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Paura nelle banche siciliane, record di assalti con esplosivi al bancomat: “Numeri fuori controllo: lavoratori e cittadini rischiano la vita”

Paura nelle banche siciliane, record di assalti con esplosivi al bancomat: “Numeri fuori controllo: lavoratori e cittadini rischiano la vita”
Prelievo contante e bancomat ATM, sportelli bancari – Imagoeconomica (1)

Dati in aumento in Sicilia riguardo gli assalti agli sportelli bancomat tramite l’utilizzo di esplosivi: la FABI denuncia a QdS.it

Assalti a raffica, soprattutto nel cuore della notte, in tutta la Sicilia. Gli sportelli bancomat stanno diventando uno degli obiettivi principali di gruppi di banditi che, con il favore dell’oscurità, compiono attacchi criminosi utilizzando importanti quantità di esplosivi. Un fenomeno preoccupante, che potrebbe portare anche a delle tragedie e che va contrastato con i mezzi a disposizione. “Gli ultimi assalti registrati, come quello di Lentini nella notte o quello di Francofonte nelle scorse settimane ai danni della BAPS fotografano una situazione ormai fuori controllo in Sicilia, nel Siracusano – dichiara al QdS.it la FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) – La recente, forte, esplosione è avvenuta intorno alle due, devastando lo sportello Atm della Banca Agricola Popolare di Sicilia in via Vittorio Emanuele e danneggiando anche diverse automobili parcheggiate nelle vicinanze, svegliando l’intero quartiere. Siamo davanti a un fenomeno che non è più episodico: è una emergenza di sicurezza pubblica”.

“Numeri fuori controllo nell’ultimo mese: rischi enormi per lavoratori e cittadini”

“Nel solo ultimo mese — sottolinea il segretario generale Gabriele Urzì quattro esplosioni hanno colpito sportelli bancomat nella provincia di Siracusa. Non parliamo di furti: parliamo di ordigni rudimentali piazzati nel cuore della notte, in zone abitate, con una violenza tale da mettere a rischio la vita dei residenti, dei passanti e dei lavoratori delle filiali. Ogni esplosione è una minaccia diretta alla comunità. La desertificazione bancaria che sta colpendo molti territori della Sicilia aggiunge aumenta la vulnerabilità: meno presidi, meno presenza fisica, più facilità di azione per bande specializzate che operano con modalità paramilitari.”

“Non possiamo aspettare il prossimo boato: servono misure forti di sicurezza”

Quali soluzioni possono essere adottate dunque per contrastare il fenomeno? La FABI richiama le misure che il Sindacato propone da tempo, spiegando come la prevenzione debba diventare una strategia strutturale e non un insieme di interventi episodici. “La sicurezza degli Atm  – continua il sindacalista – passa innanzitutto da sportelli più resistenti, progettati per contrastare l’effetto degli esplosivi e dotati di sistemi che neutralizzano il denaro in caso di attacco. A questo si deve affiancare una videosorveglianza realmente avanzata, con telecamere ad alta definizione, lettura targhe e collegamenti diretti alle centrali operative, insieme a sensori capaci di rilevare vibrazioni, calore e sostanze esplosive, così da attivare allarmi immediati, Inoltre, sosteniamo che debba essere ridotta drasticamente la quantità di contante contenuta all’interno degli sportelli in modo da disincentivare le rapine. Oramai i pos e i pagamenti online sono diffusissimi. Si deve ridurre il contante in circolazione. A parte il pericolo enorme per l’incolumità delle persone, i costi per le Banche sono elevati. Il ripristino di un attacco ATM ha un costo medio tra i 60 e i 90mila euro. Fondamentale, aggiungo, l’illuminazione delle aree circostanti: niente zone d’ombra, niente vie di fuga agevolate. Nelle fasce orarie più critiche servono presidi mobili e pattugliamenti mirati, soprattutto nelle province dove gli assalti sono ormai una sequenza continua”.

“Serve coordinamento con Prefetture e Forze dell’Ordine”

La FABI, tramite Gabriele Urzì, ritiene che contro assalti agli sportelli bancomat sia fondamentale un coordinamento stabile con Prefetture e Forze dell’Ordine: ” Servono tavoli permanenti dedicati alla sicurezza degli sportelli automatici, e un coinvolgimento diretto dei Comuni, chiamati a intervenire su viabilità, illuminazione e controllo del territorio. Infine, campagne informative rivolte a residenti e commercianti possono aumentare la capacità di segnalazione tempestiva, riducendo i tempi di intervento. Se non si interviene subito — avverte Urzì — la domanda non è se succederà qualcosa di grave, ma quando. Con esplosivi di questa potenza, piazzati in zone abitate, il rischio che ci scappi il morto è concreto. E questo non possiamo permetterlo”.

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