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In Sicilia mancano elettricisti, le imprese li cercano in Argentina. I formatori: “E i nostri giovani?”

In Sicilia mancano elettricisti, le imprese li cercano in Argentina. I formatori: “E i nostri giovani?”
Elettricista – foto di Imagoeconomica

L’iniziativa di Sicindustria per aiutare le aziende a rispondere alle difficoltà di reperire personale qualificato

Il lavoro è un tallone d’Achille in Sicilia, questo è risaputo. Uno dei problemi riguarda la difficoltà delle imprese di reperire personale qualificato che penalizza le aziende nella crescita e nella competizione. Ecco perché l’iniziativa di Sicindustria, associazione degli industriali siciliani presente in sette città su nove dell’Isola, può essere una prima risposta concreta alla richiesta di fabbisogno.

Elettricisti in Sicilia dall’Argentina, la nascita del progetto

Sicindustria e Osmosi, agenzia per il lavoro associata all’organizzazione con sede a Caltanissetta, insieme ad altri enti hanno avviato il progetto un anno fa: sono stati formati 25 elettricisti in Argentina che adesso sono stati assunti da imprese associate proprio a Sicindustria in modo da rispondere alla difficoltà delle aziende di reperire personale qualificato.

Tra i motivi di questa iniziativa c’è la necessità di “costruire percorsi che mettano in relazione formazione, competenze e lavoro, anche superando i confini nazionali” ha spiegato il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo.

Sicilia-Argentina, non solo occupazione ma anche istruzione

Negli ultimi anni questo connubio Sicilia-Argentina è cresciuto notevolmente: sono tante infatti le comunità argentine presenti sull’Isola e viceversa i siciliani. “I rapporti tra Italia e Argentina – precisa Rizzolo – non possono limitarsi agli scambi commerciali. C’è un legame molto più profondo da alimentare anche attraverso le nuove generazioni”.

Proprio nell’ottica di questa sinergia parallelamente all’aspetto occupazionale Sicindustria e SFC (Sistemi Formativi Confindustria), si sono impegnate a sostenere la spedizione in Argentina di libri destinati alle scuole italiane, nell’ambito del progetto Ponti di carta.

Si tratta di un’iniziativa di solidarietà culturale promossa da Angelo Melillo, dirigente scolastico in servizio presso i Consolati generali d’Italia a La Plata e Bahia Blanca. Lo scopo è recuperare libri di scuola primaria, in buone condizioni e non utilizzati più nel nostro Paese, e spedirli alle scuole italiane in Argentina.

Sicindustria e SFC si sono impegnate a sostenere le spese di spedizione, con il contributo anche dell’istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Benevento.

Gli enti di formazione a Sicindustria: “Bene l’iniziativa, ma prima i lavoratori cerchiamoli in Sicilia”

Negli scorsi giorni sull’iniziativa di Sicindustria sono intervenuti alcuni enti di formazione siciliani. In una nota a firma Gabriele Albergoni (CENFOP Sicilia), Joseph Zambito (ANFOP Sicilia), Benedetto Scuderi (ASEF), Tony Marfia (Federterziario), Emilio Romano (FormaRE) e Gabriele Leanza (FORMA Sicilia), gli enti “ritengono necessario evidenziare che in Sicilia è già in corso un importante investimento pubblico per formare le figure professionali più richieste dal mercato del lavoro”.

Gli enti di formazione parlano di “una svolta alla programmazione dell’offerta formativa” fatta dalla Regione Siciliana -, “orientando con l’Avviso 1/2026 POC importanti risorse verso edilizia, meccanica e impiantistica”.

“I numeri – secondo quanto riferiscono gli istituti formativi – sono particolarmente significativi: quasi 24,5 milioni di euro assegnati a 307 edizioni formative riconducibili ai tre settori, di cui circa 8,7 milioni per edilizia e costruzioni, 11,6 milioni per impiantistica e 4,2 milioni per meccanica e lavorazioni collegate, comprese saldatura e saldo-carpenteria”.

