Dal 2020 i pagamenti in contanti saranno esclusi da detrazioni Irpef - QdS

Dal 2020 i pagamenti in contanti saranno esclusi da detrazioni Irpef

Maria Papotto

Dal 2020 i pagamenti in contanti saranno esclusi da detrazioni Irpef

martedì 21 Gennaio 2020 - 00:00
Dal 2020 i pagamenti in contanti  saranno esclusi da detrazioni Irpef

La legge di Bilancio (n.160/’19) cambia le regole per il recupero delle spese detraibili. A rischio 496 milioni di rimborsi, si attendono i dettagli dall’Agenzia dell’Entrate

ROMA – La legge di Bilancio 2020 (n. 160/2019) cambia le regole previste per il recupero delle spese detraibili.

La detrazione per spese mediche e altri oneri, che prevedono una detrazione d’imposta del 19%, sarà consentita solo se i pagamenti avverranno con mezzi tracciabili, come ad esempio carte di credito/debito, bancomat, bonifico bancario, bonifico postale e assegni.

Il pagamento in contante, comunque sarà sempre consentito, ma in tale caso le spese non saranno fiscalmente detraibili.

Quindi, in sostanza non cambia la detrazione d’imposta in sé ma solo la modalità di pagamento, con l’obbligo dell’uso di strumenti tracciabili, per poter usufruire del risparmio fiscale degli oneri detraibili.

In merito alle spese che saranno soggette al pagamento tracciabile, il testo della legge di Bilancio 2020 richiama non solo tutte le spese previste dall’articolo 15 del Dpr 917/1986 ma più genericamente anche quelle previste da “altre disposizioni normative”, e dunque, tutte le spese per le quali è prevista una detrazione d’imposta Irpef del 19% quali ad esempio le spese per interessi passivi mutui prima casa, intermediazioni immobiliari per abitazione principale, assicurazioni vita o infortuni, mediche, veterinarie, spese funebri, per la frequenza degli asili nido, delle scuole d’infanzia, corsi di istruzione secondaria e università, per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ed altro ancora.

Mentre, rimarranno escluse le spese che consentono una detrazione d’imposta diversa da quella prevista al 19%, come ad esempio le spese per canoni di locazione di cui all’art. 16 del Testo Unico che prevedono delle detrazioni fisse e non in percentuale. Inoltre, sembrerebbero escluse dall’obbligo anche le spese che danno diritto a “deduzioni dal reddito imponibile’, quali ad esempio i contributi previdenziali, quest’ultimi consentono una riduzione del reddito imponile sul quale viene calcolata l’imposta lorda. Si stima una riduzione della spesa per ‘rimborsi’ con le nuove modalità pari a 496 milioni ii euro.

Si precisa che, il testo della legge di Bilancio 2020 aggiunge due eccezioni alla regola dei pagamenti tracciabili, specificando che l’obbligo del pagamento con sistemi tracciabili non si applica nel caso di:
– spese sostenute per l’acquisto di medicinali e dispositivi medici;
– spese sostenute per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Nella legge di Bilancio non si precisa quali saranno i documenti che dovranno essere presentati in occasione della dichiarazione dei redditi, visto che i dettagli tecnici dovranno essere definiti dall’Agenzia delle entrate.

Infine, viene introdotta una limitazione della detrazione degli oneri per i contribuenti con redditi superiori a 120.000 euro che pur sostenendo le spese con pagamenti tracciabili quest’ultimi non potranno beneficiare del risparmio fiscale previsto alla normativa vigente.


Rossana Boldi (Lega): “Emendamento per sopprimere la norma”

ROMA – “Abbiamo presentato, con il deputato Sara Foscolo e gli altri colleghi del gruppo Lega per Salvini Premier della Commissione Affari sociali della Camera, un emendamento per sopprimere la norma aberrante introdotta nell’ultima legge di bilancio, che non permette la detraibilità del 19% per le spese sanitarie pagate in contanti presso professionisti e strutture private, anche a fronte di regolare fattura”.
Lo annuncia Rossana Boldi (Lega), vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera della Camera.

“Questa stretta sui pagamenti in contanti, particolarmente in ambito sanitario, complica inutilmente la trafila degli adempimenti burocratici che i contribuenti italiani sono tenuti ad osservare per vedere riconosciuti i propri diritti in sede di dichiarazione dei redditi. Nasce dal pregiudizio, intollerabile, che contante significa evasione. Tale presunzione viene seccamente smentita in una lettera indirizzata dalla Bce proprio al Governo italiano, dove si rammenta che la possibilità di pagare in contanti ‘è particolarmente importante per taluni gruppi sociali’; che il cash è rapido, agevola il controllo sulla spesa e costituisce l’unico mezzo di pagamento che ‘non consente legalmente di imporre tariffe per il suo utilizzo’”.
“A fare le spese della misura introdotta non sono i grandi evasori, ma la generalità dei contribuenti ed in particolare, la fascia più anziana della popolazione, che più delle altre ha la necessità di rivolgersi ai medici ed alle strutture sanitarie per ricevere assistenza, anche in regime privato, e più delle altre ha difficoltà nell’adeguarsi ai nuovi strumenti di pagamento”, conclude Boldi.

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