I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Trapani, nell’ambito dell’attività di controllo economico del litorale, hanno sorpreso e deferito all’Autorità Giudiziaria di Trapani, il comandante di un peschereccio che, approfittando del buio della notte, era intento alla pesca a strascico all’interno dell’Area Marina Protetta Isole Egadi. Lo stesso, alla vista della motovedetta della Guardia di Finanza, nel vano tentativo di eludere il controllo, ha tagliato i cavi d’acciaio dello strumento da pesca in immersione, abbandonando l’intera attrezzatura sul fondale marino oggetto di tutela ambientale.
Ultimato il controllo di polizia del mare da parte dei finanzieri, il comandante del peschereccio, ignaro di essere ancora osservato occultamente dai militari, tornava sul sito per recuperare la rete ed i relativi divergenti, poco prima abbandonati, non esitando, a tal fine, a strascicare con un’ancora il fondale marino. I militari palesavano dunque nuovamente la loro presenza rinvenendo, a bordo del peschereccio, l’intero sistema per lo strascico appena recuperato ed invece assente nel corso del controllo di polizia effettuato poco prima.
Il comandante della motobarca deferito per gli illeciti
Il comandante della motobarca veniva, quindi, deferito all’Autorità Giudiziaria di Trapani per le violazioni connesse alla normativa vigente a tutela dell’habitat delle aree marine protette, nonché contestate le violazioni amministrative connesse alla mancata assunzione di uno dei componenti dell’equipaggio, sorpreso dalle Fiamme Gialle in attività lavorativa in assenza di regolare contratto di assunzione.
Le Fiamme Gialle operano costantemente per il contrasto del sommerso da lavoro che arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati e compromette la leale e sana competizione tra imprese.
I controlli in materia di pesca e di commercio dei prodotti ittici, eseguiti dalla Guardia di Finanza lungo il litorale costiero trapanese e delle frontaliere isole Egadi, sono riconducibili alla più ampia azione di polizia economico- finanziaria in mare. Il Corpo, infatti, attraverso la propria componente navale, si pone, fra gli altri, l’obbiettivo di salvaguardare l’ambiente marino, contrastando la pesca di specie ittiche vietate, effettuata oltre i limiti quantitativi ammessi dalla legge o, come in questo caso, esercitate all’interno di un’area marina protetta riconosciuta quale uno dei siti di conservazione delle specie marine più importante d’Europa, tutelato, finanche dalla Convenzione di Berna ratificata dalla Legge 503/1981 e della direttiva 92/43/CE sulla conservazione della biodiversità.
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