MESSINA – Il movimento europeo per il diritto alla casa hai suoi echi anche in Italia e in particolare in quelle aree già aggravate da una disastrosa situazione economico-finanziaria. La piattaforma Europe needs home, sostenuta da oltre 300 organizzazioni chiede di riconoscere la casa come diritto fondamentale e di contrastare gli effetti della speculazione immobiliare, degli immobili vuoti e della finanziarizzazione del mercato abitativo.
Emergenza abitativa a Messina: sfratti e famiglie in difficoltà
La crisi abitativa della provincia di Messina emerge dai dati diffusi dall’Unione inquilini che ricalcano, in linea generale, quelli di alcuni mesi fa del Sunia. Ci sono 167 provvedimenti di sfratto, 164 richieste di esecuzione e 61 sfratti eseguiti con l’ausilio delle forze dell’ordine, la quasi totalità dei pignoramenti pendenti riguarda il settore residenziale e nel capoluogo la morosità rappresenta il 90% del totale. Messina sconta una condizione strutturale penalizzante, collocandosi al 98° posto in Italia per livello salariale, con tassi di crescita debolissimi.
“La fiammata inflazionistica e il rialzo dei tassi Bce – ha affermato Antonio Currò, segretario provinciale dell’Unione inquilini -, hanno ridotto il potere d’acquisto, appesantendo le rate dei mutui variabili”. Il problema riguarda le esecuzioni immobiliari: in Sicilia il volume delle procedure è tra i più elevati in Italia e a Messina, la quasi totalità dei pignoramenti pendenti riguarderebbe immobili residenziali. I lotti riferiti al Comune capoluogo rappresenterebbero storicamente tra il 35% e il 45% del totale provinciale. Secondo Currò la debolezza della domanda immobiliare locale, legata anche alla scarsa liquidità e al calo demografico, contribuisce a lasciare numerosi immobili pignorati invenduti e dopo ripetuti tentativi d’asta, le basi di vendita, in alcuni casi, scendono a 20-45 mila euro. Il rischio è che la vendita non basti a estinguere il debito. “In alcuni casi – è stato sottolineato – la svendita non copre il debito residuo, lasciando le famiglie senza casa e per di più ancora indebitate”.
Messina, il 39,8% delle abitazioni è vuoto
Secondo il rapporto 2025 della fondazione Ifel a Messina le abitazioni non occupate rappresentano il 39,8% del patrimonio privato considerato. Una percentuale inferiore soltanto a quella indicata per Reggio Calabria, pari al 40,2%, e superiore a quella di Palermo, 32,5%. Currò rileva la distanza tra la disponibilità di immobili e la possibilità concreta, per una parte della popolazione, di accedere a un’abitazione dignitosa senza compromettere il proprio bilancio familiare. Secondo l’Unione degli inquilini proprietari e intermediari privilegiano sempre più spesso gli affitti per singole stanze e le locazioni turistiche brevi, formule che possono risultare più remunerative rispetto ai contratti tradizionali.
Affitti a Messina, stanze più care e difficoltà per gli studenti universitari
A Messina, stando ai dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, la locazione di porzioni degli alloggi è aumentata del 200% rispetto al 2018. Una crescita che segnala un cambiamento nell’offerta abitativa e che, secondo l’Unione Inquilini, rischia di ridurre le opportunità per chi cerca una casa per viverci stabilmente. Ad incontrare più difficoltà nell’accesso alle locazioni sono famiglie numerose con figli minori, anziani, persone con disabilità, lavoratori senza contratti a tempo indeterminato e cittadini stranieri. La pressione sugli affitti interessa anche la popolazione universitaria. A Messina il costo di una singola stanza può arrivare a 400 euro mensili, una cifra che, rapportata ai redditi di molte famiglie può diventare un ostacolo alla possibilità di studiare lontano da casa.
Casa UniMe e sostegno agli affitti: gli interventi per gli studenti
Per rispondere al problema, l’Ateneo messinese ha attivato il progetto “Casa UniMe”, attraverso il quale 230 studenti ricevono un contributo per le spese di locazione. L’Unione Inquilini considera però insufficienti gli interventi esistenti rispetto alle dimensioni del fenomeno e richiama l’attenzione sulle rette degli studentati privati e sulla necessità di rafforzare l’offerta pubblica. Per Messina, l’Unione Inquilini chiede il rifinanziamento dei fondi per il sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole, un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e sociale, il recupero del patrimonio inutilizzato e il potenziamento degli alloggi universitari a canone sostenibile.
Emergenza casa a Messina: recuperare gli immobili inutilizzati
L’obiettivo è trasformare una parte degli immobili abbandonati in una risposta concreta alla domanda abitativa, con interventi di riqualificazione e risorse adeguate su ex caserme, ex sedi ferroviarie, plessi demaniali e comunali vuoti da anni. “Non serve costruire – è stato ribadito – serve il riuso”. Una strada che, secondo l’Unione inquilini, dovrebbe affiancare le politiche di sostegno agli affitti e di prevenzione degli sfratti.
La richiesta di Currò è che la casa venga considerata una priorità delle politiche pubbliche, non soltanto una questione affidata alle dinamiche del mercato. Perché, nella città in cui quasi il 40% delle abitazioni private risulta non occupato, la sfida è trasformare il patrimonio disponibile in un’opportunità reale per chi oggi fatica a trovare o a mantenere un alloggio.

