Decreto rilancio, Ragusa esclusa dai fondi? - QdS

Decreto rilancio, Ragusa esclusa dai fondi?

Stefania Zaccaria

Decreto rilancio, Ragusa esclusa dai fondi?

giovedì 09 Luglio 2020 - 00:00
Decreto rilancio, Ragusa esclusa dai fondi?

Non è chiaro se le aziende dei Comuni iblei possano usufruire del ‘fondo perduto’. Le somme fanno riferimento allo stato di calamità del 2019 e non anche sino al 31 gennaio 2020

RAGUSA – C’è tanta attesa tra le aziende iblee in merito al ‘Decreto Rilancio’. Gli stanziamenti a fondo perduto previsti dal relativo provvedimento, richiamati da una circolare dell’Agenzia delle Entrate, stanno suscitando qualche polemica. Secondo il documento, infatti, sembrerebbe che le somme spettino a tutte le imprese e ai lavoratori autonomi che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa situati nel territorio dei comuni di Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Scicli e Vittoria indipendentemente dall’ammontare del fatturato e dei corrispettivi conseguiti nel mese di aprile.

Sulla scorta di una interpretazione specifica, infatti, i Comuni in questione sarebbero da ritenersi calamitati, stato di emergenza ancora in atto alla dichiarazione dell’altro stato di emergenza Covid-19.

“Abbiamo raccolto una serie di autorevoli pareri sulla delicata questione – ha sottolineato il presidente dell’associazione nazionale commercialisti Ragusa, Rosa Anna Paolino – a maggior ragione dopo che, sull’argomento, in molti si sono espressi in senso positivo creando molta attesa che rischia, però, di essere delusa. Sulla scorta di una disamina dettagliata, infatti, le imprese siciliane non possono usufruire del bonus solo perché risiedono nella provincia di Ragusa che è stata interessata dallo stato di calamità sino al 31 dicembre 2019 e non anche sino al 31 gennaio 2020 come, invece, recita la norma affinché si possa usufruire del bonus in questione”.

L’art. 25 del Dl. 34/2020 testualmente recita che “il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al presente comma ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19”.

Una elencazione esaustiva degli stati di emergenza dichiarati a tali fini si trova sul sito internet della Protezione civile, alla sezione ‘Emergenze per il rischio meteo-idro’ ma non è ben chiaro se provincia iblea rientri o meno in questa norma. “Una puntuale e tempestiva precisazione in tal senso dell’Agenzia delle entrate regionale – ha continuato ancora il presidente di Anc Rosa Anna Paolino – sarebbe certamente auspicabile per sgombrare i dubbi in modo definitivo sull’argomento. Tutto ciò visto l’approssimarsi della scadenza al 13 agosto per la presentazione delle domande. Il modo migliore per rinnovare il rapporto di leale collaborazione tra Agenzia e professionisti. La sensazione, in ogni caso, è che le interpretazioni fornite chiariscano quale sia il senso della norma, senso che, purtroppo, a differenza di quanto era stato ritenuto in un primo momento, esclude le imprese dei Comuni iblei dai benefici previsti dal Dl”.

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