Dissesto, silenzio assordante sui tempi per pagare i crediti vantati dai fornitori - QdS

Dissesto, silenzio assordante sui tempi per pagare i crediti vantati dai fornitori

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Dissesto, silenzio assordante sui tempi per pagare i crediti vantati dai fornitori

mercoledì 18 Settembre 2019 - 04:00
Dissesto, silenzio assordante sui tempi per pagare i crediti vantati dai fornitori

I commissari, insediati otto mesi fa, stanno lavorando su una massa passiva di oltre mezzo miliardo

CATANIA – Lavorano da circa otto mesi, in un silenzio assordante mentre fuori la città chiede risposte, i tre commissari liquidatori del Comune di Catania. Su di loro grava il difficile compito di liquidare i crediti vantati dai fornitori dell’Amministrazione al 31 dicembre 2018. Ancora, però, nulla è stato comunicato in merito ai tempi e ai modi di recupero delle spettanze che, lo ricordiamo, verranno decurtate di circa il 50%. Si sta concretizzando quanto purtroppo si temeva e su cui, sin da subito, il nostro giornale aveva lanciato l’allarme: oltre al danno di perdere parte delle somme guadagnate, si aggiunge la beffa di dover sopportare i soliti tempi biblici della burocrazia.

Certo le somme che la triade nominata dal ministero dell’Interno – composta da Antonio Meola, Teresa Pace e Giuseppe Sapienza – deve gestire non sono bruscolini: “Alla data del 23 maggio 2019 – si legge sul sito ufficiale dell’Ente – sono pervenute alla Commissione straordinaria di liquidazione 1.502 istanze di ammissione a massa passiva per un importo pari a 563 milioni 603 mila 409,46 euro”. E ancora. “Il valore attualmente stimato delle istanze formalizzate, comprese le istanze fuori termine e di quelle inerenti le risorse umane, ammonta ad 576 milioni 340 mila 638,39 euro”. Il calcolo della massa passiva è stato effettuato sulla base dei debiti di bilancio e fuori bilancio al 31 dicembre 2018, di quelli derivanti da procedure dichiarate estinte dal giudice dell’esecuzione e, infine, delle passività derivanti da transazioni.

Questo è tutto quello che è stato comunicato ufficialmente, altre informazioni si possono desumere, in base alla legge, circa le priorità dei pagamenti. Prima saranno smaltiti i crediti privilegiati, cioè quelli da lavoro, e poi tutti gli altri. Per farlo è necessario conoscere anche la massa attiva dell’Ente che – i commissari comunicano – è fatta considerando il fondo di cassa alla data di dichiarazione del dissesto, rideterminato con le riscossioni dei residui attivi; i residui attivi riaccertati in via straordinaria dall’ente ed ancora da riscuotere; le rate dei mutui disponibili; le entrate di nuovo accertamento per imposte, tasse e canoni patrimoniali riferite al periodo di competenza dell’organo straordinario di liquidazione, non prescritte, ancora da riscuotere; i proventi da alienazione di beni patrimoniali disponibili; i proventi della cessione di attività produttive; eventuali quote di avanzo di amministrazione ed eventuali contributi straordinari.

Sui tempi, in ogni caso, restano cucite le bocche dei commissari. È stato così sin dal loro insediamento alla fine di febbraio e così continuerà ad essere. Nessuna carica politica all’interno dell’amministrazione ha voce in capitolo. Grazie alla votazione della delibera di dissesto, Consiglio comunale e amministrazione sono rimasti in carica, ma non hanno nessun ruolo attivo nel tentativo di riequilibrio dei conti degli ultimi cinque anni di riferimento. Il loro compito è quello di occuparsi della gestione corrente, pur nelle strette di un Comune in dissesto, e l’obiettivo principale è quello di approvare il bilancio stabilmente riequilibrato.

In teoria avrebbe dovuto essere già approvato dallo scorso 8 maggio, ma si è atteso l’esito di alcuni interventi chiesti al governo nazionale prima di redigerlo. Senza l’arrivo di risorse economiche a fondo perduto da Roma, inserite nel Decreto Crescita, si sarebbero dovuti tagliare diversi servizi ai cittadini facendo quella “macelleria sociale” che l’amministrazione voleva scongiurare. “Ci stiamo lavorando”, ha affermato più volte l’assessore al bilancio di Catania, Roberto Bonaccorsi che non si sbilancia sulla tempistica di presentazione del documento all’aula consiliare.

Antonio Leo
Desirée Miranda

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