Contro il Virus, quattro siciliane candidate a Capitale della cultura - QdS

Contro il Virus, quattro siciliane candidate a Capitale della cultura

Roberto Pelos

Contro il Virus, quattro siciliane candidate a Capitale della cultura

giovedì 12 Marzo 2020 - 02:00
Contro il Virus, quattro siciliane candidate a Capitale della cultura

Trapani, Modica, Scicli, Palma di Montechiaro. Entro domani la presentazione dei dossier. Si scontreranno con altre quaranta città. Dopo il successo di Palermo nel 2018, la Sicilia ci riprova

Modica, Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani sono i Comuni siciliani che hanno manifestato il proprio interesse a candidarsi a Capitale italiana della cultura per il 2021. La presentazione dei dossier al Ministero dei Beni culturali e del Turismo (Mibact), è prevista entro domani.

Dopo il successo di Palermo nel 2018, la Sicilia dunque ci riprova consapevole delle proprie potenzialità e attrattive. “È candidata Trapani ma in realtà stiamo coinvolgendo tutto il territorio – ha sottolineato Rosalia D’Alì, assessore comunale alla Cultura -. Puntiamo sulla storia della città, sulla sua centralità nel Mediterraneo, sull’essere stata nei secoli crocevia di popoli, dominazioni, incontri, scontri, confronti. Tutto questo ha dato vita ad una realtà culturale che non è limitata ai confini della città ma si estende a tutto il territorio per cui abbiamo allargato la candidatura alle realtà culturali della nostra terra, come la riserva delle Saline, le Egadi, il parco archeologico, Erice, tutti quei luoghi insomma che hanno tanto da raccontare sul nostro territorio”.

Stefano Castellino, sindaco di Palma di Montechiaro, ha affermato: “Abbiamo deciso di candidarci perché consci di avere una storia affascinante che può sicuramente stregare i nostri visitatori e consapevoli di vivere in una realtà che merita di essere valorizzata perché ha delle enormi potenzialità. Il Comune procederà con apposita delibera per impegnare fondi propri, 500 mila euro, al di là del famoso premio di un milione qualora si vinca, per poter migliorare, dove occorre, l’arredo urbano e le strade che potrebbero essere interessate al grande evento. Bisogna comunque aggiungere – ha detto il sindaco – che già oggi Palma è stata destinataria, grazie alla nostra amministrazione e alla vicinanza del governo regionale, di diversi finanziamenti; basti pensare che abbiamo un nuovo centro storico, meraviglioso, diventato il salotto della città, oltre al fatto che piazza Giulio Tomasi ha finalmente l’antico splendore”. Palma di Montechiaro, godrà anche del patrocinio dell’Enit.

Per il Comune di Scicli è intervenuta il vicesindaco e assessore alla Cultura, Caterina Riccotti. “Noi ci candidiamo – ha sottolineato – perché abbiamo creduto nei beni culturali al punto da avere aperto tutti i siti per tutto l’anno, invogliando in questo senso anche la Curia e abbiamo creato, grazie alla cultura, posti di lavoro. Siamo una città che sulla cultura, sul marketing territoriale, sul cine-turismo ha puntato moltissimo negli anni, diventando una realtà aperta, e il fatto di trovare i siti culturali aperti sempre ha avuto un effetto moltiplicatore per il territorio perché, ad esempio, anche i privati, comprendendo l’importanza della cultura per lo sviluppo economico, hanno aperto i loro beni per renderli fruibili al pubblico. Quanto alle criticità, – ha aggiunto l’assessore – stiamo spendendo 850 mila euro, ricevuti dal Governo Gentiloni, per il convento del Carmine per crearvi un polo museale e su questo abbiamo dei ritardi a causa di problemi amministrativi; ma vogliamo restituire alla città un altro bene di enormi dimensioni”.

