Home » Province » Messina » Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”

Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”

Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”
La rinascita del lungomare di Santa Teresa di Riva

Il sindaco del Comune di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ripercorre le tappe che hanno portato alla ricostruzione del lungomare devastato a gennaio dal maltempo

“Quando la mattina dopo la furia del ciclone Harry ci siamo recati a fare la conta dei danni, abbiamo trovato davanti a noi uno scenario quasi da guerra: lo sconforto era tanto, da mettersi le mani nei capelli”. Inizia così, con la voce tremolante, l’intervista che il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha gentilmente concesso al Quotidiano di Sicilia. La storia del Comune in provincia di Messina è la fotografia perfetta di una terra che, davanti al disastro, ha saputo rialzare la testa e, a tempi di record, ricostruire tutto ciò che la natura appena 6 mesi prima gli aveva strappato via.

Il sindaco di Santa Teresa di Riva: “Ecco come abbiamo ricostruito il nostro lungomare”

“All’indomani del ciclone Harry la devastazione che si è palesata ai nostri occhi era indescrivibile: sembrava quasi un bollettino di guerra – ripete il primo cittadino Lo Giudice – Tre quarti di paese senza erogazione idrica, senza corrente elettrica, 2 km e mezzo di lungomare distrutti. La prima sensazione è stata di forte smarrimento. Fin da subito, tuttavia, ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo chiesto aiuto a tutta la cittadinanza e avviato un’importante interlocuzione con le Istituzioni. Assumendoci una grande responsabilità, con grande coraggio, abbiamo attuato una serie di provvedimenti d’urgenza che c’hanno permesso di avviare i primi interventi necessari ed indispensabili. Ci siamo posti subito degli obiettivi: il primo era quello di salvare la stagione estiva attraverso una serie di opere fondamentali per riuscire ad arrivare il 21 giugno, in 5 mesi, ad avere nuovamente aperto il nostro meraviglioso lungomare. Ci siamo riusciti”.

La cronologia degli interventi per ricostruire Santa Teresa di Riva

Ma com’è stato possibile ricostruire quasi un intero Comune in soli 5 mesi? Il sindaco Danilo Lo Giudice, in modo certosino, ricostruisce insieme a noi le tappe che hanno portato alla rinascita di Santa Teresa di Riva. “Cronologicamente, si è proceduto intanto con i primi lavori di ripristino dei servizi essenziali, come l’erogazione idrica. I nostri cittadini non avevano più acqua, poi abbiamo ripristinato il corretto funzionamento dell’energia elettrica risolvendo una situazione di forte disagio a seguito dei crolli di ampie porzioni di strada. Poi, siamo passati alla fognatura proprio perché sul lungomare è presente la condotta fognaria principale, riuscendo anche a provvedere alle ricostruzioni delle quattro stazioni di sollevamento. Tali interventi hanno richiesto circa 2 mesi. Una volta ultimati, siamo poi giunti alla ricostruzione vera e propria del lungomare, una riqualificazione che ci tengo a sottolineare è avvenuta attraverso opere provvisionali come la barriera radente di massi nelle porzioni di muro divelte e il ripristino della carreggiata stradale in tutti i tratti coinvolti dai cedimenti. In soli 5 mesi, il 21 giugno abbiamo riaperto tutto il lungomare, ripristinando il doppio senso di marcia per la circolazione per le autovetture. Sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta. Questo è un risultato importante, un’ enorme soddisfazione, che siamo riusciti a raggiungere grazie ad un lavoro di sinergia, ad un grande senso di comunità, ai tanti volontari che hanno collaborato con noi ripulendo strade, case e appartamenti, nonché alle tante ditte che hanno lavorato giorno e notte per rendere tutto ciò possibile”.

“Dal dramma alla forza di rialzarsi: Santa Teresa di Riva è tornata più bella di prima”

Il sindaco Lo Giudice torna poi sui momenti post ciclone Harry. Istanti difficili e indimenticabili che hanno però costituito l’inizio di una nuova era per il Comune: la soddisfazione è impagabile.

