“L’Italia vista da Sud” protagonista della trasmissione “Zoom” di Radio Libertà, condotta da Antonino D’Anna: uno spazio dedicato alle grandi problematiche economiche, sociali, geopolitiche viste dalla Sicilia e dal Meridione grazie allo sguardo critico del fondatore e direttore del Quotidiano di Sicilia, Carlo Alberto Tregua, che una volta al mese sarà ospite del programma. Nella prima puntata il direttore Tregua ha discusso della crisi finanziaria dei Comuni del Sud – oggetto dell’inchiesta del QdS dell’11 marzo -, i bisogni di efficienza della pubblica amministrazione e della crisi della sanità dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno interessato l a Sicilia.
Crisi finanziaria Comuni, il problema è al Sud: l’analisi del direttore Tregua
In Italia sessanta Comuni l’anno si trovano in crisi finanziaria e quasi tutti sono in Sicilia, Calabria e Campania. Questo il dato di partenza del dibattito. “I Comuni, come le Regioni, contrariamente a come ritiene l’opinione pubblica, sono aziende di servizio: gli enti pubblici sono aziende che producono servizi senza scopi di lucro. Chiarito questo, bisogna dire che le aziende devono essere gestite da manager competenti, che abbiano studiato l’organizzazione, come si fa funzionare la struttura e il personale. In un’azienda dove non vi è organizzazione, non si producono risultati adeguati. L’organizzazione deve prevedere quali obiettivi vanno raggiunti, in quali tempi, la fase di controllo dei risultati e poi – in base a quanto emerge – premi o sanzioni. Se non c’è questo insieme organizzativo, si spiega perché i Comuni e gli enti pubblici non fanno quel che devono fare”.
Lo strumento in mano ai cittadini
Le risorse “vanno gestite con capacità”, perché se mancano le competenze gli enti vanno in deficit. Questo il punto centrale della riflessione del direttore Tregua, che sostiene che alla base della crisi dei Comuni ci sia l’assenza al loro interno di manager “professori d’organizzazione”.
Una soluzione alla crisi dei Comuni, per il direttore Tregua, c’è ed è in mano ai cittadini. Si chiama voto consapevole. “I cittadini devono scegliere rappresentanti capaci, preparati”, spiega a Radio Libertà.
La crisi della sanità
Con Antonino D’Anna, il direttore del Quotidiano di Sicilia ha discusso anche della crisi della sanità, aggravata dalle recenti vicende giudiziarie che hanno interessato la Sicilia. “In tutto il Sud c’è il cosiddetto turismo sanitario. I cittadini del Meridione, non soddisfatti delle prestazioni sanitarie al Sud, vanno nelle Regioni del nord per curarsi. Di conseguenza, le strutture sanitarie del nord emettono le fatture che poi le Regioni di provenienza degli assistiti dovranno pagare. La Regione Siciliana paga circa 240 milioni l’anno ad altre regioni che prestano servizi sanitari alla popolazione. Questo è un indice chiarissimo del fatto che qui le cose non funzionano. Poi ci sono i vari ‘pasticci’, come la recente vicenda Iacolino (e non solo), che sono sintomo gravissimo ed evidente della crisi. Ci sono poi altri sintomi – aggiunge il direttore Tregua – che non si vedono, ma si riflettono in problemi come le liste d’attesa chilometriche, le disfunzioni delle aste e delle aziende ospedaliere, le persone malate che vengono trattate come “massa” e tanti altri.
Chiudendo con un commento in vista del referendum del prossimo 22-23 marzo, il direttore Carlo Alberto Tregua ricorda che i cittadini hanno il potere di esprimersi e cambiare le cose. Lo possono fare, però, solo si informano con criterio e se vanno a votare. L’astensionismo della maggioranza, infatti, non fa altro che instaurare una “dittatura della minoranza“, con tutte le conseguenze che ne derivano.
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