Covid, gli psicologi, massima attenzione alla Scuola - QdS

Covid, gli psicologi, massima attenzione alla Scuola

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Covid, gli psicologi, massima attenzione alla Scuola

martedì 13 Aprile 2021 - 10:13

Da giovedì a domenica un convegno dell'Ido, da seguire on line, per combattere il rischio di depressione nei giovani. Bianchi di Castelbianco, "In estate aule aperte con laboratori esperienziali"

“Da più di un anno si parla di Covid, morte e malati in un clima di immobilità e impossibilità di fare le cose e nel ragazzo che si contagia affiorano i malesseri, le sofferenze e i malumori degli adulti i quali, dalla tv alla radio passando dentro casa, parlano e si lamentano della vita che conducono a causa delle restrizioni”.

Così Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (Ido) di Roma, ha commentato il dato che il venti per cento dei ragazzi che ha contratto il virus soffre di problemi di tipo psicologico come ansia, depressione e paura di quel che è accaduto o che potrà succedere.

“È una sensazione bruttissima – ha spiegato Bianchi di Castelbianco – che avvolge costantemente da un anno e mezzo ragazzi e bambini. La situazione di malattia fa emergere le paure e accresce nei minori la vulnerabilità, provocando un basso tono dell’umore o un inizio di depressione. Ma questo non è un sentire anomalo, è giustificato e il giovane che ne soffre ha bisogno di tempo e aiuto per tornare a vivere”.

“Andando verso l’estate – ha sottolineato lo psicoterapeuta – , grazie alla copertura vaccinale e alla resilienza dei giovani si riuscirà a superare il forte disagio che stanno vivendo”.

Proprio sui più giovani l’Ido focalizzerà la sua attenzione da giovedì a domenica prossimi con un convegno per celebrare i cinquant’anni di attività dell’Istituto e passare così dall’esperienza alle proposte.

Il mondo del bambino e dell’adolescente saranno affrontati da molteplici punti di vista e con oltre cinquanta interventi di relatori nazionali e internazionali, tre tavole rotonde, numerosissimi contributi video e sei relazioni magistrali.

La partecipazione è gratuita ed è possibile guardare le otto sessioni collegandosi al sito www.ortofonologia.it o sulla pagina facebook dell’Istituto.

Castelbianco, infatti, guarda alle scuole, augurandosi che “possano essere aperte quest’estate e che i ragazzi possano frequentare dei laboratori esperienziali e non di apprendimento”.

“L’obiettivo – ha sottolineato – dev’essere quello di vivere la scuola in positivo, vivere bene i rapporti con gli adulti prima di tornare sui banchi a settembre. Credo che l’iniziativa del ministro dell’istruzione sia importantissima”.

Il convegno dell’Ido si concentrerà proprio sulla Scuola come “punto di riferimento dell’età evolutiva: non esistono bambini e ragazzi senza la scuola e viceversa”.

“Tuttavia – ha sottolineato Bianchi di Castelbianco -, se prima la sua importanza veniva data per scontata, ora ci siamo resi conto che è centrale per l’evoluzione dei bambini e non solo per il loro apprendimento. La scuola è vista troppo come fornace di nozioni ma non può essere solo questo. Vuol dire stare insieme e condividere. È una delle tante istituzioni che hanno pagato questa pandemia traendone però anche tanta esperienza”.

“Nel nostro convegno – ha aggiunto – mostreremo i lati positivi della scuola ai tempi del Coronavirus e proietteremo dieci video realizzati dagli istituti scolastici che spaziano dall’arte, alla musica, passando per la didattica a distanza, fino al contrasto alla violenza e a ogni forma di discriminazione. Saranno tanti i contributi grazie ai quali sarà possibile ascoltare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno, in presenza ma anche a distanza”.

Il futuro, il non sapere cosa accadrà, spaventa i ragazzi.

“Nessuno ha la bacchetta magica o la sfera di cristallo – ha precisato lo psicoterapeuta – ma con i ragazzi dovremmo riuscire a essere più speranzosi, perché hanno bisogno di riferimenti per guardare avanti. La pandemia non è la peste, il Covid va affrontato correttamente con soluzioni e possibilità”.

“Questo messaggio – ha concluso il Direttore dell’Iso – non è passato ai giovani, che restano soli con i loro incubi: in tantissimi ci scrivono per sapere a chi si possano appoggiare. Gli adulti devono essere solidi, sorridenti, accudenti e avere la capacità di rispondere ai problemi e non lamentarsi solamente”.

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