Roma, 28 ott. (askanews) – La campagna bieticolo-saccarifera appena conclusa ha “chiaramente mostrato segni di ripresa per una coltura che si dimostra ancora attrattiva e resiliente nonostante l’incidenza dei fenomeni climatici estremi e il prezzo oscillante dello zucchero su scala globale”. La filiera italiana 100% tiene e lo dimostra la sottoscrizione massiccia della proposta presentata dalla cooperativa alle imprese agricole per anticipare la programmazione colturale in vista della stagione 2027. Lo comunica in una nota Coprob Italia Zuccheri che, riconoscendo un premio alle aziende che hanno aderito in anticipo, sta ottenendo una risposta positiva, in parte inattesa nelle tempistiche registrate, superando così di fatto le aspettative iniziali.
A fronte di un traguardo stagionale per il prossimo anno di 24mila ettari di superficie coltivata, ad oggi si è già arrivati a 18mila ettari. L’obiettivo è tornare a lavorare con due zuccherifici, garantendo la ripartenza di Pontelongo (Pd, dove quest’anno è stato mantenuto in attività il solo reparto di confezionamento del prodotto) insieme a quello di Minerbio (Bo).
La campagna appena terminata ha confermato ancora una volta la resilienza della barbabietola da zucchero, spiega Coprob in una nota, in grado di reagire e resistere anche in condizioni climatiche estremamente critiche come quelle caratterizzate dalle alte temperature di quest’anno, talvolta torride e prolungate. La prima parte della campagna è stata molto positiva, con produzioni importanti sia in termini di peso per ettaro sia di contenuto zuccherino. Successivamente, il caldo intenso ha messo in difficoltà tutte le colture estive e autunnali, alimentando criticità diffuse per la barbabietola che appariva sempre più sofferente con una progressiva perdita dell’apparato fogliare.
La coltura, tuttavia, ha proseguito nei suoi processi di crescita: sia nel peso sia nel mantenimento mantenendo di soddisfacenti livelli di polarizzazione; il calo più significativo si è manifestato soltanto nelle ultime settimane. In questo periodo le maggiori difficoltà si sono infatti concentrate nei terreni più aridi: ormai privi di riserve idriche sufficienti, o nelle aree interessate da locali problematiche agronomiche. Nel complesso dunque, anche grazie al contributo economico riconosciuto, gli agricoltori sono riusciti così a conseguire una redditività proficua, pur in un’annata complessa.

