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Copagri: grano, puntare su contratti filiera contro aumento costi

Copagri: grano, puntare su contratti filiera contro aumento costi

Serve innovazione varietale per sostenere comparto grano duro

Roma, 21 lug. (askanews) – “In un paese come l’Italia, che è il maggior produttore mondiale di pasta e dal quale dipende ben un quarto della produzione globale, è fondamentale che tutti i principali attori dell’agroalimentare si adoperino per sostenere concretamente la filiera del grano duro, un comparto che contribuisce quotidianamente a tenere alta l’immagine del Made in Italy nel mondo, ma che è sull’orlo di una crisi irreversibile, a causa degli alti costi di produzione che hanno ormai stabilmente superato i prezzi riconosciuti”. Lo ha evidenziato il presidente della Copagri Tommaso Battista, intervenendo all’odierna riunione del Tavolo grano, svoltasi al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida.

“Per questo, bisogna andare avanti con sempre maggiore determinazione sulla strada dei contratti di filiera, unico strumento in grado di tutelare realmente i produttori agricoli e di garantire maggiore stabilità e certezza alla parte agricola”, ha suggerito Battista, ricordando che “l’Italia nel 2025 ha fatto registrare 1,13 milioni di ettari seminati a grano duro, in calo dell’3,7% su base annua, e su una produzione stimata pari a circa 3,7 milioni di tonnellate di granella, in lieve aumento rispetto all’annata precedente”.

“Oltre ai contratti di filiera, i quali non possono che partire da regole di premialità individuate di comune accordo e concertate all’interno della filiera, bisogna mettere in campo ogni possibile strumento per sostenere il comparto del grano duro, puntando convintamente sull’innovazione varietale, condizione fondamentale per aumentare rese e qualità, ma anche investendo sempre maggiori risorse sulla ricerca e, in particolare, sulle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA”, ha continuato il presidente.

“Parallelamente, insieme alla sempre avvertita necessità di continuare a lavorare sulla tracciabilità delle produzioni e sul rafforzamento dei controlli ai porti e alle frontiere, crediamo sia arrivato il momento di intervenire anche sulle strutture di stoccaggio cerealicolo, che nella stragrande maggioranza dei casi vantano una operatività pluridecennale e vanno pertanto rinnovate, così da efficientarne il funzionamento”, ha concluso Battista, ribadendo l’importanza di investire sull’educazione alimentare, a partire dalle scuole.