Covid, contagi su in tutt'Italia, la Sicilia rischia - QdS

Covid, contagi su in tutt’Italia, la Sicilia rischia

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Covid, contagi su in tutt’Italia, la Sicilia rischia

domenica 18 Luglio 2021 - 07:01

Potrebbe essere classificata zona gialla con altre regioni, ma il ministro Speranza spiega, "peserà di più il tasso dei ricoveri". Impennata di casi tra i giovanissimi. Il nodo Green pass

Con la diffusione della variante delta tornano a salire i casi di coronavirus, che torna a colpire in Italia con maggiore forza. E per alcune regioni, tra cui la Sicilia, si torna a parlare del rischio zona gialla che comporterebbe regole, misure e restrizioni più dure rispetto a quelle attuali proprio nella stagione del turismo.

Cresce quindi l’attesa per la cabina di regia, che dovrebbe svolgersi all’inizio della prossima settimana.

L’ultimo bollettino riguardante l’intera Italia diffuso dalla Protezione Civile parla di 3.121 nuovi casi e 13 morti, con un tasso di positività all’1,3%.
In terapia intensiva si trovano 162 pazienti, con 9 ingressi nelle ultime 24 ore, e i ricoverati con sintomi sono 1.111 (+23).

IL VACCINO FUNZIONA

Intanto, dai dati dell’Istituto superiore di sanità, emerge come il vaccino funzioni: “la maggior parte dei casi segnalati in Italia è stato identificato negli ultimi 14 giorni in soggetti non completamente vaccinati (cioè che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino, che sono stati vaccinati con la prima dose o con il vaccino monodose entro 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa al vaccino)”.

I grafici della popolazione italiana raccontano che “la percentuale dei casi tra i vaccinati è largamente inferiore alla percentuale dei casi tra i non vaccinati. Se i vaccini non fossero efficaci nel ridurre il rischio di infezione, non si osserverebbero differenze nel numero di casi tra vaccinati e non vaccinati”, fanno notare gli autori del report.

IMPENNATA DI CASI TRA I GIOVANISSIMI

Per quanto riguarda la tipologia dei soggetti colpiti, rileva l’Iss, “nelle ultime due settimane il 26,7% dei casi totali ha un’età inferiore a 19 anni”, quindi più di 1 su 4, “il 62,3% ha una età compresa tra 20 e 59 anni e l’11% ha un’età superiore a 60 anni”.

LE REGIONI A RISCHIO

Da domani nessuna regione cambierà colore, ma dal lunedì della settimana successiva la situazione potrebbe cambiare nelle zone maggiormente colpite in queste settimane.

E tra le regioni più a rischio in base all’incidenza dei casi c’è la Sicilia, con Sardegna, Veneto, Lazio e Campania.

LA SICILIA SUPERA I 400 CONTAGI

La nostra Regione, come risulta dal bollettino di ieri, è tornata a quota over 400 con i contagi giornalieri da coronavirus.

Nello specifico sono stati 431 i nuovi casi registrati su 13.176 tamponi processati. Nessuna persona è morta, ma l’isola è al terzo posto per i nuovi contagi giornalieri in Italia, dietro Lazio con 500 nuovi casi e la Lombardia con 438.
Gli attuali positivi sono 4.787 con un aumento di altri 378 casi. L’incidenza è scesa al 3,3%.

Dal bollettino risulta chiaro che l’aumento dei contagi è condizionato dalla variante Delta, in rapida ascesa in Italia e nell’Isola continua a preoccupare.

BOOM DI CONTAGI NEL RAGUSANO

A livello provinciale, nella provincia di Ragusa il bollettino ha segnalato 134 contagi. Seguono 56 a Catania, 50 ad Agrigento, 48 a Palermo, 38 a Caltanissetta, 37 a Siracusa, 33 a Trapani, 23 a Enna e 12 a Messina.

La notizia positiva è che, sul fronte ospedaliero c’è una leggera flessione dei ricoverati che sono adesso 166. E restano invariati i ricoverati in terapia intensiva che sono 23.

CAMBIO DI COLORE E RICOVERI

Per un eventuale cambio di colore, infatti, come assicurato ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, “peserà di più il tasso dei ricoveri” rispetto agli altri indicatori.

“In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione” contro il Covid, secondo il ministro è infatti “ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione”.

LA QUESTIONE GREEN PASS

Sul tavolo del Governo Draghi resta anche la questione del green pass e l’ipotesi di renderlo obbligatorio come già accaduto in Francia, dove però si sono registrate proteste.

Ma su questo punto sono state registrate le solite posizioni populiste di Matteo Salvini, che continua a tenere una posizione ambigua “di lotta e di governo” come si sarebbe detto un tempo.

“Dopo un anno e mezzo di chiusura – è il suo tormentone -, abbiamo bisogno di ripartire. Non è che puoi chiedere il green pass per andare a prendere il cappuccino al bar la mattina”.

Il gioco è quello di superare a destra Giorgia Meloni, che si è chiesta, “Le attività non hanno subito già abbastanza in un anno e mezzo di restrizioni? Per il governo no”.

“In fondo – ha ribadito l’esponente di quella destra in generale negazionista – che sarà mai abbassare le serrande per cinque giorni se ci sono clienti senza Green Pass, che problema c’è se il gestore del locale dovrà fare anche il controllore. Freghiamocene di chi ha la colpa di vivere del suo lavoro e non dei sussidi grillini”.

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