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Debiti contributivi Inps, nuova dilazione fino a 60 rate mensili: come fare la domanda

Debiti contributivi Inps, nuova dilazione fino a 60 rate mensili: come fare la domanda

Il nuovo regolamento Inps prevede la possibilità di presentare domanda per rivedere la durata del piano di pagamento. La richiesta di rideterminazione del numero delle rate deve essere effettuata entro il 20 giugno

Aggiornamenti sulla dilazione dei debiti contributivi. Nuove istruzioni operative con la circolare n.60 diffusa dall’Inps il 21 maggio scorso. Il regolamento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto con la delibera n. 20 del 25 febbraio 2026. Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo previsto dall’articolo 23 della legge 13 dicembre 2024, n. 203, che autorizza Inps e Inail a concedere piani di pagamento rateale per debiti relativi a contributi, premi e relativi accessori non ancora trasferiti alla riscossione, fino a un massimo di 60 mensilità. Le condizioni operative sono state ulteriormente precisate dal decreto interministeriale del 24 ottobre 2025, che ha individuato i casi in cui è possibile accedere alla rateizzazione più estesa.

Le nuove regole sui debiti contributivi Inps

La nuova disciplina punta a facilitare la regolarizzazione delle posizioni debitorie in presenza di temporanee difficoltà economiche, garantendo al tempo stesso una maggiore tutela del credito pubblico e una più efficace certezza nei pagamenti. Le disposizioni si applicano alle istanze presentate a partire dalla data di pubblicazione della circolare, avvenuta il 21 maggio 2026. È inoltre prevista la possibilità di estendere la durata dei piani di rateizzazione già attivi, presentando apposita domanda entro il 20 giugno. La principale modifica introdotta riguarda l’ampliamento della durata dei piani di dilazione rispetto al precedente limite ordinario di 24 mesi. In base alle nuove regole, è possibile ottenere: fino a 36 rate mensili per debiti non superiori a 500.000 euro e fino a 60 rate mensili per importi eccedenti tale soglia.

Come presentare la richiesta di rateizzazione

La richiesta di rateizzazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso i servizi del “Cassetto previdenziale del contribuente”. L’istanza può essere inoltrata direttamente dal soggetto interessato oppure tramite un intermediario autorizzato. Nel modulo devono essere indicati l’ammontare del debito e il numero di rate richiesto, fermo restando che la decisione finale spetta all’Inps, che valuta caso per caso tenendo conto della situazione economico-finanziaria del contribuente e dell’entità dell’esposizione debitoria. La domanda deve riguardare l’intera posizione contributiva associata al codice fiscale del richiedente, includendo tutti i debiti riferiti alle diverse Gestioni Inps coinvolte. Restano invece esclusi i crediti eventualmente oggetto di contestazione in sede amministrativa o giudiziaria.

Cosa fare prima della richiesta

Prima della presentazione dell’istanza è necessario effettuare un controllo accurato della propria posizione contributiva, verificando la coerenza con quanto registrato nelle banche dati Inps, anche attraverso la procedura Ve.R.A. – Verifica Regolarità Aziendale. In questa fase è consigliabile procedere alla sistemazione di eventuali irregolarità, come note di rettifica, differenze contributive, diffide, eccedenze o versamenti non ancora contabilizzati, poiché una volta definita la domanda non sarà più possibile intervenire sull’estratto debitorio. All’interno della richiesta, il contribuente è tenuto a dichiarare che il mancato pagamento è riconducibile a una temporanea condizione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria oppure a circostanze eccezionali e contingenti.

È inoltre necessario riconoscere formalmente il debito nei confronti dell’Inps e assumere l’impegno a versare sia le rate accordate sia la contribuzione corrente. Si ricorda infine che la dilazione non comporta la sospensione dei versamenti ordinari successivi: per mantenere il beneficio è indispensabile rispettare le scadenze delle rate e continuare a effettuare regolarmente i pagamenti contributivi periodici.

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