Simbolo da oltre tre decenni di degrado sociale e luogo anche di episodi di microcriminalità, adesso l’ecomostro di via Tiro a Segno a Palermo va verso la demolizione. Nei giorni scorsi infatti il Consiglio Comunale ha votato un ordine del giorno a prima firma della consigliera di Fratelli d’Italia Teresa Leto dove sia maggioranza che opposizione hanno votato a favore della demolizione della struttura. Fatto che da anni sia il sindaco Roberto Lagalla che l’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta portano avanti, ma che per intoppi burocratici ha subito diversi rallentamenti.
“Siamo ormai ad un passo dall’abbattimento e contiamo di farlo entro l’estate – sottolinea a QdS.it la consigliera comunale di FdI Teresa Leto -. Nel mese di dicembre il consiglio comunale con un emendamento al piano triennale delle opere pubbliche ha stanziato un milione e mezzo per l’abbattimento e la riqualificazione dell’area. Riteniamo che da un’opera abusiva non può sorgere nulla, significherebbe promuovere l’illegalità. Dalla via Tiro a Segno nascerà una nuova piazza destinata al verde, con spazi per attività sportive e ludiche, progettata per i bambini e le famiglie del quartiere”.
Ecomostro di via Tiro a Segno, un iter lungo
Un iter durato lunghi anni con gli uffici comunali che non si sono fermati: hanno prima lavorato alla bonifica della struttura, poi si è passata all’analisi tecnica con il rischio idrogeologico e la valutazione dell’ecomostro. “La consigliera Teresa Leto è promotrice di questa battaglia ormai da anni – sottolinea il capogruppo di FdI al Comune di Palermo Giuseppe Milazzo -. Questo è un bene abusivo, a rischio idrogeologico e che necessiterebbe di una doppia valutazione urbanistica per avere chance di essere recuperato. Se lo lasciassimo in piedi, passerebbe un brutto principio per la cittadinanza. E’ un simbolo dell’abbandono e del mancato rispetto delle regole“.
Grande attenzione sulle tempistiche per la demolizione dell’ecomostro. “Entro l’estate penso si possa realizzare quanto promesso, con una spesa intorno ad 1,5 milioni di euro. L’abbattimento è coerente con gli stanziamenti previsti. Vorremmo creare qui un giardino della memoria da intestare alla memoria di fratel Biagio Conte perché riprogrammare urbanisticamente questa struttura abusiva, impegnerebbe tanto tempo. Diventerebbe la storiella di un’opera annunciata da decenni ma mai realizzata. Abbattiamolo. Io sono di borgata, facciamo ance un campetto di calcio per i bambini“.
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