Covid, un anno fa il primo caso, tre nuove regioni in arancio - QdS

Covid, un anno fa il primo caso, tre nuove regioni in arancio

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Covid, un anno fa il primo caso, tre nuove regioni in arancio

sabato 20 Febbraio 2021 - 06:12

Dopo Codogno, in dodici mesi di pandemia quasi centomila morti e tre milioni di casi. Nuove restrizioni per Campania, Emilia Romagna e Molise. Oggi il vertice tra il nuovo Governo e le Regioni: si lavora al nuovo Dpcm. L'Iss, rimanere a casa

Un anno fa l’Italia conosceva il suo primo caso accertato di coronavirus, Mattia Maestri, di 38 anni, di Codogno, un Comune nella provincia lombarda di Lodi.

Il giorno dopo, il 21 febbraio, era stato registrato il primo di una lunga serie di morti causati dal Covid.

Una lunga scia di vittime che, a oggi, sfiora quota centomila: per la precisione 95.235.

Dodici mesi di provvedimenti, restrizioni e lockdown, dalla prima diffusione alla folle estate – in particolare in alcune regioni come la Sardegna -, che secondo gli esperti causò la seconda, e più potente, ondata.

In Italia i casi di Covid sono stati 2.780.882. E ancora ci sono 382.448 persone positive al virus.

L’Italia, per evitare il tracollo economico di molte attività, continua ad andare avanti tra aperture e chiusure.

Per esempio, da oggi Campania, Emilia-Romagna e Molise sono le nuove regioni arancione, che salgono così ad otto in Italia.

Proprio per oggi è stata convocata una riunione straordinaria dei governatori in vista del prossimo Dpcm, che scadrà il 5 marzo.

Il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi sembra piuttosto convinto di confermare, almeno fino a quella data, lo stop agli spostamenti tra regioni, provvedimento che scadrà giovedì 25.

Di fronte all’aumentare dell’indice Rt – che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus – e dei casi, che ieri erano oltre quindicimila con un tasso di positività salito al 5,2% -, l’Istituto Superiore di Sanità chiede “una drastica riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità”.

“E’ fondamentale – hanno sottolineato i rappresentanti dell’Iss – rimanere a casa il più possibile”.

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