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Coronavirus, l’emergenza adesso è anche sociale

redazione

Coronavirus, l’emergenza adesso è anche sociale

lunedì 30 Marzo 2020 - 15:32

La Caritas costretta a fare gli straordinari raddoppiando i pasti distribuiti giornalmente alle famiglie bisognose del capoluogo siciliano

Da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus “sono
aumentate anche le sacche di povertà a Palermo” e la Caritas ha incrementato i
pasti quotidiano da cinquanta, massimo sessanta, al giorno a oltre cento. A
parlarne è il vice direttore della Caritas del capoluogo siciliano, Gregorio
Porcaro, ex vice parroco di don Pino Puglisi, che da sempre si occupa di
povertà.

Con migliaia di palermitani che riuscivano a sbarcare il
lunario con lavoretti in nero e ora sono costretti a restare a casa, “la situazione
è precipitata”.

“Il nostro centro di distribuzione a San Carlo, dove c’è la
mensa- ha spiegato Gregorio Porcaro – riceve decine di richieste di pasti al
giorno. Ovviamente la mensa è chiusa, ma prepariamo i pasti caldi e poi li
doniamo. E a venire non sono solo i nostri assistiti”.

“Il Comune di Palermo – ha aggiunto – sta cercando di
distribuire gli aiuti e chi ne ha davvero bisogno per evitare che le risorse
che ci sono in questo momento vadano sempre alle stesse persone. Quindi, sta
coordinando queste operazioni”.

Porcaro ha elogiato in ogni caso la solidarietà riscontrata
in questi giorni. “Abbiamo lanciato un appello – ha detto – per cercare
volontari e continuano ad arrivare richieste di persone che lavorano e a causa
di questa situazione hanno più tempo libero”.

“Le situazioni con cui abbiamo a che fare – ha raccontato –
sono tutte uguali ma anche tutte diverse e che toccano il cuore. Ci sono per
esempio persone che magari vengono per prendersi il pacco di pasta e di spesa,
ma nello stesso tempo dicono ‘Voglio dare una mano’. Insomma, vogliono dare un
proprio contributo per l’aiuto che ricevono”.

“Questo virus è una brutta bestia – ha concluso padre Porcaro
– perché sta cambiando le nostre abitudini, però nello stesso tempo fa venire
fuori la parte migliore di noi…”.

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