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Caso Garlasco, le intercettazioni di Sempio. I pm: “Sembra dire l’orario in cui entrò per uccidere”

Caso Garlasco, le intercettazioni di Sempio. I pm: “Sembra dire l’orario in cui entrò per uccidere”
La vittima, Chiara Poggi

In tale contesto, la posizione di Alberto Stasi verrebbe giudicata totalmente estranea, in quanto in quel momento il ragazzo si trovava in casa propria

A margine dell’attesa rilettura di una intercettazione ambientale del 2017, la Procura di Pavia è arrivata a sostenere che Andrea Sempio “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”. Naturalmente, parliamo delle nuove indagini sul caso di Garlasco relativo alla morte di Chiara Poggi, con un capitolo che – a quasi 20 anni dalla morte della ragazza – sembra essere ad un punto di svolta.

Il delitto di Garlasco, le intercettazioni di Andrea Sempio. I pm: “Sembra dire l’orario in cui entrò per uccidere”

Nelle trascrizioni dell’audio, datato al 8 febbraio 2017, si legge che il 38enne Andrea Sempio dice: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però caz… (…) alle nove e mezza”. Sempre secondo i pm, basandosi su una consulenza, la fase della colluttazione, dell’aggressione e dell’omicidio sarebbe durata circa 15-20 minuti.

E ancora, dalle intercettazioni di Sempio, emerge ciò: “È successo qualcosa quel giorno … inc (ossia incomprensibile, ndr) … era sempre lì a casa … inc … io non so se lei ha detto che lavorava … inc … però caz…, oh … inc … alle nove e mezza (9.30) a casa… inc”. Secondo l’aggiunto Civardi e la pm Valentina De Stefano, oltre che la pm Giuliana Rizza, “durante questa conversazione, considerato anche quanto emerso” nei precedenti spunti delle indagini sul delitto di Garlasco a carico di Sempio, “l’indagato (Sempio, ndr) sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.

Secondo i pm, “ci sono voluti 20-25 minuti per uccidere Chiara”

Nella ricostruzione inoltre, basata anche sulla nuova consulenza del medico legale, Cristina Cattaneo, chi indaga su Garlasco spiega come – dato come certo l’orario in cui Chiara disattivò l’allarme della villetta, le 9.12 – “per semplice somma di orari, essendo trascorsa al minimo mezz’ora fra l’inizio della digestione e la morte, alle 9.45 Chiara Poggi era viva”. Dunque, in questo scenario, sembra impossibile che ad uccidere Chiara Poggi sia stato Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima che alle 9.35 sei trovava a casa propria davanti al computer, ad “una distanza di 1.7 km dalla vittima. Stasi dunque, in passato condannato per la morte di Chiara, la sua ex ragazza, con questa strada sarebbe dunque del tutto scagionato dai pm, per via dell’alibi.

Opposta invece la posizione dell’indagato Sempio che, sulla base delle intercettazioni emerse in queste ore, sarebbe entrato in casa di Chiara intorno alle 9.30, mentre alle 9.58 – orario dato dai tabulati telefonici – avrebbe telefonato all’amico Mattia Capra, per un periodo di circa 15-20 che, secondo la consulenza medico legale, corrisponderebbe alla durata dell’omicidio tra colluttazioni e aggressione.

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