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Pesca,Coldiretti: Comm. Ue userà fondi Feampa per caro carburanti

Pesca,Coldiretti: Comm. Ue userà fondi Feampa per caro carburanti

Utile ma non sufficiente, servono risorse nuove non spostare fondi

Roma, 15 apr. (askanews) – La Commissione Ue ha annunciato l’imminente attivazione delle misure emergenziali a sostegno del settore della pesca, duramente colpito dall’aumento dei costi energetici legati alla crisi in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’intervento, che prevede la possibilità per gli Stati membri di compensare i maggiori costi e le perdite di reddito, oltre al sostegno allo stoccaggio dei prodotti ittici per stabilizzare i prezzi, rappresenta uno strumento utile nell’immediato per fronteggiare una situazione di forte difficoltà. Lo rende noto Coldiretti, specificando che le misure saranno retroattivamente ammissibili dal 28 febbraio 2026 fino alla fine dell’anno e potranno essere attivate rapidamente utilizzando meccanismi già sperimentati durante le crisi Covid-19 e Ucraina.

Resta tuttavia un nodo fondamentale, sottolinea però la confederazione agricola: “non si tratta di nuove risorse europee, ma di fondi del Feampa già destinati al settore. In sostanza, vengono utilizzate risorse già assegnate alle imprese della pesca, analogamente a quanto avviene per il fondo di crisi in agricoltura, alimentato dagli stessi agricoltori e non da nuove disponibilità”.

Un aspetto che per Coldiretti comporta il rischio di ridurre le risorse disponibili per la programmazione ordinaria del comparto. “Se oggi infatti questi fondi vengono impiegati per affrontare l’emergenza carburanti, domani non potranno essere utilizzati per altri interventi strategici, con il pericolo di lasciare scoperti ambiti essenziali per lo sviluppo e la competitività delle filiere”.

La situazione per il comparto resta particolarmente critica: le quotazioni del gasolio risultano raddoppiate rispetto al periodo precedente al conflitto, con il carburante che rappresenta fino a oltre la metà dei costi sostenuti dalle imprese ittiche. Nel 2025 le vendite di gasolio per la pesca hanno superato i 200 milioni di litri, secondo un’analisi Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente. Una dinamica che ha costretto molte flotte a operare in perdita o a ridurre le uscite, favorendo le importazioni di prodotto straniero e mettendo a rischio un settore che conta circa 12mila imbarcazioni e 28mila lavoratori, oltre a un ampio indotto.

Alla luce di questo quadro, Coldiretti sottolinea che l’intervento rappresenta “un passo utile ma non sufficiente. Senza l’attivazione di nuove risorse europee si rischia di spostare semplicemente fondi da un’esigenza all’altra, senza risolvere le criticità strutturali. Diventa quindi necessario prevedere strumenti finanziari aggiuntivi, anche attraverso forme di debito comune europeo, per sostenere in modo efficace e duraturo i settori più colpiti, a partire dalla pesca e dall’agricoltura, garantendo stabilità e sostenibilità nel tempo”.