Elezioni Politiche 2022, Meloni vince ma trionfa l'astensionismo - QdS

Elezioni Politiche 2022, Meloni vince ma “trionfa” l’astensionismo. Giù Lega-FI, delusione Dem

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Elezioni Politiche 2022, Meloni vince ma “trionfa” l’astensionismo. Giù Lega-FI, delusione Dem

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lunedì 26 Settembre 2022 - 06:19

Fratelli d'Italia primo partito, crollano gli alleati del Centrodestra. Delude il PD. Ma il dato più significativo riguarda l'astensione: un italiano su tre non ha votato.

Nessuna sorpresa dall’urna elettorale. Il risultato parziale delle elezioni Politiche 2022 del 25 settembre ha confermato le sensazioni della vigilia, con la Coalizione di Centrodestra vincente e trainata da Fratelli d’Italia della sua leader Giorgia Meloni.

FdI si rivela primo partito del Paese con quasi il 26% delle preferenze, seguito dal Partito Democratico al 19,4% (appena sotto la soglia del 20% sperata negli ambienti del Nazareno). Resiste il Movimento 5 Stelle che conquista un significativo 16,5%, ma crollano Lega e Forza Italia, che si fermano rispettivamente all’8,5% e all’8%.

Importante risultato del Terzo Polo che viaggia al 7,5%. L’alleanza Verdi-Sinistra viene data al 3,5%, mentre +Europa è al 3,0%.

In base ai dati del Viminale, sullo scrutinio di 55.676 sezioni su 61.417, alla Camera il Centrodestra è avanti con il 44,31%, mentre il Centrosinistra è al 26,41%. Il Movimento 5 Stelle è al 14,93% e il Terzo Polo al 7,74%. Italexit è all’1,92%, Unione Popolare all’1,41%.

Al Senato, su 38.701 sezioni scrutinate su 60.399, il Centrodestra è in testa con il 44,19% mentre la Coalizione di Centrosinistra è al 26,91%. Il Movimento 5 Stelle è al 14,93% e il Terzo Polo è al 7,71%.

Elezioni, Meloni esulta: “Tempo della responsabilità”

“Ho voluto fare un rapido commento di questa giornata. Rimandiamo a domani tutte le valutazioni più profonde, più complete sul risultato elettorale. I dati sono ancora non definitivi ma mi pare che da quello che emerge dalle prime proiezioni si possa dire che dagli italiani in queste elezioni politiche è arrivata una indicazione chiara“, ha detto nella notte Giorgia Meloni, commentando il dato elettorale all’Hotel Parco dei Principi di Roma.

Questo è il tempo della responsabilità, il tempo in cui se si vuole far parte della storia si deve capire quale responsabilità abbiamo verso decine di milioni di persone perché l’Italia ha scelto noi e non la tradiremo come non l’abbiamo mai tradita”, ha aggiunto la fondatrice di Fratelli d’Italia.

Meloni premier? Tajani frena: “Decisione dopo vertice”

Rimane ancora da chiarire, comunque, se sarà proprio Giorgia Meloni ad assumere la carica di premier tanto agognata. Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, frena: “Noi non abbiamo pregiudizi nei confronti di Giorgia Meloni, ma la decisione verrà dopo un vertice di Berlusconi, Salvini e Meloni e con il presidente della Repubblica che avrà l’ultima parola, perché è la Costituzione che lo prevede”.

A tal proposito, nessun commento ancora da Silvio Berlusconi, leader azzurro. Come da tradizione, infatti, il presidente di Forza Italia ha preferito rimanere in silenzio e attendere i dati definitivi che giungeranno nelle prossime ore.

M5S terza forza, delusione Dem

Tra le tante voci della notte vi è anche quella di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle. “Tutti ci davano in picchiata e la rimonta è stata significativa: siamo la terza forza politica e quindi abbiamo una grande responsabilità”, ha commentato l’ex presidente del Consiglio.

Il M5S, secondo le previsioni precedenti al voto, era dato al di sotto del 10% ma ha “tamponato” la discesa perdendo la metà del consenso rispetto all’exploit del 2018.

Emerge delusione, invece, nell’area Dem. La vicepresidente del PD, Debora Serracchiani, riconosce la sconfitta: “Non possiamo non attribuire la vittoria alla destra. Una serata triste. Siamo però la prima forza di opposizione in Parlamento”. Nessun commento da parte del segretario Enrico Letta, il quale potrebbe anche pensare alle dimissioni a seguito del possibile mancato raggiungimento del 20%, soglia “psicologica” minima.

Elezioni, la più alta astensione di sempre

Ma a saltare all’occhio alla chiusura dei seggi è il dato preoccupante dell’affluenza, ancora una volta in decisa flessione. Soltanto il 63,9% degli aventi diritto è andato a votare. In occasione delle elezioni Politiche del 2018, infatti, a recarsi alle urne era stato il 73,05%.

Il crollo segna così l’affluenza più bassa di sempre nel Paese repubblicano. A conti fatti, un italiano su tre ha preferito rimanere a casa. Un’assenza pesante che determina ancora una volta uno scoramento da parte dell’elettorato e la mancanza di una fetta importante di espressione popolare in cabina elettorale.

“Abbiamo un’affluenza quasi definitiva, perché mancano un centinaio di Comuni. Milano sta per concludere, sono rimaste poche sezioni. E devo dire che la percentuale che si ricava è circa il 9% in meno rispetto alle precedenti elezioni politiche”, ha commentato a caldo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

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