Donazioni organi, triste primato per la Sicilia - QdS

Donazioni organi, triste primato per la Sicilia

Andrea Carlino

Donazioni organi, triste primato per la Sicilia

giovedì 12 Dicembre 2019 - 00:00
Donazioni organi, triste primato per la Sicilia

Il Direttore del Cnt, Massimo Cardillo, al QdS: “Il tema purtroppo non è ancora entrato nella cultura diffusa”. L’Isola al penultimo posto in italia per dichiarazioni di volontà: percentuali di opposizione sopra il 40%

PALERMO – Altro triste primato per la Sicilia. L’Isola è al penultimo posto in Italia per dichiarazioni di volontà in tema di donazione di organi. Un primato di cui non si può andare certo fieri.

La maglia nera, in base alla rilevazione del Centro Nazionale Trapianti, spetta a Catania, che, con appena il 49 per cento dei consensi, si colloca al quintultimo posto fra i capoluoghi di provincia italiani. Al di sotto della media nazionale (67%) anche Palermo.

Gli unici capoluoghi siciliani che superano la sufficienza sono Enna e Trapani. L’analisi del Centro Nazionale Trapianti elabora i risultati della raccolta delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti attraverso il rilascio o il rinnovo della carta d’identità elettronica. Tre i parametri presi in considerazione: la percentuale dei consensi sul totale delle dichiarazioni registrate e quelle dei consensi e delle dichiarazioni complessive sul totale delle carte d’identità emesse da ciascun comune.

L’analisi ha messo in fila i numeri realizzati dai 6.274 comuni nei quali è possibile registrare la volontà alla donazione, con una copertura del servizio sul 92% della popolazione residente. Il Quotidiano di Sicilia ha potuto consultare l’intera classifica della Sicilia: a primeggiare, tra i comuni, c’è Marianopoli, paesino in provincia di Caltanissetta (1817 abitanti) con l’80% di consensi, poi troviamo Buccheri, in provincia di Siracusa con il 72%, Camastra, in provincia di Agrigento, con il 69% e Realmonte, sempre in provincia di Agrigento, con il 65%. A seguire Ustica (Palermo) e Santa Ninfa (Trapani) con il 64%, Villabate (Palermo) con il 63% e Sant’Angelo di Brolo (Messina) con il 62%. Il primo paese della provincia di Catania è Licodia Eubea, al 16esimo posto, con il 60%.

Al Quotidiano di Sicilia, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Massimo Cardillo, commenta così i dati: “Si può fare molto di più. Le percentuali di chi si oppone alla donazione restano alte: intorno al 32-33% a livello nazionale e purtroppo sopra il 40% nelle regioni del Sud, Sicilia inclusa. Questo significa che il tema della donazione non è ancora entrato nella cultura diffusa del Paese, vuol dire che serve più informazione. Solo così si può rispondere ai timori della gente davanti alla donazione. Il gap tra Nord e Sud è presente anche in questa classifica: “Più che aumentare non si riduce, ma è comunque un problema grave. Il dato organizzativo è determinante, la differenza in ambito sanitario tra Nord e Sud è un problema che non riguarda solo la donazione degli organi. Lavorare per ridurre complessivamente le diseguaglianze nel diritto alla salute porterebbe un beneficio grande anche al settore dei trapianti”.

E sui motivi per cui in Sicilia i dati sono così sconfortanti osserva: “C’è sicuramente una minore fiducia nella sanità locale di quanta non ne abbiano i cittadini di altre regioni, specialmente al Nord. Questo dato incide molto al momento della donazione se la richiesta viene fatta in rianimazione, alla famiglia della persona deceduta, e anche alla richiesta della dichiarazione di volontà all’ufficio anagrafe. Ma ci sono anche situazioni positive. Si può ripartire da qui per invertire la tendenza anche nel resto della regione”.

Andrea Carlino

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