Chiesto un incontro a Sicindustria

Gli enti di formazione hanno richiesto un confronto con Sicindustria in quanto ritengono “possa rappresentare un’importante opportunità per rafforzare il collegamento tra formazione professionale e mondo produttivo” come spiegato al QdS.it da Gabriele Albergoni, presidente CENFOP Sicilia.

“La nostra posizione non è certamente di contrapposizione rispetto all’iniziativa di ricercare personale all’estero – precisa -, che consideriamo assolutamente legittima. Crediamo, tuttavia, che prima di rivolgersi ad altri mercati del lavoro sia opportuno valorizzare le competenze che il sistema formativo siciliano è già in grado di esprimere”.

“Un dialogo stabile con Sicindustria consentirebbe di creare un collegamento più diretto tra le figure professionali ricercate dalle aziende e le competenze formate sul territorio – prosegue Albergoni -. L’obiettivo è passare da un sistema che forma e uno che cerca personale a un sistema nel quale formazione e imprese collaborano concretamente alla costruzione delle opportunità occupazionali”.

Sicindustria – contatta dal QdS.it – ha manifestato “la piena disponibilità al confronto e al dialogo” per un confronto con gli enti di formazione.

Mancanza di strumenti per gli enti di formazione

Non sempre però gli enti di formazione hanno tutti gli strumenti necessari per contribuire alla crescita occupazionale in Sicilia. “Gli enti di formazione siciliani dispongono di competenze, strutture e professionalità consolidate, ma non sempre degli strumenti e dei margini di flessibilità necessari per esprimere pienamente le proprie potenzialità”, spiega Albergoni. “Il tema riguarda quindi soprattutto la necessità di rendere più flessibile l’attuazione dei percorsi formativi. Procedure amministrative rigide e adempimenti burocratici complessi spesso limitano la possibilità degli enti di adattare tempestivamente le attività alle esigenze e alle dinamiche produttive delle aziende.

Per il numero uno di CENFOP Sicilia le soluzioni ci sono: “Occorrono strumenti che favoriscano una maggiore flessibilità organizzativa e gestionale, nel rispetto della qualità della formazione e delle necessarie garanzie di trasparenza. La sfida è fare in modo che una programmazione già orientata ai fabbisogni occupazionali possa tradursi in percorsi altrettanto capaci di dialogare con i tempi e le esigenze delle imprese”.

Rapporti imprese-enti di formazione: come migliorare

Per migliorare la situazione occupazionale in Sicilia bisognerebbe, tra le altre cose, far crescere il rapporto tra enti di formazione e imprese. “È necessario superare le collaborazioni occasionali e costruire un rapporto stabile tra enti di formazione e imprese. Una prima proposta potrebbe essere l’attivazione, insieme a Sicindustria e alle associazioni degli enti di formazione, di un tavolo permanente di confronto, finalizzato a individuare modalità concrete di collaborazione”.

“Un’ulteriore iniziativa potrebbe riguardare l’attivazione di un portale regionale per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro – prosegue Albergoni -, accessibile alle imprese, agli enti di formazione e agli allievi qualificati e certificati. Attraverso questo strumento, le aziende potrebbero segnalare le figure professionali ricercate e i giovani conoscere le opportunità occupazionali coerenti con le competenze acquisite.

“Lo stesso portale potrebbe prevedere una sezione dedicata agli stage e ai tirocini – sottolinea Albergoni – attraverso la quale le imprese possano manifestare la propria disponibilità ad accogliere allievi in formazione, favorendo esperienze direttamente collegate alle esigenze produttive e a possibili prospettive di inserimento lavorativo. Spesso, infatti, il problema non è soltanto la carenza di personale qualificato, ma anche la mancata conoscenza reciproca tra aziende che cercano lavoratori e giovani che possiedono già le competenze richieste.

“L’obiettivo è costruire un collegamento stabile tra chi forma, chi cerca lavoro e chi offre occupazione – conclude Albergoni -, valorizzando le professionalità presenti sul territorio e creando nuove opportunità per i giovani siciliani”.

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