Roma, 15 apr. (askanews) – Il dl sicurezza si ‘incarta’ in commissione Bilancio del Senato. La ‘mole’ di emendamenti presentati in aula, oltre mille quelli delle opposizioni che contestano in toto il provvedimento, ha ingolfato il lavoro sui pareri alle proposte di modifica. A pomeriggio inoltrato la commissione Bilancio non è arrivata ad esaminarne neanche la metà.
Dopo un tentativo andato a vuoto di ‘moral suasion’ da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa, nella ricerca di un accordo con i gruppi di minoranza sulla data del voto finale, la maggioranza ha dovuto prendere atto: conclusa la discussione generale dell’assemblea di Palazzo Madama si è rinviato a domani mattina, alle ore 10, il prosieguo dell’esame. In attesa che la Bilancio termini il suo lavoro. I tempi sono ormai strettissimi: il decreto legge deve essere convertito in legge il 25 aprile e deve ancora fare il secondo passaggio alla Camera.
Il centrodestra avrebbe voluto porre la questione di fiducia, come fatto sugli altri due interventi in tema di sicurezza, ma ha la necessità di intervenire su alcune parti problematiche, a cominciare dall’articolo 1 sui coltelli, e ha presentato 37 proposte di modifica. Votare emendamento dopo emendamento resta quindi una strada obbligata. Dalla loro parte tuttavia ci sono i tempi contingentati.
Le opposizioni in ogni caso non sembrano intenzionate a fare sconti a governo e centrodestra e annunciano il muro contro muro non desistendo dal mettere in atto l’ostruzionismo. D’altronde, sostengono, se il “decreto-reatificio” dovesse decadere sarà meglio così. “Vedessero loro come pensano di poter risolvere questa condizione di difficoltà nella quale si sono messi con le loro mani”, sottolinea il capogruppo del Misto Peppe de Cristofaro (Avs), mentre il presidente dei senatori dem Francesco Boccia evidenzia: “la maggioranza è allo sbando. Noi – dice – non possiamo fare altro che difendere la dignità del Parlamento e la nostra forte volontà di fare di tutto per non far convertire questo decreto legge che farà solo danni”.
Per quanto ci riguarda in aula si lavorerà emendamento per emendamento e si arriverà in fondo quando si arriverà in fondo”, è il commento del capogruppo dei Cinque Stelle Luca Pirondini. E De Cristofaro aggiunge: “le norme penali si decidono con i ddl, senza un orologio che sta scadendo, perché siccome si parla di cose come la libertà delle persone o di manifestare non si fa con la scadenza che arriva da un giorno all’altro”.
Ma al termine della capigruppo informale che ha stabilito il rinvio a domani, Lucio Malan (Fdi) puntualizza che “verosimilmente” il decreto legge sarà approvato entro “venerdì” e annuncia che da domani “si andrà avanti a oltranza”. Sul tema della sicurezza, con norme bandiera per l’esecutivo Meloni non è previsto alcun passo indietro.

