L’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo continua a operare regolarmente nonostante la crisi energetica scaturita dalla carenza di carburante in alcuni scali come conseguenza delle tensioni crescenti in Medio Oriente e della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. Lo conferma, tramite una nota, il Comune del capoluogo siciliano. Una nota che rassicura, ma che dimostra anche come la Sicilia sia attenta agli sviluppi del conflitto e alle potenziali ricadute sui servizi e sulla vita quotidiana dei cittadini.
Aeroporto di Palermo sulla crisi carburante: “Voli regolari”
“All’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo al momento non si riscontrano criticità sull’approvvigionamento di carburante per aviazione Jet A1”. Questo si legge nella dichiarazione della Gesap, società che gestisce lo scalo.
“L’operatività dei voli non ha subìto conseguenze. Pur in un contesto di monitoraggio della situazione, che richiede comunque un approccio prudenziale, siamo costantemente in contatto con i nostri fornitori e operatori al fine di garantire tempestiva reattività ed evoluzioni nella fornitura del carburante”, scrivono ancora dalla Gesap.
Lagalla: “Monitoraggio costante”
“Il Comune segue con la massima attenzione l’evolversi della situazione legata all’approvvigionamento di carburante per il trasporto aereo, che sta interessando il contesto nazionale e internazionale – commenta Roberto Lagalla, sindaco di Palermo -. In queste ore sono stato costantemente in contatto con i vertici della Gesap per monitorare ogni sviluppo e garantire un aggiornamento tempestivo. Allo stato attuale, l’operatività dello scalo Falcone Borsellino non sta subendo conseguenze e i voli proseguono regolarmente. Continueremo a seguire la situazione con la massima prudenza e responsabilità, pronti a intervenire qualora si rendesse necessario”.
Le voci sul lockdown energetico, la situazione in Sicilia
Sugli altri scali siciliani, al momento, non giungono comunicazioni ufficiali o segnalazioni di criticità ma di sicuro l’attenzione c’è ed è alta come in tutto il territorio nazionale. Anche all’aeroporto di Trapani – secondo le ultime informazioni raccolte dal QdS – non ci sono novità, anche se naturalmente la situazione è sotto monitoraggio costante.
Da giorni si rincorrono le voci su un possibile lockdown energetico in Italia. Una serie di misure – non meglio definite – per ridurre al minimo i consumi. Tra i settori più a rischio – tra i continui rialzi e le tensioni che si fanno sempre più preoccupanti – c’è, naturalmente, quello dei trasporti. In ambito aereo, le prime limitazioni (non blocchi, ma limiti sull’operatività) sono state annunciate per gli aeroporti di Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Smentita, invece, la notizia sulla carenza di carburante all’aeroporto del Salento di Brindisi, gestito da Aeroporti di Puglia: la fornitura, al momento, sarebbe regolare.
Le prossime ore saranno decisive su questo fronte: il presidente statunitense Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran per trovare un accordo entro oggi. Qualora ciò non dovesse avvenire, la situazione si farebbe ancor più complessa e si rischia una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, da dove passa circa un quinto del petrolio mondiale.
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