Carta di identità elettronica, in Sicilia 15 inadempienti - QdS

Carta di identità elettronica, in Sicilia 15 inadempienti

Serena Giovanna Grasso

Carta di identità elettronica, in Sicilia 15 inadempienti

venerdì 06 Settembre 2019 - 02:00
Carta di identità elettronica, in Sicilia 15 inadempienti

Ministero dell’Interno: tra i grandi assenti troviamo il Comune di Palermo, l’unica grande città italiana non ancora a regime. Trapani e Agrigento le province con il maggior numero di defezioni. A Enna, Siracusa e Ragusa tutti gli Enti erogano il servizio

PALERMO – “Progetto carta di identità elettronica”: sono quindici i Comuni siciliani a mancare all’appello. Diritto sottratto a 755 mila cittadini siciliani, pari al 14,9% dell’intera popolazione. Tra i grandi assenti troviamo il Comune di Palermo con i suoi 674 mila abitanti, Comune che secondo fonti del ministero dell’Interno dovrebbe ultimare il subentro entro il prossimo primo ottobre (il primo annuncio risaliva al 2016, poi rinnovato all’anno successivo, fino ad arrivare rinvio dopo rinvio, con grande fatica, a questa data). Palermo, su 7.914 Comuni italiani, è l’unica grande città a non essersi messa ancora a regime con la carta di identità elettronica.

Agrigento e Trapani sono le province con il maggior numero di assenze: infatti, risultano ancora inadempienti Ribera, Racalmuto, Lampedusa e Linosa, Montevago e Joppolo Giancaxio nell’agrigentino, e Calatafimi Segesta, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa e Pantelleria nel trapanese. Ad Enna, Siracusa e Ragusa tutti i Comuni erogano già il servizio di carta di identità elettronica. A Caltanissetta, Catania e Messina le inadempienze riguardano un Comune per provincia e si tratta rispettivamente di Santa Caterina Villarmosa, Fiumefreddo di Sicilia e Alcara Li Fusi. Infine, a Palermo oltre al Capoluogo risultano assenti anche Ustica e Cefalà Diana.

In generale, tutte le regioni italiane presentato inadempienze, ad eccezione della Valle d’Aosta e della Toscana, le uniche due regioni in cui tutti i Comuni hanno regolarmente proceduto al subentro. Friuli Venezia Giulia (inadempiente uno dei 215 Comuni), Basilicata (due su 131) ed Emilia Romagna (5 su 328) sono le regioni con il numero più contenuto di mancati subentri. Mentre in Piemonte è possibile osservare il numero più elevato (123 sui 1.181 Comuni), pari ad oltre un quarto dei 409 Comuni italiani ancora incapaci di erogare Cie.

La Carta di identità elettronica è il documento personale che attesta l’identità del cittadino, realizzata in materiale plastico, dalle dimensioni di una carta di credito e dotata di sofisticati elementi di sicurezza e di un microchip a radiofrequenza che memorizza i dati del titolare. La foto in bianco e nero è stampata al laser, per garantire un’elevata resistenza alla contraffazione. Sul retro della carta, il Codice fiscale è riportato anche come codice a barre.

Oltre alla classica funzione di identificazione, la Carta d’identità elettronica può essere utilizzata anche per richiedere un’identità digitale sul sistema Spid (Sistema pubblico di identità digitale). Quest’ultima, usata insieme alla Cie, garantisce l’accesso ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Inoltre, la Cie potrà essere utilizzata anche per passare i controlli elettronici ai varchi aeroportuali o anche come badge sui posti di lavoro.

La validità della carta di identità elettronica varia a seconda dell’età del titolare ed è di tre anni per i minori di età inferiore a tre anni, cinque anni per i minori età compresa tra tre e diciotto anni e dieci anni per i maggiorenni. Il costo della Carta è di euro 16,79, oltre i diritti fissi e di segreteria, nei casi in cui sono previsti.

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