Custonaci, la zona balneare scatena le polemiche - QdS

Custonaci, la zona balneare scatena le polemiche

Vito Manca

Custonaci, la zona balneare scatena le polemiche

martedì 04 Agosto 2020 - 00:00

Centro Canoe o Tarzan Boat? L’obiettivo è quello di fare concorrenza a San Vito Lo Capo. La “guerra” di Cornino, si apre il confronto a distanza tra due amministrazioni

CUSTONACI (TP) – Obiettivo? Comune. Dare una nuova chance di sviluppo a Cornino, la zona “in” e balneare del Comune di Custonaci. Mare pulito, scogli ma anche sabbia. Un progetto di sviluppo che puntava a fare concorrenza a San Vito Lo Capo, ma che si è progressivamente fermato.
Appeal sempre più marginale. Strategia carente. Ma sfida politica aperta. Con un confronto a distanza tra chi amministra, il sindaco Giuseppe Morfino, e chi amministrava, l’ex sindaco Giuseppe Bica, ora capo dell’opposizione.

La Giunta in carica, nello scorso mese di marzo, ha approvato uno studio di fattibilità che punta a realizzare un Centro Canoe. L’insenatura si presta e lo scenario è di qualità, perché di fronte al mare c’è la Riserva Naturale di Monte Cofano, aperta da poco parzialmente, dopo la fase difficile e complicata della messa in sicurezza di una sua area interessata dalla caduta di alcuni massi.

Il Centro Canoe è inserito in un programma più ampio d’interventi, che coinvolge il Gruppo di Azione Locale (Gac) e la Fondazione Torri e Tonnare del litorale trapanese e la Regione. Nella delibera di giunta che dà il via libera al nuovo studio, superando quello che già c’era, si legge che ci vorranno 100 mila euro per realizzarlo. Le carte hanno fatto passi avanti, con il responsabile unico del procedimento Giuseppe Giammarinaro ed il progettista, tecnico comunale, Filippo Zichittella. Fin qui ordinaria amministrazione. Con un sindaco ed una giunta che fanno il loro lavoro.

Ma c’è un precedente che infiamma il dibattito politico. Anche l’ex amministrazione – guidata da Bica – pensò a Cornino con una iniziativa sicuramente nuova. Quella del “Tarzan Boat”. Presentato così: “è un piccolo acquafan, un vero e proprio parco acquatico galleggiante, che si sposta come una comune imbarcazione ma a bordo porta con sé tutto ciò che si possa desiderare per divertirsi in acqua: scivoli, trampolini, funi e tappeti elastici”.

Acquistato dall’amministrazione, arrivato dal lontano Tennessee, inaugurato nel settembre del 2017. Ma finito subito tra le polemiche. L’attuale sindaco, da presidente del consiglio comunale, non ci ha messo molto a bocciarlo sia dal punto di vista economico che sul versante della sicurezza. Parco acquatico considerato con costi di gestione troppo alti e da utilizzare nei laghi e non in mare. E Morfino è stato conseguente. Tornato alla guida del Comune ha deciso di metterlo in vendita: 58 mila euro a base d’asta.

Non ha dunque cambiato idea: “Il Tarzan Boat, che è costato circa 100 mila euro, si è rivelato inutile, poiché non adatto al mare aperto”. Gioco facile, e polemica pronta, inserirlo in un confronto, senza esclusione di colpi, con il Centro Canoe. Anche in questo caso si tratta di una novità. L’ex assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Noto, protagonista del Tarzan Boat, non si fa sfuggire l’occasione: “In teoria tutto quello che si fa per Cornino può essere utile alla causa. Tuttavia ritengo esagerato spendere 100 mila euro per un Centro Canoe. Ci sono mille cose più utili e di maggiore respiro”.

Pronto a rintuzzarlo, dalla maggioranza, il consigliere Carlo Guarano: “Il progetto Canoe non è sostitutivo del Tarzan Boat. è una opportunità che si vuole dare ai tanti amatori di questo sport acquatico”. La “guerra di Cornino” dichiarata più di tre anni fa è dunque ancora in corso. Per stabilire vincitori e vinti? Attendere, prego.

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