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Energie rinnovabili in Sicilia, Legambiente chiede interventi su Ddl Aree idonee

Energie rinnovabili in Sicilia, Legambiente chiede interventi su Ddl Aree idonee
Energie rinnovabili, foto Imagoeconomica

L’associazione regionale vuole evitare che una legge nata per accelerare l’ordinata diffusione delle rinnovabili si traduca in un ostacolo per la transizione energetica nell’Isola

Legambiente Sicilia chiede all’Assemblea regionale e al Governo una serie di interventi (e suggerisce emendamenti) per superare le “rilevanti criticità evidenziate anche dalle organizzazioni del settore delle energie rinnovabili”.

Il disegno di legge in Commissione ha subito un rinvio ma gli ambientalisti hanno il timore che il tempo aggiuntivo per il riesame del testo non sia servito per “predisporre un provvedimento organico dedicato esclusivamente all’individuazione delle ulteriori aree idonee come già avvenuto in altre regioni italiane”.

Focus sulle aree idonee

In particolare, la disciplina delle ulteriori aree idonee resta concentrata in un unico articolo, senza un’adeguata articolazione per tipologie territoriali e tecnologiche.

“Il testo del Ddl – si legge nella nota di Legambiente Sicilia – prevede inoltre di attribuire una priorità istruttoria (art. 1-ter) ad alcune tecnologie rispetto ad altre, senza considerare che il decreto legislativo n. 190/2024 prevede, all’art. 12, comma 2, che le Regioni adottino i cosiddetti Piani delle Zone di Accelerazione, quale presupposto pianificatorio idoneo a definire il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti da fonti energetiche rinnovabili (FER). Solo a conclusione di tale procedimento pianificatorio e valutativo possono essere legittimamente applicate le semplificazioni e le priorità istruttorie previste dalla disciplina delle Zone di Accelerazione”.

Soppressione del nuovo articolo 2

Legambiente Sicilia chiede inoltre la soppressione del nuovo articolo 2, che “attribuisce all’assessore regionale per l’Energia la facoltà di sospendere i procedimenti autorizzativi relativi ai nuovi impianti FER al raggiungimento degli obiettivi di potenza installata al 2030, ricordando ancora una volta che tali obiettivi rappresentano traguardi intermedi nel percorso di decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale e regionale”.

Particolarmente critica è giudicata la previsione del comma 3, secondo cui la sospensione “cesserebbe solo al verificarsi di due condizioni: l’adeguamento della sostenibilità tecnica delle infrastrutture di rete e la piena applicazione del sistema dei prezzi zonali dell’energia”.

Fermo restando che l’applicazione dei prezzi zonali è una richiesta sostenuta da Legambiente per restituire al territorio concreti benefici della transizione energetica attraverso la riduzione della bolletta per famiglie e imprese, quest’ultimo requisito, introduce un elemento di forte incertezza, poiché subordina la ripresa delle autorizzazioni a un meccanismo di mercato nazionale non direttamente controllabile dalla Regione Siciliana, con il rischio di trasformare una misura teoricamente temporanea in una sospensione di durata indeterminata.

Castronovo: “Occorre dare impulso alla diffusione delle energie rinnovabili”

Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, sottolinea: “Crediamo che questa nuova disposizione introduca, di fatto, un meccanismo di moratoria non previsto dalla normativa statale ed europea, suscettibile di aggravare il quadro regolatorio regionale e di scoraggiare gli investimenti necessari al percorso di transizione energetica della Sicilia. Occorre invece dare impulso alla diffusione delle energie rinnovabili, autorizzando rapidamente gli impianti che sono già stati istruiti e hanno ottenuto parere favorevole dalla Commissione Tecnica Specialistica della Regione Siciliana, rafforzando e strutturando al contempo l’organico del Dipartimento regionale dell’Energia”.

Il presidente regionale dell’associazione ambientalista prosegue: “La preoccupazione è che questa situazione di impasse del Dipartimento Energia possa compromettere la possibilità per le imprese di partecipare alle prossime aste FER X e MACSE, dando luogo a contenziosi e a richieste di risarcimento danni”.

E aggiunge: “Resta il rammarico che il DDL in esame appaia ancora lontano dall’obiettivo di dotare la Sicilia di una legge regionale chiara, organica e coerente con il quadro normativo nazionale ed europeo, capace di favorire uno sviluppo ordinato delle fonti rinnovabili senza introdurre nuove incertezze autorizzative o ulteriori ostacoli agli investimenti”.

“Resta l’obiettivo di coniugare tutela del territorio e accelerazione transizione energetiche con regole certe”

Infine: “L’obiettivo – sottolinea Castronovo – deve essere quello di coniugare la tutela del territorio e delle produzioni agricole di qualità con l’accelerazione della transizione energetica, attraverso regole certe, semplificazione amministrativa e una pianificazione trasparente delle aree idonee, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. Auspichiamo pertanto che l’Assemblea regionale siciliana e il Governo voglia valutare con attenzione gli emendamenti presentati, evitando l’introduzione di misure che possano determinare una sospensione di durata indeterminata delle autorizzazioni e compromettere il contributo della Sicilia al raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici nazionali ed europei”.

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