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Il nuovo scandalo corruzione che travolge la Cts: le mazzette si sarebbero celate dietro consulenze fittizie

Il nuovo scandalo corruzione che travolge la Cts: le mazzette si sarebbero celate dietro consulenze fittizie
Gaetano Armao, Imagoeconomica

L’inchiesta coinvolge l’ex assessore Gaetano Armao e altri indagati: sotto la lente i rapporti con imprese e consulenze legate a presunti favori

L’ombra della corruzione si abbatte nuovamente sulla commissione tecnica-specialistica della Regione. L’organismo, che a conti fatti è rimasto indenne da sospetti e accuse soltanto negli anni in cui a reggerlo è stato il professore Aurelio Angelini, è tornato sotto la luce dei riflettori per la notizia dell’indagine per corruzione che tocca direttamente Gaetano Armao.

L’ex assessore al Bilancio ai tempi del governo Musumeci è accusato di avere preso mazzette in cambio di favori ad alcune imprese i cui progetti erano al vaglio della commissione deputata a esprimersi sugli impatti ambientali. A volerlo alla guida della Cts è stato Renato Schifani, che in questi anni non ha mancato di rimarcare come, a suo dire, con Armao la commissione avesse ottenuto risultati non raggiunti durante la gestione Angelini, con quest’ultimo accusato di dire troppi no senza adeguate motivazioni.

Nell’inchiesta è coinvolto anche Giuseppe Lombardo, deputato regionale con il gruppo Popolari e Autonomisti (da non confondere con l’omonimo di Sud chiama Nord). Anche per Lombardo l’accusa è di avere scambiato il proprio impegno nella commissione Salute all’Ars con la promessa di un posto di lavoro per una donna a lui vicina politicamente.

Mazzette, intermediari e consulenze

Avvocato e compagno dell’ex capa di gabinetto del ministro Nordio Giusy Bartolozzi, coinvolta nel caso Almasri, Armao il 13 ottobre dovrà presentarsi davanti ai magistrati per l’interrogatorio preventivo.

Nei suoi confronti, così come per gli altri indagati, pende una richiesta di misura cautelare. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti i rapporti avuti con i rappresentanti delle imprese Cva Eos e Cva. Tramite l’avvocato Pierluigi Matta, che avrebbe agito da intermediario, Armao avrebbe ottenuto utilità dagli imprenditori. Il prezzo della corruzione sarebbe passato da un contratto di consulenza sottoscritto da Matta.

Armao, dal canto proprio, avrebbe favorito incontri con i dirigenti generali dei dipartimenti Ambiente ed Energia, concertato le tempistiche di trattazione delle pratiche di interesse degli imprenditore nonché condiviso anzitempo con questi ultimi le valutazioni che si stavano facendo all’interno della Cts.

La scuola e l’impianto dei rifiuti

L’indagine riguarda anche una procedura di autorizzazione di un impianto per la produzione di biometano dal trattamento dei rifiuti ad Aragona, nell’Agrigentino. Le accuse in questo caso sono rivolte nei confronti di Armao, Matta e del legale rappresentante della Seap Bio Energy Sergio Vella.

Secondo i magistrati, Armao si sarebbe impegnato a individuare quali funzionari avrebbero dovuto gestire la pratica della società.

Sul progetto della Seap Bio Energy, il Qds.it ha verificato che nel 2021 un primo decreto di Via era stato rilasciato dalla Regione sulla scorta di un parere della Cts – all’epoca guidata da Angelini – che vincolava la realizzazione dell’impianto alla delocalizzazione di un istituto scolastico.

L’azienda successivamente impugnò il decreto e i giudici amministrativi diedero ragione alla Seap, riconoscendo altre criticità nel provvedimento della Regione. A quel punto la partita si riaprì e la Cts, stavolta a guida Armao, si è tornata a esprimere sul progetto.
Il nuovo decreto di Via risale allo scorso maggio e contiene un riferimento diverso alla scuola: non si parla più di delocalizzazione ma si prescrive soltanto di prevederne il monitoraggio dell’impatto della coesistenza tra le due strutture.

“In particolare il piano di monitoraggio ambientale dovrà prevedere i controlli delle polveri e degli odori, anche in prossimità dei ricettori sensibili presenti nell’intorno del sito di interesse progettuale (Istituto Scolastico E. Fermi), con frequenza semestrale”, si legge.

La presentazione a Iacolino

Nelle carte dell’indagine compare anche il nome di Salvatore Iacolino. L’ex dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, già accusato per altri fatti di concorso esterno all’associazione mafiosa, stavolta non è indagato.
Di lui si parla perché Armao lo avrebbe convocato “affinché desse corso agli atti esecutivi” di un decreto riguardante l’ampliamento degli accreditamenti delle società che lavorano con il sistema sanitario regionale.

In questa circostanza, Armao avrebbe fatto gli interessi della Samo Onlus. In ballo ci sarebbe stata una mazzetta da 6mila euro. Nella vicenda è coinvolto anche l’avvocato Matta.

Il ruolo del deputato Lombardo

Un’assunzione per una persona a lui vicina. Sarebbe stata questa la contropartita concordata, secondo gli inquirenti, dall’esponente dei Popolari e Autonomisti Giuseppe Lombardo per tenere in conto gli affari delle società e onlus riconducibili a Luigi Zancla e Mario Lupo.
Lombardo avrebbe stipulato accordi nella seconda parte del 2025. Il suo impegno avrebbe si sarebbe esplicitato in materia di discussione delle leggi di Bilancio e avrebbe riguardato il settore delle cure domiciliari e palliative, settori entrambi di interesse agli imprenditori.

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