Roma, 30 apr. (askanews) – Un milione di firme di cittadini e 2034 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni italiani sono state consegnate dalla Coldiretti nelle mani del Commissario Ue per la Salute Olivér Várhelyi, per tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale, superando le attuali distorsioni date dall’ultima trasformazione sostanziale e restituendo agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza la provenienza dei prodotti.
All’incontro a Palazzo Rospigliosi, a Roma, hanno preso parte il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il presidente Ettore Prandini, il prof. Antonio Gasbarrini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aletheia e Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, Roberto Weber, Presidente Istituto Ixe’, Felice Adinolfi, Professore di economia e politica agraria dell’Università di Bologna, Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia e Capo Area Mercati, Internazionalizzazione e Politiche Europee.
Le firme e le delibere raccolte sono il risultato dell’impegno e delle mobilitazioni condotte da Coldiretti su tutto il territorio nazionale e in Europa, l’ultima delle quali ha visto diecimila agricoltori al Brennero per denunciare gli inganni e le storture dell’attuale codice doganale, con tir carichi di prosciutti freschi e mozzarelle pronti per essere “italianizzati”. La tappa finale di un percorso che ha visto la partecipazione di oltre centomila agricoltori in tutta Italia.
Ma a preoccupare è anche la sicurezza alimentare europea con la crisi di Hormuz che ha fatto balzare i costi di produzione, dal gasolio agricolo ai fertilizzanti, mettendo in grave difficoltà le aziende e minacciando gli stessi approvvigionamenti di cibo e aprendo così la strada agli alimenti ultra formulati.
Non a caso l’incontro con il Commissario rappresenta proprio l’occasione per rilanciare il tema dei rischi collegati alla diffusione del consumo di cibi spazzatura e la loro correlazione con la diffusa obesità che colpisce soprattutto i più piccoli e altre diverse malattie croniche. A Varhely Coldiretti chiede misure urgenti finalizzate a limitare la promozione e il consumo di questi cibi.
Secondo un rapporto della Fondazione Aletheia, basato sulle ultime evidenze scientifiche, bevande energetiche dall’alto contenuto di caffeina e zuccheri possono favorire insonnia, iperattività di bambini e adolescenti anche tra i banchi di scuola, ansia e disturbi cardiaci, mentre la presenza di taurina può contribuire all’insorgenza di leucemia. Merendine e snack salati industriali o le barrette energetiche, ricchi di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso, mentre i piatti precotti o preconfezionati a lunga scadenza, contengono additivi chimici che non fanno bene alla nostra salute. Ma secondo Coldiretti occorre anche revisionare i limiti massimi dei residui ammessi in Europa, che nel corso del tempo sono stati spesso aggiustati al rialzo, come nel caso del glifosato.

