenaci restituisce una lettura diretta del Friuli, mentre Myò resta la selezione più identitaria dell’azienda. Il nome, in friulano, significa “mio” e indica un legame stretto con la materia prima, con vigneti selezionati, lavorazioni attente e tempi produttivi rispettati.
Il progetto nasce da una parola poco frequentata nel linguaggio del vino, imperfezione. Zorzettig la usa per indicare una condizione di ricerca, non un difetto. “In questo contesto, l’imperfezione è la nostra dote. È la cosa che ci tiene svegli, curiosi, vivi. Non è che cerchiamo la perfezione, è che sappiamo che c’è sempre qualcosa da capire meglio, da ascoltare con più attenzione” ha spiegato Annalisa Zorzettig. Da qui deriva una scelta di campo: evitare l’omologazione, mantenere il vino dentro una relazione viva con il luogo da cui nasce e lasciare che anche il linguaggio visivo segua la stessa direzione.
La seconda parola intorno alla quale la Cantina costruisce il percorso è tenacia. “Significa non smettere mai di esserci, anche quando le condizioni sono difficili, continuare a lavorare la terra con rispetto e costruire valore nel tempo, senza scorciatoie” ha sottolineato la produttrice, aggiungendo che “è una responsabilità verso quello che abbiamo ricevuto e verso quello che vogliamo lasciare”. Il riferimento è al Friuli, e in particolare ai Colli Orientali, dove stratificazioni geologiche, clima e cultura agricola compongono un territorio complesso.
La nuova veste di Tenaci e Myò adotta un linguaggio essenziale, pensato per non sovrapporsi al contenuto. Le etichette puntano su riconoscibilità, misura e precisione, con l’obiettivo di rendere più chiaro il legame tra le bottiglie e l’identità aziendale. Il rebranding diventa così anche un modo per ordinare il racconto della produzione e renderlo più aderente alla storia della Cantina.
La gamma comprende Friulano, Malvasia, Sauvignon, Schioppettino, Pignolo e Picolit, vitigni che nell’area dei Colli Orientali trovano espressioni diverse a seconda di suoli, esposizioni e altitudini. A Spessa di Cividale i vigneti ricevono la prima luce del mattino; a Ipplis, frazione di Premariacco (Udine), trattengono invece l’ultimo sole della sera. In questa alternanza l’azienda colloca il lavoro sugli autoctoni e la loro capacità di raccontare il territorio senza perdere identità.
Annalisa Zorzettig guida l’azienda con un approccio concreto ed esigente: in vigna l’obiettivo è cercare equilibrio, in cantina gli interventi restano misurati, per preservare integrità varietale e coerenza espressiva. Il percorso comprende anche una nuova cantina, progettata come spazio di incontro, ospitalità e relazione con il paesaggio. Per l’azienda il punto di arrivo non è alzare il tono del racconto, ma renderlo più nitido: una famiglia diventata impresa e poi comunità, con il vino come forma di relazione prima ancora che come prodotto.

