La Sicilia ha un ruolo strategico nella transizione energetica e climatica del Mediterraneo. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nel videocollegamento che ha aperto Ecomed 2026. Secondo il ministro, l’appuntamento organizzato a SiciliaFiera “mette correttamente la Sicilia al centro della transizione energetica e climatica nel nostro Mediterraneo”, dove questi elementi devono diventare trainanti anche per fermare la fuga dei cervelli. “Dobbiamo tutti insieme andare avanti, investire sul green job e le competenze dei nostri giovani – ha dichiarato Fratin – per fermare la fuga dei cervelli e rendere la Sicilia un hub tecnologico dell’eccellenza, come deve essere anche l’Italia tutta”.
Ecomed 2026, grande assente il governatore Schifani
All’inaugurazione di Ecomed 2026 era atteso ma non è arrivato anche il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che secondo indiscrezioni avrebbe dovuto affrontare il tema dell’aggiornamento del piano rifiuti regionale, approvato il 15 aprile dall’Unione europea. Il programma predisposto dal governo siciliano prevede nove impianti di selezione, recupero e raffinazione dei materiali, sette piattaforme dedicate alla raccolta differenziata, due impianti per il trattamento dei pannolini usati, sette ampliamenti di discariche esistenti, due biodigestori e due termovalorizzatori da realizzare a Palermo e Catania. L’investimento complessivo supera 1,5 miliardi di euro di fondi statali e, nelle previsioni della Regione, il sistema dovrebbe entrare a regime entro il 2028.
Rifiuti in Sicilia, Clini: “Presto cambio radicale, ma oggi siamo ancora in emergenza”
Per Corrado Clini, che del piano aggiornato è stato consulente, l’ok di Bruxelles porterà a “un cambio radicale, perché ancora oggi – ha detto l’ex ministro dell’Ambiente del governo Monti – siamo in una situazione di emergenza con le discariche che si sono prese più del 50 per cento dei rifiuti, ma molti rifiuti partono dalla Sicilia e vanno a finire in giro per l’Europa con prezzi altissimi. Il presidente Renato Schifani – ha spiegato Clini – ha lavorato con tenacia andando avanti su una via molto netta. Con Salvo Cocina e Gaetano Armao abbiamo fatto squadra per dare una direzione di sviluppo alla Regione”.
Cambiamenti climatici nel Sud del Mediterraneo
Aprendo con il suo intervento il talk d’inaugurazione di Ecomed, il professore ha spiegato – in veste di presidente onorario del Comitato scientifico della manifestazione – che l’edizione del 2026 nasce in mezzo a due crisi. “La prima emergenza riguarda il ciclone Harry e, più in generale, gli effetti dei cambiamenti climatici nel Sud del Mediterraneo, che favoriscono la formazione di cicloni un tempo molto rari e oggi sempre più frequenti. A volte colpiscono la Sicilia, altre volte la Libia o l’Egitto. Si tratta di un problema serio, perché i danni provocati da questi eventi sono importanti. L’obiettivo di Ecomed 2026 è affrontare il tema con realismo, individuando le politiche necessarie da mettere in campo. Occorre partire dalla consapevolezza che questo rischio esiste ed è destinato a incidere sempre di più sul territorio”.
Il paragone è con il Giappone, “che convive con il rischio sismico e organizza città, edifici e infrastrutture tenendo conto di questa vulnerabilità. Allo stesso modo, anche la Sicilia deve iniziare a pianificare il proprio sviluppo considerando il rischio climatico”. Clini ha citato anche Niscemi, in platea anche il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina. “Il caso di Niscemi non è stato un episodio improvviso: precipitazioni intense su un territorio già fragile possono generare conseguenze gravi e prevedibili”. Poi ritorna il tema dei rifiuti, l’approvazione del piano di aggiornamento regionale “è una buona notizia”. Lo è anche per il sindaco di Misternbianco Marco Corsaro favorevole, “a soluzioni che siano sempre di buon senso”.

Infatti, “il problema rifiuti in Sicilia non è ancora del tutto risolto – ha detto Corsaro nella doppia veste di componente del Consiglio nazionale di Anci – molti Comuni stanno lavorando per aumentare la raccolta differenziata, soprattutto nei centri medio-grandi, ma resta aperta la questione delle tariffe. Bene riciclo e produzione di energia dai rifiuti, purché i benefici si traducano in un alleggerimento dei costi per famiglie e imprese”, ha specificato.
Imprese, tra raffinazione e sostenibilità
Lato imprese, sono stati presenti a Ecomed il presidente di Confindustria Sicilia e Confindustria Catania. Se Diego Bivona ha difeso il peso della raffinazione in Sicilia (intervenendo nel talk iniziale), Maria Cristina Busi Ferruzzi ha sottolineato la necessità da parte delle imprese di impegnarsi, senza rimpianti, negli investimenti in sostenibilità. “Le imprese devono assolutamente capire che è un momento favorevole per la Sicilia, perciò in questo momento non dobbiamo rallentare. Come presidente di Confindustria Catania spingo molto i nostri associati ad andare avanti, a progredire. Capisco che la sostenibilità costa, non è solo una parola, ma è nostro preciso dovere intervenire”. “Spero di essere un buon esempio con il mio gruppo – ha aggiunto Busi – siamo stati i primi a mettere le macchine elettriche, il fotovoltaico, adesso stiamo iniziando i lavori del magazzino; quando sarà terminato diventeremo totalmente indipendenti da un punto di vista energetico. Abbiamo acquistato una linea nuova di imbottigliamento che farà vetro a rendere e anche lattine. È completamente nuova, la prima in Europa”.
“L’insicurezza dell’approvvigionamento ha ricordato quanto sia strategico il settore della raffinazione – ha ricordato invece Diego Bivona – la raffinazione è strategica per il Paese e non può limitarsi a una sola realtà industriale. Si dovrebbero definire tutte le raffinerie della Sicilia strategiche per il Paese. Non sarebbe un passaggio soltanto formale o utile alle singole società, ma importante perché la raffinazione non è un’industria decotta destinata alla chiusura. Al contrario rappresenta il futuro dello sviluppo, perché avremo bisogno di combustibili fossili ancora per molti anni”.
Sul fronte della transizione energetica, il presidente degli industriali siciliani ha sottolineato che “le raffinerie non chiedono aiuti, ma devono essere accompagnate nella transizione energetica, perché gli investimenti sono onerosi”. Quindi ha ricordato che “Gela ha avviato la prima bioraffineria d’Italia e la compagine Eni-Q8 lancerà i lavori per la riconversione di Versalis in bioraffinazione con Hvo e Saf. Ma non è tutto; tutte le aziende del polo industriale siracusano stanno studiando progetti di decarbonizzazione, e-fuel e idrogeno. È previsto anche un grande impianto da 100 megawatt di idrogeno verde”.
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