“All’inizio, ripeto, eravamo pervasi da un senso di smarrimento, di abbandono e incredulità davanti alle macerie post ciclone. Più andavamo avanti e facevamo sopralluoghi, più ci rendevamo conto che la situazione fosse drammatica. La stima dei danni subita dal Comune di Santa Teresa di Riva – il territorio più colpito in tutta la Sicilia – ammonta a quasi 50 milioni di euro. Il senso di sconforto e abbandono è però durato poche ore. Abbiamo capito immediatamente che dovevamo reagire e gestire il momento. Man mano che compivamo i passetti in avanti, ho provveduto a informare anche tramite i social la cittadinanza. Ogni passo ci dava un senso di soddisfazione, come quando siamo riusciti a far tornare l’acqua e la luce nelle case dei nostri cittadini o come quando abbiamo ristrutturato la condotta fognaria. Con fatica, sacrifici e sudore siamo arrivati al ripristino della viabilità e, in 5 mesi, al recupero del lungomare. La nostra comunità si ripresenta viva e fruibile, cosa assolutamente inaspettata. Eravamo preoccupati di saltare la stagione estiva e non avere il nostro mare: il 21 giugno, fortunatamente, tutto è diventato un lontano ricordo. Oggi, Santa Teresa di Riva può tornare a vantare un lungomare riqualificato con spiaggia attrezzata, isole ecologiche, bagni chimici, la “Bau beach” per i nostri amici a quattro zampe, servizi di salvataggio e campi di beach volley. Per il decimo anno consecutivo ci è stata riconfermata la “bandiera blu”, riconoscimento che ci inorgoglisce parecchio dopo tutto ciò che abbiamo passato”.

“La situazione a Catania? Non sono nessuno per giudicare: felice che Santa Teresa si sia dimostra un modello”

Incalzato sul paragone con le condizioni attuale del lungomare di Catania – che nei giorni scorsi ha fatto registrare la riapertura della piazza “Franco Battiato”, Danilo Lo Giudice non si sbilancia e guarda in casa propria. “Non so quale sia la situazione a Catania e non voglio giudicare – continua – Santa Teresa ha però rappresentato un modello di buona amministrazione, un esempio di comune virtuoso che è riuscito a gestire una situazione straordinaria attraverso i nostri provvedimenti e le nostre ordinanze. Abbiamo ottenuto aiuti dalla Regione, richiesti dal nostro genio civile, e abbiamo potuto lavorare anche grazie ai fondi comunali da oltre 600 mila euro che avevamo messo da parte che si sono rivelati fondamentali per completare tutti i lavori. C’è ancora tanto da fare. C’è la necessità di una pista di protezione civile che abbiamo richiesto e speriamo ci venga approvata per garantire una viabilità alternativa e permettere il transito a doppio senso di circolazione pure ai mezzi pesanti. Tuttavia, sicuramente, Santa Teresa di Riva rappresenta un modello di efficienza amministrativa riconosciuta da tutti”.

Il bilancio sull’inizio della stagione estiva e il futuro di Santa Teresa di Riva

Il peggio è ormai alle spalle. Santa Teresa di Riva, tra le mete più gettonate per siciliani e non durante le vacanze d’estate, ha registrato numeri importanti di presenze nelle ultime settimane e può guardare con serenità al futuro.

“La stagione estiva sta registrando un grande afflusso ed una grande presenza – conclude il sindaco – I nostri B&B, a sorpresa, ci comunicano numeri importanti. Abbiamo fatto di tutto per creare quel sentimento di appartenenza alla comunità e far si che turisti e vacanzieri potessero trovare un luogo perfettamente sistemato. Questa è la prima fase di ciò che avevamo immaginato. Adesso abbiamo iniziato con un altro importante intervento, da 10 milioni di euro, che riguarda la “Difesa Costa”, ovvero la realizzazione di 14 pennelli e il rifacimento della nostra spiaggia con 300 mila metri cubi di sabbia prelevati dal torrente Savoca. Ciò ci consentirà di attuare la seconda fase che riguarda la protezione e la salvaguardia della nostra spiaggia. Il punto interrogativo più grande attiene alla terza fase, ovvero quella della ricostruzione definitiva mediante opere stabili per un lungomare progettato in maniera diversa secondo quelle che sono le moderne tecnologie. Dal primo settembre partiremo con la realizzazione della barriera su tutti i 3 km e mezzo del lungomare. Ci auguriamo che dallo Stato e dalla Regione arrivino i fondi necessari e indispensabili per la riqualificazione definitiva, al fine di rendere la nostra Santa Teresa di Riva ancora più bella, accogliente e vivibile per tutti”.

Il lungomare di Santa Teresa di Riva, prima e dopo

Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”
Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”
Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”
Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”
Dall’inferno di “Harry” alla rinascita, l’esempio di Santa Teresa di Riva: “Il nostro lungomare ricostruito in 5 mesi, siamo orgogliosi”

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram