Ddl Zan torna in senato ma per il Partito Gay la legge è "sfregiata"

Ddl Zan torna in Senato ma il Partito Gay non ci sta: “Legge sfregiata”

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Ddl Zan torna in Senato ma il Partito Gay non ci sta: “Legge sfregiata”

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giovedì 05 Maggio 2022 - 17:35

Il Partito democratico ha ripresentato in Senato il ddl Zan contro i reati di omotransfobia e discriminazione. Ma la legge è cambiata dal disegno originario

Il Partito democratico ci riprova in Senato con il ddl Zan, contro i reati di omotransfobia e discriminazione.

“Una battaglia mai abbandonata”, sono le parole del leader dem Enrico Letta che ha ripresenta lo stesso testo, approvato dalla Camera, ma affossato a palazzo Madama esattamente sei mesi fa.

Il Partito Gay non ci sta, ddl “sfregiato”

“Ieri al Senato è stato ripresentato il disegno di legge contro l’omotransbifobia da Monica Cirinnà ed Alessandro Zan, lo stesso testo già bocciato al Senato e che aveva già visto da parte di Zan tre modifiche che hanno sfregiato la legge, ora si dicono aperti a nuove modifiche, dobbiamo temere altri ribassi?” E’ quanto dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay per i Diritti Lgbt+, Solidale, Ambientalista e Liberale.

“Ricordiamo che nel precedente testo – continua – hanno tolto il reato di propaganda, che vietava ad esempio le manifestazioni di odio sui social contro le persone Lgbt+, aggiunto l’art. 4 che consente di chiamare malati ed inferiori le persone Lgbt+ al fine di tutelare le culture discriminatorie, mentre la modifica all’art. 7 metteva una pietra tombale alla formazione contro le discriminazioni verso Lgbt+ nelle scuole, cos’altro dobbiamo aspettarci?”

“Inoltre, è stato dichiarato che il Pd aderirà a tutti i Pride, ma aderire al Pride significa essere anche favorevoli al matrimonio Lgbt+, riconoscere i figli delle coppie omosessuali, diritti alle persone trans. Purtroppo abbiamo visto che i sindaci del Pd hanno smesso di fare i riconoscimenti dei figli delle famiglie arcobaleno e di matrimonio Lgbt+ non c’è traccia nei loro programmi”, conclude.

Cosa è il Ddl Zan

Il disegno di legge Zan, che prende il nome dal suo creatore, il deputato del PD Alessandro Zan, prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili.

Nel disegno di legge, approvato alla Camera nel novembre 2020, i reati collegati all’omofobia verrebbero equiparati a quelli sanciti dall’articolo 604 bis del codice penale che contrasta il razzismo e l’odio su base religiosa, punendo con la reclusione fino a quattro anni le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

Il disegno di legge istituisce anche una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per promuovere una più diffusa “cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.

A Palermo lo Sportello Protego

Intanto è iniziata il 27 aprile scorso la formazione per volontariɜ che affiancheranno gli operatori e le operatrici allo sportello di Protego, il centro contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere, di Palermo.

Protego è un progetto finanziato dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento Pari Opportunità, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato da Arcigay Palermo in ATS con il comune di Palermo e il comune di Trapani.

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