C’è chi rivendica continuità, chi esperienza, chi un volto nuovo per rilanciare la politica. Il 24 e 25 maggio i cittadini saranno chiamati alle urne. A contendersi la poltrona più alta di Palazzo VII Aprile a Marsala sono quattro candidati, espressione di visioni politiche, coalizioni e approcci amministrativi profondamente differenti tra loro.
I candidati a Marsala per le elezioni amministrative 2026
C’è l’uscente, Massimo Grillo con una coalizione civica e centrista, composta dal suo movimento Liberi, dall’Udc, e dalle liste Lilibeo Viva e Vivere la Città. A frapporsi un altro volto noto, Giulia Adamo, già presidente della Provincia di Trapani, sostenuta da sei liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Coraggio e Passione, Noi moderati/Noi marsalesi e movimento Arcobaleno. Altro volto noto quello di Andreana Patti, funzionaria della pubblica amministrazione e già in passato assessore, sostenuta da sette liste: Pd, Alleanza Verdi Sinistra, M5S-Psi, Com-Patti, Si Muove la Città, Marsala Civica/Sud chiama Nord e Progettiamo Marsala. E poi l’imprenditore Leonardo Curatolo, residente tra la Grecia e il trapanese per motivi lavorativi, sostenuto da un’unica lista, Marsala futura.
Prospettive e piani a confronto
Ognuno ha espresso il suo modello di governo per la città. Secondo Grillo, la sua Amministrazione ha gettato le basi per una vera e propria metamorfosi urbana: “Le opere realizzate, i cantieri avviati, i quartieri rigenerati e gli investimenti ottenuti raccontano una verità semplice: Marsala ha avviato un cambiamento concreto nei quartieri popolari e in tutta la città”. Il sindaco uscente respinge le critiche rivendicando una pianificazione che sta portando frutti tangibili. “Abbiamo avviato un lavoro concreto: interventi per la viabilità e la sicurezza stradale, illuminazione delle aree turistiche, valorizzazione della laguna e delle attività sportive legate al kite surf, riqualificazione di spazi pubblici e attenzione costante ai servizi del territorio”, spiega con fermezza, ponendo l’accento sulla cura del territorio. Una delle principali novità organizzative proposte per il futuro riguarda il decentramento e l’efficienza dei servizi nelle contrade: “Con l’istituzione dei municipi e un assessore delegato ai servizi primari, stiamo costruendo un’organizzazione più vicina ai cittadini, più efficiente e più puntuale”.
Giulia Adamo nel tornare in politica mette al primo posto della sua agenda l’emergenza idrica: la priorità assoluta sarà l’acqua, da garantire attraverso una rete idrica efficiente, il rifacimento delle tubazioni e il riuso agricolo delle acque depurate. Ma la vivibilità passa anche da interventi immediati sulla quotidianità: sicurezza, decoro urbano, illuminazione, videosorveglianza e una gestione moderna dei rifiuti sono considerati strumenti essenziali per restituire qualità della vita ai cittadini. La visione di sviluppo economico della candidata guarda con decisione alle risorse naturali, ambientali e culturali del territorio. Il programma punta sulla valorizzazione dello Stagnone, di Mozia, del litorale, del porto e del patrimonio archeologico e culturale per “creare turismo tutto l’anno e nuove opportunità di lavoro”. Nel sociale, garantisce attenzione a giovani, sport, formazione e sanità territoriale, con un occhio di riguardo per disabilità, autismo, famiglia e contrasto alla violenza.
Sul versante progressista e di centrosinistra, la figura attorno alla quale si è costruita un’ampia coalizione è quella di Andreana Patti. Il suo manifesto programmatico punta a garantire servizi efficienti e accessibili a tutti, strade illuminate e sicure, spazi pubblici curati, supporto alle famiglie e attenzione ai più fragili e ai bambini. Accanto al welfare, propone il sostegno alle imprese, al lavoro e allo sviluppo, vedendo nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale e nella promozione del turismo un motore di crescita economica e sociale. “A Marsala – spiega Patti – esistono comunità vive, alimentate dall’associazionismo, dal volontariato, dalle parrocchie, dove ad essere assente è l’Amministrazione. E noi vogliamo colmare questo vuoto, con un progetto politico, e non solo un programma elettorale che, partendo da un principio di responsabilità verso gli altri, ‘I Care’, ‘mi sta a cuore’, costruisca una Marsala più giusta, più vicina e più solidale, in cui nessuno viene lasciato indietro o solo”.
A completare il quadro dei candidati è Leonardo Curatolo, l’outsider di questa tornata elettorale. Lui propone una visione di rilancio fondata su innovazione, sostenibilità e valorizzazione dell’identità locale. Al centro del programma ci sono il rafforzamento della macchina amministrativa con giovani, formazione e meritocrazia, il recupero delle periferie e il ritorno dei “cervelli in fuga” attraverso incentivi e opportunità per professionisti e imprese. Grande attenzione è dedicata alla transizione ecologica: “Marsala deve puntare – ha detto Curatolo – a diventare energeticamente autonoma e a emissioni zero entro il 2031, con energie rinnovabili, mobilità elettrica e comunità energetiche”. Sul piano economico, l’imprenditore vuole rilanciare agricoltura e turismo valorizzando il vino Marsala, l’enogastronomia e gli eventi culturali. Tra le priorità spiccano la gestione dell’acqua, la sicurezza urbana, la mobilità sostenibile con parcheggi intelligenti e il recupero del centro storico come polo culturale, commerciale e turistico. Nelle sue dichiarazioni il candidato parla di “un patto con la città”, basato su trasparenza, partecipazione e amore per Marsala.
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