Maria Monisteri è assessore alla Cultura a Modica. “Ci candidiamo perché crediamo che la nostra città abbia potenzialità per concorrere, per cui abbiamo creato un gruppo di lavoro, ci stiamo impegnando e ci vogliamo credere. – ha affermato – Criticità ce ne sono tante e appunto il fatto di candidarci ci dà la spinta affinché vengano eliminate; lavorando con tutta l’equipe al dossier mi rendo conto del fatto che è nata un’iniziativa per migliorare la città, e questo è importante qualunque poi sia il risultato. Questa candidatura voglio vederla anche come una iniezione di energia”.

In tutto sono 44 le Città italiane che si sono candidate al titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2021”. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, istituito dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014, è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Le città che hanno manifestato il proprio interesse devono presentare entro il 13 marzo i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta entro il 10 giugno. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Parma è la Capitale Italiana della Cultura per il 2020.

Parla Giovanni Ruggieri, docente di Economia delle industrie turistiche di UniPa

Sul tema è intervenuto Giovanni Ruggieri, docente di Economia delle industrie turistiche nell’Ateneo palermitano.
Professore, può farci una previsione sui possibili risvolti in ambito turistico ed economico, qualora un comune siciliano diventasse Capitale italiana della cultura 2021?
“I risvolti economici sono in gran parte correlati alla proposta di progetto e alle attività che ogni città si impegna ad attuare insieme alle componenti economiche, produttive, sociali e culturali. Abbiamo studiato come l’effetto a Palermo, nell’anno della candidatura, abbia raggiunto anche il 10-15% nell’incremento dell’economia locale in tutti i vari settori, con benefici anche per i due anni successivi. Tra le città attualmente candidate, quelle più grandi come Trapani possono contare su una massa critica produttiva molto ampia di associazioni, però si è anche visto con Matera, Capitale Europea, per la quale faccio parte della Commissione Province Unesco che, indipendentemente dalla grandezza della città, gli effetti possono essere maggiori nella misura in cui si crea un network, un gioco di squadra”.

Su quali peculiarità devono puntare i Comuni candidati?
“Trapani col suo porto può puntare sull’apertura al Mediterraneo, grazie anche ad una cultura accogliente e fraterna; quindi su elementi culturali immateriali, così come Scicli. Comunque, le città candidate sono tutte caratterizzate da un ruolo di accoglienza ed è, a parer mio, su questo che bisognerebbe maggiormente puntare”.

Quali sarebbero le problematiche maggiori da risolvere in vista di un evento del genere?
“Io non parlerei di problematiche ma di sfide come il cambiamento culturale e quella che consiste nel riconoscersi centrali rispetto agli altri”.

L’esperienza di Pistoia del 2017, raccontata dal sindaco Alessandro Tomasi

Lo ha detto Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, detentrice del titolo nel 2017. “è stata una ribalta di rilievo perché tv e giornali hanno cominciato a parlare della città, delle sue bellezze artistiche, legate all’ambiente ma anche delle tradizioni culinarie, ecc., ma soprattutto – ha sottolineato – ci ha lasciato un metodo di lavoro importante perché il dossier iniziale, per regolamento, è stato perfezionato grazie ad un secondo dossier: un vero e proprio piano per la cultura che ha riguardato la rigenerazione urbana e l’organizzazione di eventi e al quale hanno lavorato tutti gli enti coinvolti: Regione, Curia, Comune di Pistoia, Camera di commercio, Sovrintendenza, una banca privata del territorio, condividendo tra l’altro la progettazione e la distribuzione delle risorse.

Per la candidatura – ha dichiarato Tomasi – abbiamo puntato sulle peculiarità del territorio, organizzando ad esempio mostre nel Museo d’Arte contemporanea e abbiamo tra l’altro dato vita ad un Museo dei Ferri Chirurgici là dove prima c’era l’Ospedale del Ceppo. La difficoltà maggiore ha riguardato il fatto che Pistoia non era prima mai stata valorizzata come meta turistica, dunque eravamo poco organizzati nella promozione ma vi abbiamo rimediato in seguito”.

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