Emergenza affitti, 1 famiglia su 5 in Sicilia in ritardo nel pagamenti - QdS

Emergenza affitti, 1 famiglia su 5 in Sicilia in ritardo nel pagamenti

Pietro Vultaggio

Emergenza affitti, 1 famiglia su 5 in Sicilia in ritardo nel pagamenti

mercoledì 14 Aprile 2021 - 00:00

Proroga blocco sfratti dimenticata dal Dl Sostegni, l’allarme lanciato dal sindacato Sunia. Milazzo: “Istituzioni lente, in finanziaria regionale il problema casa è stato ignorato”

PALERMO – La corsa contro il tempo è iniziata: la scadenza del blocco sfratti, fissata per il 30 giugno, è alle porte. “Il decreto ‘Sostegni’ ha dimenticato del tutto la questione degli affitti, abitativi e commerciali e, più in generale, i problemi dei proprietari di immobili – dice Giorgio Spaziani Testa, presidente nazionale Confedilizia”.

Giusi Milazzo

Per capirne di più, abbiamo contattato Giusi Milazzo, segretaria regionale Sunia (Sindacato che tutela il diritto alla casa): “Confedilizia, con un punto di vista che tutela i proprietari, chiede qualcosa di simile a quello che abbiamo chiesto noi a livello nazionale, cioè instaurare un sistema di continuità, non fermandosi alla sola proroga del blocco. Chiediamo che ci sia un sistema che governi gli sfratti, un sistema di mediazione che riguardi tutte le situazioni di rischio, in cui, a fronte di canoni rinegoziati al ribasso, ci sia anche la possibilità che i fondi, destinati al sostegno affitto, possano andare ai proprietari che non proseguano nell’azione esecutiva dello sfratto. Pensiamo poi che possa essere utile un sistema di tassazione modificata per le locazioni: oggi abbiamo il canone di mercato al 21% con la cedolare secca ed il canone concordato al 10%. Perché non estendere il 10% a tutti i Comuni? Attualmente solo i centri con alta densità abitativa possono avere le agevolazioni. Confedilizia comunque ripropone, ribadisco con un punto di vista parziale, il tema degli sfratti e la mancanza di misure utili ad affrontare il problema. Ci stiamo muovendo tutti per la risoluzione, ma è chiaro che noi ci poniamo come Sunia in difesa primaria degli inquilini”.

Quali sono i numeri nell’Isola?
“Da un’indagine dell’Istituto di ricerca Nomisma si evince che almeno il 40% delle famiglie ha difficoltà nel rispettare il canone. Emerge invece che il 24% delle famiglie (67.000) negli ultimi 12 mesi ha accumulato ritardi”.

Cosa state facendo?
“Stiamo coinvolgendo i Comuni e le Prefetture per attivare i tavoli in cui affrontare e governare gli sfratti, utilizzando tutte le risorse (anche i contributi). Stiamo coinvolgendo anche i Tribunali affinchè tutti gli attori siano consapevoli”. Di cosa ci si può lamentare? “C’è da dire che la Regione si sta muovendo con troppa lentezza, il Governo dell’Isola ha 17 milioni di euro resi disponibili dallo Stato e che utilizzerà tenendo conto dei criteri di impoverimento prima e dopo la pandemia. Nella finanziaria regionale invece non c’è un euro per il tema – continua Milazzo. Ma ancora i bandi non sono usciti ed i fondi sono bloccati. Io non voglio essere pessimista, il sindacato non lo è, ma sottolineo la lentezza delle Istituzioni”.

Cosa si può fare?
“Insieme al Sicet e Uniat abbiamo in programma di organizzare, entro aprile, un presidio sotto Palazzo d’Orlèans, perché con i fondi che arriveranno si può fare tanto e non vogliamo che si riproponga lo stesso flop della finanziaria. Oggi il problema abitativo è esteso a fasce di popolazione che prima ne erano fuori, per questo si ripropone con forza l’argomento ‘evitare di marginalizzare le fasce deboli’. E il problema della casa non può che risolversi con un ampio ed efficace piano di nuova edilizia sociale pubblica, senza consumo di suolo. Le faccio un esempio, se a Librino (Catania) facessimo servizi e spazi verdi attrezzati e se le case popolari le facessimo al centro storico negli immobili pubblici inutilizzati (ex ospedali, ex caserme etc), facendo un mix tra fasce di popolazione e funzioni della città, non sarebbe una bella scommessa?”.

Come rimaniamo? L’impegno del QdS continua.
“Risentiamoci entro fine aprile, avremo già qualcosa di più concreto. è chiaro che, se ci fosse una normativa nazionale a sostegno, il percorso sarebbe molto più semplice, soprattutto in regioni come la nostra, dove non si sa quali siano i servizi a sostegno del welfare e dei cittadini. Noi dobbiamo fare la nostra parte – conclude -, faremo in modo di trovare delle intese con le associazioni dei proprietari, ma le Istituzioni devono essere attente e veloci”.

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